TUTTO QUELLO CHE OCCORRE
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DEL COSA
Cosa occore per andarsene a spasso nel Sahara ?
Senza punti di riferimento precisi la risposta rischia di essere "tutto"
e la sua realizzazione pratica "niente".
Quando sarete nel Grande Vuoto ed incontrerete gente come voi, capirete il
vero significato del vocabolo "fantasia".
Bagagli incredibili affastellati su fuoristrada inverosimilmente
accessoriati ed appesantiti da sovrastrutture che sembrano opera di un
fabbro impazzito.
Una, magari due tende sul tetto, taniche di carburante appese ovunque e
dentro...dentro casse e casse di legno, metallo, plastica piene non si sa
di che cosa.
Come impatto visivo avrete l'impressione che si tratti di una missione
umanitaria ONU, come sostanza li troverete il giorno dopo insabbiati sulla
duna di Amguid che armeggiano con due inutili e microscopiche piastrine
d'alluminio.
Tutto quello che vi può realmente occorrere, in special modo per la
vostra sicurezza, ve lo descrivo dividendolo in sei gruppi.
EQUIPAGGIAMENTO PERSONALE
EQUIPAGGIAMENTO DI VETTURA
EQUIPAGGIAMENTO DA CAMPO
EQUIPAGGIAMENTO FOTOGRAFICO
FARMACIA E PRONTO SOCCORSO
ALTRE ATTREZZATURE
Nell'allestire questi
equipaggiamenti vi consiglio, specie se siete al primo viaggio, di non
omettere nulla se non specificamente indicato come possibile.
Naturalmente potrete aggiungere, ma è molto probabile che l'operazione si
risolva in un inutile sovraccarico della vettura con oggetti superflui che
condanneranno la vostra vettura all'affondamento nella prima pozza seria
di sabbia molle.
Come vi ho già accennato, la qualità delle vostre attrezzature dovrà
essere totale. Dovrà rispondere pienamente alle specifiche
indicate ed in casi particolari, dovrà essere della marca e del tipo
indicati. Vi sconsiglio di operare sostituzioni dettate da patetiche
motivazioni di ordine economico. Se siete taccagni o indigenti non
dovreste neanche esservi posti il problema di un viaggio di questo genere.
Tenete ben presente che a causa di un elemento difettoso o scadente del
vostro equipaggiamento, potreste perdere tutto il resto, ed anche
qualcosa di più.
DEL DOVE
Dove procurarsi tutto il necessario
?
Se non volete spendere cifre astronomiche, dovrete darvi da fare per
cercar di eliminare il maggior numero di intermediari acquistando il più
vicino possibile alla fonte.
Se possedete una posizione fiscale potrete accedere direttamente ai
grossisti saltando i dettaglianti, quando non riuscirete addirittura ad
arrivare al fabbricante. Se non possedete una partita I.V.A. dovrete
trovare un amico compiacente che si presti al servizio, altrimenti sarete
costretti ad acquistare dall'ultimo anello della catena, il dettagliante,
pagandone tutti i costi.
In ogni caso cercate di cumulare gli acquisti per ottenere le migliori
condizioni di pagamento.
Cercate inoltre di acquistare sempre da rivenditori o grossisti
autorizzati dal fabbricante, gli unici che possono garantirvi
l'originalità e la qualità di quanto andate cercando.
Infine alcune cose non sono reperibili in Italia e dovrete procurarvele
fuori dove indicato. Quindi pensateci per tempo.
DEL COME
Come organizzarsi ?
Studiate la DCL ed inserite le liste di quanto vi occorre nel piano di
lavoro. Tutte le attrezzature ve le dovrete procurare in tempo utile per
collaudarle, studiarle nel loro uso e sostituirle se necessario.
Dovreste raggruppare gli acquisti per categorie, e per risparmiare
accedendo agli sconti-quantità e per concentrarvi bene su quello che
state mettendo assieme. Ad esempio, decidete di occuparvi della strumentazione,
dei ricambi per la vettura, degli attrezzi per l'officina,
del materiale da campeggio etc. Fate, per una categoria alla volta,
una lista di quanto vi occorre e chiedete due o tre preventivi ai migliori
fornitori che riuscite a contattare. Nel decidere riflettete sul fatto che
non sempre il miglior acquisto è quello a prezzo più basso,
e che bisogna considerare anche i vantaggi occulti quali la competenza, la
serietà, l'affidabilità, la garanzia, l'assortimento, la possibilità del
cambio etc..
La cosa più preziosa del
mio equipaggiamento, messo faticosamente ed onerosamente assieme in anni
ed anni di deserto, è la lista delle
"cose", che ho pomposamente chiamata dicielle, DCL,
Desert Check List.
Un giorno me la sono persa. Era scritta a mano in un'unica copia su
un quaderno, e sono impazzito per la disperazione perchè rimetterla
assieme non è stato affatto semplice. Tutte le voci che leggendo mi
sembravano scolpite nel cervello, ripensandole senza più DCL davanti
divenivano evanescenti, probabili, mancanti.
