Se proprio insistete...
è probabile che siate non del
tutto normali e che abbiate delle difficoltà di movimento, stretti come siete
nella camicia di forza degli standards di comportamento omologati.
Questo almeno è quello che pensano gli altri, che farebbero bene invece ad interrogarsi sul problema della relatività dell'essere, e a riflettere sul fatto che "diversità" è un termine che acquista significato solo alla luce di postulati stabiliti da pochi perché siano accettati da tutti.
Se percepite con sufficiente chiarezza queste difficoltà, vuol dire che il vostro corpo è forzato in una direzione e che la vostra mente marcia in un'altra. Che il vostro Io spirituale è in conflitto con il vostro Io fisico e che tutti e due lo sono con l'universo che vi circonda.
Frustrazioni, complessi,
manie, e talvolta paranoie, sono i risultati di questo conflitto che può
durare, dura in genere, tutta la vita.
Come è possibile che miglioriate la vostra esistenza in questo stato di perenne
lotta ?
Ecco che talvolta desiderate
"evadere", "staccare" del tutto dalle vostre attività per
una sorta di rigenerazione che immaginate oltreché fisica anche spirituale.
Ma il carcere è di massima sicurezza e le fughe non sono possibili.
La sensazione di benessere provata in quella breve pausa è solo illusoria
perché nessuna seria modificazione è intervenuta nello spirito, e
l'antagonismo totale è lì pronto a reinnescare quel conflitto a causa del
quale la vostra esistenza peggiora subdolamente di giorno in giorno.
Non esiste una formula magica, un rimedio radicale a questi problemi, perché siete voi stessi a generarli mantenendo vivo questo rapporto altamente conflittuale tra mente e corpo.
Potreste però provare
ripartendo da zero, eliminando le sovrastrutture e trascendendo dai falsi valori
che rendono inefficaci i vostri buoni proponimenti.
Potreste provare a giocare questo solitario con la vostra coscienza, per il
recupero di quei principi di autodeterminazione che vi permetterebbero di
liberarvi dal maggior numero di ostacoli che si frappongono tra voi ed il
perseguimento di un netto miglioramento della qualità della vostra esistenza.
Non risolverete l'intera
questione con un viaggio nel Sahara, nemmeno con due, neanche con tre o con
mille.
Non è una questione di quantità.
Non è sufficiente rifiutare l'imbrancamento e la logica del conformismo
intellettuale per ottenere automaticamente l'accesso alla percezione
dell'armonia universale.
Anzi è molto probabile che il confronto tra corpo e mente, non ostacolato da
diaframmi artatamente frapposti tra i due per impedire il raggiungimento della
massima armonia, vi dia coscienza di una gravità della situazione che non
immaginavate.
E' probabile, quasi scontato, che la liberazione dalle certezze e dalle
sicurezze con cui la civiltà dei consumi vi ricopre, vi metta di fronte con drammatica
evidenza all'inconsistenza del vostro essere nei confronti dell'universo cui
pure appartiene.
Ebbene, questo potrebbe essere il punto di partenza per la vostra rinascita.
Questo spazio altamente iconoclastico è dedicato a tutti coloro che desiderano migliorare se stessi attraverso una comprensione la più ampia possibile dei fenomeni che interessano la vita spirituale e fisica.
Queste pagine che suoneranno come bestemmie ai più, sono dedicate a tutti coloro che sono disposti a subire la scomunica e l'esilio dalla comunità dei viaggiatori d'assalto.
Non c'è posto in questo dominio per azioni di gruppo che condizionano irrimediabilmente ogni tentativo volto all'introspezione e alla migliore conoscenza di se stessi e dei propri limiti.
In Densità Zero non avranno diritto d'asilo coloro che intendono il viaggiare come consumo del tempo libero da dedicare alla raccolta di diapositive sulle miserie del mondo.
Densità Zero è una dimensione negativa dove nessuna delle categorie che sorreggono la vostra esistenza verrà considerata come parte di un pensiero obbligatoriamente condiviso ed accettato. Un buco nero il cui orizzonte degli eventi termina là dove inizia quello del resto del mondo.
Non è però un elogio del rischio e con esso non voglio invitarvi al suicidio.
Ed è per questo che richiamerò spesso la vostra attenzione, a costo di
sembrare ripetitivo, sui rischi ai quali vi esporrete viaggiando nel deserto.
Specie se vorrete farlo da soli, come io mi auguro.
Contemporaneamente vi parlerò di come muovervi con ragionevole sicurezza,
con i supporti tecnici e logistici strettamente indispensabili per avere il
minor numero di diaframmi con il resto dell'universo nelle minime condizioni di
pericolo oggettivo.
Le sensazioni e l'arricchimento
spirituale che una traversata solitaria può regalare non sono descrivibili a
parole, ma in compenso lo sono i rischi.
Rischi elevati dai quali solo la modestia e la perfetta conoscenza delle regole
del gioco potranno mettervi ragionevolmente al riparo.
Ricordate sempre una cosa.
Per chi circola da solo nel deserto non sono previsti esami di riparazione.
La sessione è unica e bisogna esser promossi col dieci.