La lista delle "cose" l'ho rifatta, migliore e stavolta
col computer, e vi assicuro che ricopre
ancora un ruolo fondamentale ed insostituibile nella preparazione dei miei
viaggi. Senza di lei qualcosa, o molte cose, le dimenticherei a casa e,
statene certi, quelle sarebbero le uniche cose che immancabilmente mi
servirebbero.
La DCL è una lista sequenziale di oggetti raggruppati per categorie, e
fin qui nulla di particolare se non il fatto che questa lista si è
decantata in molti anni di deserto ed è quindi affidabile ed essenziale.
La sua caratteristica principale è la modularità, che la rende
flessibile ed adatta a tutte le sigenze.
Ogni elemento è individuato da:
un numero che indica il numero di pezzi necessario. E' inutile che abbondiate; non avrete maggior sicurezza se sovraccaricaricherete la vettura. Se scarseggiate al contrario, potreste trovarvi in difficoltà.
una lettera che indica se questo elemento attiene alla persona (P), alla singola vettura (V) o, eventualmente, ad un convoglio di più vetture (C). Attenzione a non far confusione. Se partite da soli, con una sola vettura intendo dire, questa costituisce un convoglio e quindi vi competono sia gli equipaggiamenti "V" sia gli "C". Se invece il convoglio è composto da due o più vetture è sufficiente una sola serie di equipaggiamenti "C".
uno o più simboli che indicano se l'elemento è necessario (!), marginale (#) e l'esperienza può condurre alla sua eliminazione, necessario solo in alcuni viaggi e non in altri (?), reperibile in caso di necessità anche in alcune oasi ($) (ma non a Kidal..). La presenza di "!" e di "#" insieme significa che l'elemento è necessario ma può essere sostituito da un altro analogo che riporti i due stessi simboli. Il simbolo "!!!" vi indica gli elementi vitali, quelli che per nessuna ragione al mondo potete dimenticare o di cui potete fare a meno, pena il mettere a repentaglio la vostra vita.
Il miglior uso che potete
fare della DCL è quello della "spunta".
Fatene alcune fotocopie ed usatele in tal senso nelle diverse fasi del
lavoro di approvvigionamento. Un'ultima copia usatela al momento dell'"imbarco" in vettura di ciascun elemento. Eseguite
l'ultimo controllo, segnate accanto ad ogni oggetto il contenitore nel
quale si trova e portate la copia con voi. Al momento del bisogno sarete certi
di aver caricato anche ciò che vi serve e non impazzirete a cercarlo solo
perchè avete dimenticato dove l'avete riposto. Le DCL, divise per gruppi,
sono tutte riunite alla fine di questa scheda per una migliore
consultazione.
Se la navigazione sahariana non resterà per voi un fatto isolato,
l'esperienza che riuscirete ad accumulare nei viaggi successivi vi
suggerirà le modifiche da apportare alla DCL per meglio adattarla alle
vostre esigenze e al vostro modo di viaggiare. Anche l'equipaggiamento si
adatterà alla vostra personalità, si semplificherà e man mano noterete
con vostra grande soddisfazione come aumenteranno i simboli "#"
e "" a scapito di "!", segno di un'accresciuta
maturità emotiva e di un progressivo svincolarsi dalle false sicurezze
fornite dall'oggettistica della civiltà dei consumi.
Ne ho allestita una per
ciascun gruppo di elementi dell'equipaggiamento, con riportate le
caratteristiche che interessano per i nostri scopi. In linea di massima, a
meno che non abbiate accertate possibilità di miglioramento, vi conviene
procurarvi materiali con le caratteristiche indicate e non altre. Quando
vi indico marca e tipo lo faccio perchè si tratta, senza ombra di
dubbio, del miglior materiale che sono riuscito a trovare sino al momento
della stesura della guida, e non per accordi commerciali che non ci sono e
non mi interessano in alcun modo.
Se qualcosa la possedete già ed il vostro buon senso vi dice che può
andar bene, OK, non c'è bisogno che la ricompriate. Accertatevi però con
qualche prova pratica che assolva ai suoi compiti nelle condizioni d'uso
più brutali che riuscite ad immaginare. Le minischede inoltre, quando necessario,
vi guidano nell'uso degli attrezzi ai quali si riferiscono.
| EQUIPAGGIAMENTO
PERSONALE E', ovviamente, la parte più personalizzabile dell'attrezzatura. Ciò nonostante vi raccomando di considerare fondamentali gli elementi contrassegnati con "!"; sfruttate la mia esperienza. Per quanto riguarda i tessuti la parola d'ordine, in autunno e in primavera, è cotone leggero, per tutto. L'abbigliamento che userete nel deserto sarà sottoposto ad un'usura eccezionale, pertanto evitate indumenti costosi o delicati. La lista indica i capi principali, per il resto fate come credete cercando di rimanere nei limiti di peso e di contenitori consigliati. In inverno bisognerà sostituire alcuni capi e aggiungerne altri, necessari per le basse temperature dopo il calar del sole. In alcune località di notte la temperatura può scendere sotto lo zero, può piovere ed eccezionalmente anche nevicare. Perchè l'abitacolo della vettura non divenga nel giro di due giorni una bolgia infernale, vi consiglio di stivare per intero il vostro bagaglio nella borsa da viaggio, eccezion fatta per il saccoletto. Questi due contenitori potranno tranquillamente essere caricati sulla bagagliera (o nel cassone) per lasciare più spazio vitale a disposizione. In vettura tenete con voi lo zainetto e la borsa fotografica. |
ABBIGLIAMENTO STANDARD
CALZE:
in filo di Scozia corte; calzando le "cinesine" ne farete
comunque a meno. Ve ne consiglio 6,7 paia, da lavare tutte assieme col
bucato settimanale. Consigliabili anche uno o due paia di calze in
spugna di ottima qualità se è previsto un trekking a piedi.
BIANCHERIA:
non costrittiva e non oseè, specie se siete in quattro. Anche se
siete compagne di vecchia data tenete conto del fatto che la vita nel
deserto impone un certo grado di promiscuità per settimane, e che se non volete sentirvi in imbarazzo di fronte
al ragazzo della vostra migliore amica è necessario non siate
appariscenti o ridicole in déshabillé. Idem per i maschietti.
PANTALONI:
larghi a doppie o triple pinces; niente jeans che sono troppo
costrittivi, pesanti e scomodi. La presenza di molte tasche è utile
anche se fà un po' troppo "esploratore".
TUTA GINNICA:
per stare la sera, leggera in cotone felpato. Alla larga dai tessuti
100% sintetico tipo triacetato o tactel che non permettono una
traspirazione ottimale.
T-SHIRTS:
da strapazzo e, per le ragazze, non trasparenti nè aderenti. Per
rispetto ai vostri ospiti arabi e per essere da questi rispettate.
CAMICIE:
a maniche lunghe; indossandole al posto delle magliette vi
proteggerete efficacemente dalla eccessiva traspirazione, avrete meno
sete, sarete più puliti. L'idea che la T-shirt sia più fresca è del
tutto illusoria.
BERMUDA:
al posto dei pantaloncini corti che sono offensivi per la morale
islamica. In linea di massima è comunque più indicato indossare
sempre i pantaloni lunghi per esporre meno centimetri quadrati
possibile del proprio corpo al sole e limitare il più possibile la
perdita di liquidi.
GOLF:
in lana di media pesantezza per le traversate in mare. Può essere
sostituito da una giacca in Polartek 200.
GIACCA IMBOTTITA:
in cotone pesante e robusto, per le traversate e per le notti e le
albe gelide del deserto. Più tasche ci sono meglio è. Se optate per
il Polartek al posto del golf, la giacca può anche essere priva di
imbottitura.
CAPPELLO:
non ridicolo possibilmente, per proteggervi dal sole, in attesa di
acquistare sul posto lo chèche.
FOULARD:
in seta, per progeggervi la bocca e non inghiottire tonnellate di
fech, sempre in attesa dello chèche.
CHECHE:
si acquistano un po' dovunque, ma i migliori li troverete nel Grande
Sud. Acquistarlo non sarà elementare perchè dovrete fare attenzione
alla qualità del tessuto e ad altre caratteristiche, altrimenti vi
appiopperanno uno straccetto per turisti.
Evitate come la peste i negozi per gonzi, quelli dove pretendono di
trascinarvi le guide o gli attaccabottoni, e trovatevi un bel
magazzino fornito o andate al mercato. Poi chiedete uno chèche da 5 o
6 metri se volete che sia veramente efficiente, anche se avrete molte
difficoltà per montarlo...Il tessuto deve essere di media pesantezza,
compatto ma a trama non eccessivamente fitta e, soprattutto, non deve
avere giunzioni. Lo chèche viene infatti tagliato da una lunghissima
striscia arrotolata che inevitabilmente presenta diversi punti di
giunzione. Se il pezzo che vi vogliono vendere è in queste
condizioni, rifiutatelo senza tanti complimenti.
Il colore. Verde scuro è il classico del sud algerino, blu o bianco
appena rosato dei Touaregh, bianco candido quello dei turisti da
strapazzo. Se scegliete il blu acquistate un tessuto délavé o il
colore si trasferirà sulla vostra faccia anche dopo molti lavaggi
(gli uomini "blu" lo sono per questo).
VESTIARIO INVERNALE
CALZE:
oltre alla dotazione normale uno o due paia di calze da trekking termo
isolanti. Ottime le americane "Thor-Lo", in filato
sintetico idrorepellente (non assorbono il sudore). Scartate i modelli lunghi in favore di quelli corti.
PANTALONI:
andranno sostituiti con modelli analoghi ma in cotone pesante. Evitate
sempre jeans e pantaloni stretti.
CAMICIE:
in flanella di cotone pesante; più d'una (2-3) in sostituzione di
qualche maglietta.
MAGLIONE:
in lana al posto del golf. Anche lui sostituibile con la giacca in
Polartek, purchè sia di pesantezza "300".
BERRETTO E GUANTI DI
LANA:
in certe località è impossibile, la mattina presto, fare colazione
senza calzarli, e di notte è necessaro dormire col berretto.
GIACCA DA ALTA
MONTAGNA:
sostituisce quella in cotone e deve essere molto imbottita. Ottime
quelle in "Gore-Tex" con imbottitura in piuma d'oca
gilet staccabile indossabile separatamente. Sono molto costose ma
valgono, se prodotte da ditte serie, tutti i loro quattrini.
CANOTTIERE IN COTONE:
dato che l'escursione termica si sposta verso il basso è meglio non
farne a meno anche sotto la T-shirt. Eviterete malanni.
GIACCA E PANTALONI IN
POLARTEK:
sostituiscono la tuta ginnica. "Polartek" è
un marchio di fabbrica che individua un tessuto sintetico con ottime
qualità termo isolanti.
Viene prodotto in tre pesantezze: 100, 200, 300. Scegliete la marca e
il modello che preferite ma accertatevi che il tessuto sia quello
giusto della pesantezza giusta.
SCARPE
SCARPE DA TREKKING:
come tutte le scarpe sportive, costituiscono, per le industrie del
settore, un affare colossale, una vera e propria gallina dalle uova
d'oro. Si fabbricano e si vendono scarpe per ogni sport, situazione,
specializzazione. Ci sono scarpe per l'alta montagna, la media
montagna, la bassa montagna, per la bici, la moto, la vettura, il
windsurf e lo skateboard, per il gioco delle bocce e per il ping pong
e, naturalmente, scarpe per tutti i trekking possibili ed
immaginabili.
Cercate, per cortesia, di non farvi appioppare, come scarpe da
deserto, un paio di queste nobilitate con un nome sahariano. Ottime in
altre occasioni, nel Grande Vuoto sono impagabili per lessare i piedi
e metterli fuori uso in breve tempo. Non vi fate abbindolare da
presunti materiali speciali, costosi ed invisibili, con cui sarebbero
costruite e che garantirebbero la traspirazione. Stiamo parlando di
scarpe con tomaia in cordura pesante resinata, che comunque non "respira".
Se pensate che possano evitare l'ingresso della sabbia vi sbagliate.
Quella entra comunque, anche in un paio di stivali da pesca, e la cosa
migliore è vuotarle di quando in quando. Se invece sono scorpioni e
serpenti a preoccuparvi, abbiate fede. Se uno di questi animali feroci
decidesse di assalirvi, sarebbe in grado di arrampicarsi tanto su una
scarpa alta al malleolo che su una alta fino al polpaccio.
Le scarpe da "trekking" possono tutt'al più essere
utili nelle lunghe escursioni in zone montagnose, sempre che si
giudichi vantaggioso trascinarsele dietro per un mese per poi
utilizzarle due o tre giorni al massimo. Certamente in inverno il
discorso cambia; le temperature notturne sono molto basse, in Tunisia,
in Mali e in Italia piove sicuramente, e questo genere di calzature
possono sostituire le Desert Boots.
DESERT BOOTS:
quelle originali "Clark" (indistruttibili) sono, a
mio avviso, le migliori scarpe per il deserto. Robuste, traspiranti
perchè in pelle sfoderata, comode e veloci da allacciare, isolano
ottimamente dalla sabbia bollente e sono validissime anche per le
escursioni a piedi.
CINESINE:
tipo "Lunga Marcia" in cotone. Sono impagabili per
avere in vettura i piedi al fresco, per stare comodi al campo, per
uscire dalla tenda di notte per fare pipì. Sono le scarpe che
calzerete quasi sempre e, poichè non
sono molto robuste, è bene che ne abbiate con voi due paia.
ESPADRILLAS:
idem come sopra. Decidete per le une o per le altre.
CIABATTINE:
in gomma, vi serviranno per le docce nelle oasi. Ma imparerete a
calzarle anche in mezzo al deserto....
PIEDI NUDI:
qualcuno che fa a meno delle scarpe l'incontrerete senz'altro. Gli
imbecilli non mancano mai. E' una delizia vederli camminare scalzi, da
veri "duri", sul ponte lurido del battello che vi
porta in Africa o sul suolo polveroso dei campeggi dove i gatti
orinano, i cani defecano, i maleducati sputano....
CONTENITORI
BORSA DA VIAGGIO:
fa parte del vostro bagaglio personale che dovrà contenere per
intero, sacco letto escluso. Di misure circa 60x30x35, costruita
in cordura pesante impermeabilizzata mediante resinatura, con manici
avvolgenti, tracolla, manici sui lati minori, cinghie di compressione
con fibbie rapide, chiusura lampo antiscoppio e antifurto protetta da
patta con velcro. La ditta "Invicta" di Torino
commercializza diversi tipi di borse adatte ai viaggi e ai
maltrattamenti più feroci.
ZAINETTO:
in cordura di buona qualità e di capacità circa 15 litri, senza
armatura e con spallacci imbottiti. Sarà utile per avere a portata di
mano una quantità di cose durante il viaggio e per girare a piedi.
MARSUPIO:
in nylon pesante con un paio di tasche capaci; per i piccoli oggetti,
i documenti, un po' di quattrini etc. Attenzione a che la chiusura in
vita sia di buona qualità e non tenda ad aprirsi a sorpresa.
CUSTODIA PER SACCO
LETTO:
in nylon pesante, resinato e con cerniera lampo anulare. E' bene che
abbia cuciti dei cinghiaggi di assicurazione in modo che i sobbalzi
della Toyota non lo facciano volare fuori dal cassone (non ve la
prendete con l'autista..).
SACCHETTI IN COTONE :
per la biancheria sporca, per le ciabatte bagnate, per separare le
pellicole impressionate da quelle vergini etc.. Con un laccetto di
chiusura e di dimensioni adatte a contenere un paio di scarpe da
tennis. Se ne vendono di appositi nei negozi di articoli sportivi, ma
autocostruirseli è un gioco da ragazzi.
BORSA PER TOELETTA :
il consiglio è quello di far entrare tutto in un unico contenitore
con lampo. La mattina, quando per il sonno non troverete nemmeno la
vostra bocca, avrete ogni cosa reperibile ed asciutta. Ne esistono di
appositamente costruiti dalla ditta "Lowe"; sono
fantastici e costano pochi biglietti da mille.
DOCUMENTI
PASSAPORTO:
deve avere almeno tre pagine libere per visti e timbri vari. Se
andate in Niger e Mali meglio una di più: ve le riempiranno tutte !
Non ripeterò mai abbastanza che chi ha visti di entrata in Israele,
Corea del Sud e Sud Africa in Algeria non entra. Senza
eccezione alcuna.
VISTO:
informatevi bene, sino all'ultimo momento, sulla situazione. In Africa
l'aleatorietà la norma e non è
detto che due giorni prima della partenza non sia istituito l'obbligo
del visto laddove prima non c'era.
LIBRETTO SANITARIO:
alle frontiere dei paesi dove sono previste vaccinazioni obbligatorie
non viene mai chiesto. Ma se la sfortuna vi perseguita facendovi
incontrare un poliziotto ligio e non avete con voi il libretto giallo,
non potete sperare di entrare raccontandogli che le vaccinazioni le
avete fatte.
DELEGA ALLA GUIDA:
obbligatoria ovunque, con traduzione autenticata in francese, se il
proprietario della vettura non è a bordo al passaggio di
frontiera. Senza non si entra.
PATENTE:
sarebbe obbligatoria quella internazionale, ma in pratica è superflua
perchè nessuno la chiede. Non gettate via tempo e danaro per un
documento di cui si ignora l'esistenza.
CARTA DI CREDITO:
gli alberghi di lusso delle capitali accettano American Express,
Diners e Visa. Potrebbe servire.
DENARO:
portate con voi solo le lire italiane stettanente necessarie. Per il
resto franchi francesi, universalmente accettati, in tagli massimo da
500 ff., meglio da 100. I dollari non li vuole nessuno, anzi sono
molto malvisti.
LISTA DOGANALE :
promemoria dove elencherete tutto ciò che è soggetto a dichiarazione
all'entrata nei vari paesi. Questo per non incorrere al momento in
spiacevoli dimenticanze. Ricordate che in tutto il mondo, ma
soprattutto in Africa, valgono solo i pezzi di carta con i timbri; le
chiacchiere nulla.
PER DORMIRE E PER MANGIARE
SACCO LETTO:
deve essere in cotone interno e nylon esterno, con cappuccio,
imbottito in piuma d'oca ed apribile a coperta. Niente sacco lenzuolo,
che vi si attorciglia attorno e niente imbottiture in sintetico , che
non permettono una traspirazione efficiente. Per l'inverno dovrete
equipaggiarvi con un sacco letto da alta montagna che ha
caratteristiche particolari: taglio a "mummia",
cuciture "calde", cerniera lampo protetta,
imbottitura extra.
CUSCINO:
deve avere le stesse caratteristiche e dimensioni modeste. Alla larga
da quelli gonfiabili; fanno venire il mal di capo.
DORMIBENE:
i migliori sono gli inglesi "Thermarest" in espanso a
cellule chiuse ondulato, molto isolanti e molto soffici. Altra
soluzione sono i materassini autogonfianti della stessa ditta, più
costosi e operativamente più lenti, ma ancora più comodi.
KIT DA CUCINA:
una gavetta di circa 18 cm. di diametro, in cui trovano posto: piatto,
bicchiere e tazza da the in plastica, due o tre pacchetti di
fazzoletti di carta, forchetta e cucchiaio, niente coltello (avete il
Wenger).
BORRACCIA TERMICA:
da un litro, un litro e mezzo, andrà riempita spesso attingendo alla
ghirba appesa fuori della vettura. Perchè sia veramente termica
occorre che lo sia anche il suo tappo, che deve essere doppio con
intercapedine d'aria. Ottime ed economiche le francesi "Camping
Gaz". Se volete dissetarvi anche durante la marcia su pista,
corredate la borraccia con un paio di cannucce in plastica o con una
trentina di centimetri di tubetto ai siliconi per carburanti. Sperare
di bere dal collo o peggio dal bicchiere con la vettura in moto è
pura illusione. Per il conducente il tubetto dovrà essere più lungo
e fissato direttamente nel tappo, tanto da permettergli di bere
dalla borraccia sistemata alle sue spalle anche mentre il compagno
dorme.
STUOIA DI PAGLIA:
vi servirà per stendervi "al volo", durante una
breve sosta, quando non se ne potrete più di star seduti, per
infilarvi sotto la Land a controllare il servofreno, ma anche per
prendere il sole a Monastir. Vanno bene quelle cinesi arrotolate.
COPERTA TERMICA:
è un oggetto d'emergenza che può essere utile in molte occasioni e
fa parte della lista di sopravvivenza. Quelli buoni sono teli
argentati con supporto in poliestere pesante di dimensioni circa
240x140 cm.. Quelli più leggeri e meno costosi non vanno bene perchè
una volta aperti non si riesce più a ripiegarli e si stracciano con
facilità.
TORCIA ELETTRICA:
una piccola torcetta con due batterie a stilo, da tenere nello
zainetto. Ottime le Mag Lite americane, in lega leggera con lampadina a gas e
lampadina di ricambio entrocontenuta. Fanno una luce formidabile e
concentrata, anche se hanno poca autonomia.
ALTRE COSE
CALCOLATRICE:
se attraversate diversi stati è utile per la conversione della valuta; se possibile solare, così ci sono
meno batterie da disperdere nel globo.
OROLOGIO:
digitale e da pochi soldi perchè il fech entra anche in quelli
subacquei e, se meccanici, li danneggia gravemente. Con l'allarme, per
svegliarvi la mattina.
COLTELLO MULTIUSO:
Wenger o Victory, cioè svizzero. Non servono mille diavolerie ma
devono essere presenti: apriscatole, limetta, forbicine, sega,
cacciavite e punteruolo e, s'intende, almeno una lama affilata.
ACCENDINO:
lo dovete avere, personale anche se non fumate. Per accendere il
fornello, per fare un fuoco di legna, per cercare la torcia elettrica
che non trovate. E per bruciare le vostre cartacce dopo aver fatto i
bisognini in modo che non volino per vent'anni tra le dune del
Sahara. Tenetelo sempre in tasca.
OCCHIALI DA SOLE:
con lenti che assorbano almeno il 70% della luminosità e, se possibile,
coi parasole laterali che riparano discretamente anche dalla sabbia.
OCCHIALI DA SABBIA:
non sono indispensabili ma, nelle giornate in cui spirerà forte il
vento di sabbia li desidererete, specie se i vostri occhi sono
delicati. Possono andar bene occhiali da motociclista alla
"Rommel", mascherine da saldatore, mascherine da sci,
purchè completamente chiuse. Tappate i fori d'areazione o non
serviranno a nulla.
OCCHIALI DA VISTA:
se pretendete d'imbarcarvi per un lungo viaggio nel Sahara portando lenti
a contatto di qualsiasi genere, che possono creare gravissimi
problemi ai quali non è possibile far fronte in mezzo al deserto,
luogo polveroso e ventoso per antonomasia, siete non solo matti da legare
ma anche stupidi. Nel Sahara si va coi tradizionali occhiali,
due paia e con lenti di plastica. Se portate lenti graduate anche su
quelli da sole, pensate ad un paio di scorta anche per questi; li
userete assai più di quelli normali.
CHIAVI DI CASA:
è ridicolo ma è successo. Lasciate le chiavi alla vicina per
qualsiasi evenienza, al ritorno costei era in viaggio per
l'Australia....
SET MEDICINALI
PERSONALI:
non dovrebbe occorrervi nulla se vi attrezzerete con il presidio
medico che vi consiglierò. Tuttavia non esitate a portare con voi ciò
che non compare sulla lista se in altre occasioni ne avete avuto
bisogno. In loco non si acquista nulla, e se la necessità è
veramente tale bisogna rivolgersi all'ospedale, che non è detto possa
risolvere i vostri problemi. Le ragazze non dimentichino gli
assorbenti igienici.
ANTICONCEZIONALI:
ragazzi e ragazze pensino alle scorte necessarie per la loro vita di
coppia. Non fate ridere il farmacista di Tam andandogli a chiedere dei preservativi !
REPELLENTE PER ZANZARE:
tranne pochissimi fortunati, le zanzare sono un problema per tutti.
Nelle oasi del Sahara non ci sono zanzare malariche o tse-tse ma
quelle normali non mancano. A ridosso del fiume Niger ci sono anche
queste. Il repellente, assieme al fornelletto con gli zampironi è
d'obbligo. L' "Autan " è vecchio e maleodorante;
oggi sono disponibili prodotti profumati e più efficaci.
DIARIO E PENNA:
quaderno e penna biro per scrivere, scrivere, scrivere. Se non lo
farete ve ne pentirete quando, dopo qualche anno, vorrete far "parlare"
le vostre diapositive.
LIBRI:
per leggere durante la traversata in mare, nel deserto la sera sotto
le stelle, ai posti di frontiera in attesa che qualcosa
accada....Comperate libri usati in edizione economica perchè una
volta letti gli darete fuoco.
WALKMAN:
è più utile dell'autoradio in quanto di stazioni radio comprensibili
in Africa non ne potrete captare, a meno di non possedere un gran bel
ricevitore ed un'altrettanto gran bella antenna che vi facciano
arrivare la voce dell'Italia sin nel deserto. Ma davvero poi
desiderate conservare questo cordone ombelicale ?
Dal suo canto, il lettore stereo fisso sulla plancia si danneggia con
il fech ed è causa di discussioni sul tipo di musica da ascoltare
nelle lunghissime ore passate nell'abitacolo. Ecco il perchè del
walkman, che userete anche sulla nave.
REGALINI:
vi faranno molto comodo due o tre presenti per sottolineare
un'amicizia preziosa. Se ingaggerete una guida è tradizione, alla
fine della sua prestazione, dargli un extra in danaro (un importo
corrispondente all'incirca alla sua tariffa per un giorno), un paio di
pacchetti di sigarette (se non fumate, pensate a quest'eventualità..)
ed un piccolo regalo personale da parte del componente più anziano
dell'equipaggio. Questi regalini non devono consistere in perline
colorate o specchietti. I Touareg non sono degli idioti, e se non
volete essere derisi in tamaq per la vostra taccagneria regalate loro
qualcosa di carino, anche di modesto valore, ma utile e, soprattutto,
introvabile in loco !
| EQUIPAGGIAMENTO DI
VETTURA Comprende gli elementi necessari ad una vettura con due persone a bordo, e quelli che sono sufficienti per un convoglio di più vetture con due persone ciascuna. Tenete presente quanto vi ho già detto nella presentazione della DCL. Conservate gli attrezzi d'officina in una cassetta maneggevole e a tenuta di polvere, stivando a parte quelli pesanti ed ingombranti. Sistemate tutto il materiale per le riparazioni di fortuna in una cassetta per pescatori con molti scomparti. Imballate i ricambi per la vettura con carta, cartone e nastro per imballaggi per non avere sorprese al momento del bisogno. Tutto ciò che fissate fuori dell'abitacolo non sarà mai sufficientemente assicurato; le piste più maleducate strappano via dal loro alloggiamento anche le ruote della vettura ! |
PER IL DEPANNAGE
AMMORTIZZATORE DA
TRAINO:
va acquistato in un negozio di nautica chiedendo un ammortizzatore da
ormeggio. Ne esistono di diverse dimensioni; per i nostri scopi è
sufficiente un tipo per barche da 9-12 metri del peso di 1200-1500
grammi. Non fatevene appioppare uno costosissimo in acciaio inox !
Vanno benissimo quelli zincati, tanto nel deserto non arrugginisce
nulla.
BINDA:
si tratta di un elevatore rapido a cremagliera che permette di
sollevare la vettura, a prua o a poppa, con un paio di movimenti della
lunga leva. Ne esistono di diverse altezze e sono in genere dei buoni
attrezzi, purchè ben dimensionati
per la vettura che dovranno servire. Il loro uso implica l'adattamento
dei punti di attacco sulla vettura mediante la saldatura, sulle
estremità dei longheroni del telaio, di corti segmenti di profilato
in acciaio a "C" aperti verso il basso, di larghezza
adeguata a ricevere il becco della binda. La binda deve essere
accompagnata da una robusta base in legno di circa 30 x 30 cm. che ne
eviti lo sprofondamento sulla sabbia, e va protetta dalla medesima che
ne inceppa il meccanismo.
CAVI PER BATTERIA:
procuratevene di lunghi un paio di metri realizzati con conduttore
piatto e flessibile. Più corti potrebbero essere inutili se doveste
"attingere" alla batteria di un camion (agli estremi
della serie da 12 volts !!!).
CORDA, NASTRO,
MOSCHETTONI:
e' tutto materiale per uso alpinistico reperibile nei negozi
specializzati. La corda da 11 mm. deve essere elastica per poter
essere utilizzata in un traino (quelle prestirate da nautica non vanno
bene). Il nastro largo due pollici, con c.r. 5.000 kg. ed
inestensibile. I moschettoni in lega leggera, a base larga, con c.r.
3.000 kg. ed uno almeno con ghiera di sicurezza a vite (quelli in
acciaio zincato senza indicazioni incise sul massimo carico
ammissibile non sono affidabili).
FARO D'ISPEZIONE
MANUALE:
alogeno, brandeggiabile, con un lungo cavo spiralato collegabile
all'accendisigari. Di dimensioni contenute in modo che possa essere
tenuto realmente a portata di mano, ma di potenza sufficiente a far
luce sino ad una ventina di metri. Quelli fissati al lato conducente o
passeggero sono costosi, bucano la carrozzeria, illuminano solo
dal loro lato e non sono utili per guardare se al di sotto della
scarpata a fianco della quale vi siete fermati c'è il pozzo che
cercate.
MARTINETTO:
il tipo migliore è quello telescopico, meccanico, manovrabile con una
lunga barramina; chiuso non è più alto di 25 cm. ed è facilmente
piazzabile sotto il ponte della vettura. Quelli oleopneumatici si
guastano con le vibrazioni del trasporto e con la sabbia, quelli a
pantografo si inceppano con la sabbia.
PALA:
non si tratta di un giocattolo o di un ornamento cromato ma di un
attrezzo da sterratore in acciaio, identico per forma e dimensioni a
quello che usano gli operai nei cantieri edili. Le pale da carbone o
da neve, troppo larghe, senza punta e coll'estremità dell'impugnatura
orizzontale, non servono a nulla nella sabbia. Ho detto pala, non
badile che è attrezzo diverso e non adatto alla spalatura.
PALETTA:
corta, 60 cm. al massimo, con il manico ripiegabile a 90x per farne
una zappetta. Ne esistono di buone in acciaio zincato e di pessime in
ferro dolce che si piega subito. Quelle in alluminio non vanno bene
perchè troppo delicate.
PIASTRE DA SABBIA:
si tratta di residuati militari concepiti in origine come elementi
modulari per la posa rapida di piste per camions o piccoli aerei. Ne
esistono di pesanti in ferro e di leggeri in alluminio e sono in tagli
da cm. 300 x 45 circa. Quelli in ferro sono intrasportabili a causa
del peso, 10 kg. al metro, mentre quelli in alluminio pesando
all'incirca la metà sono più maneggevoli. I grossi camions adoperano
questi elementi nella loro intera lunghezza mentre per i veicoli più
piccoli è sufficiente la metà. Per il "grip" che
offrono queste piastre da sabbia sono in assoluto le migliori, anche
di quelle appositamente costruite, a prezzi esorbitanti, dalle ditte
che forniscono accessori per fuoristrada, e sono reperibili solo nei
campi di surplus militare (specie in Francia e in Niger).
RUOTE DI SCORTA:
non si tratta di residuati acquistati dallo sfasciacarrozze per poche
lire, ma di cerchi, copertoni e camere d'aria dello stesso tipo e
marca e nelle stesse condizioni d'uso di quelle adoperate per la
marcia.
TUBO PER BENZINA:
due metri per travasi d'emergenza dai serbatoi delle vetture.
ESTINTORE:
sulle vetture a gasolio non serve a niente dato che i rischi
d'incendio sono praticamente inesistenti. In compenso, per tutta la
durata del viaggio farà del suo meglio per stare sempre tra i piedi.
In alcuni paesi (Mali, Niger) è obbligatorio averlo e comunque, se la
vettura è a benzina, questa deve averne a bordo uno da due o tre
chili ricaricabile, efficiente e con manometro di controllo. Gli
estintori usa e getta in bomboletta sono ottimi, ma solo per spegnere
mozziconi di sigarette.
LEVE, SCALPELLO E
MAZZETTA:
per lo smontaggio delle gomme dai cerchi. Leve professionali da 40-50
cm., scalpellone da 1 kg., mazzetta da 1,5-2 kg., o non smonterete un
bel niente.
SCATOLA D'EMERGENZA:
tenete veramente a portata di mano una scatoletta con i seguenti
attrezzi: chiavi a forchetta 10, 13 e 17, pinze piccole, cacciavite da
elettricista, cacciavite doppio croce/taglio. Questa dotazione,
unitamente al coltello svizzero che avete in tasca, vi permetterà di
far fronte al 70% dei piccoli lavori senza metter mano alla pesante
scatola degli attrezzi, che oltre tutto non è mai a portata di mano.
La frase "..che hai a portata di mano..." diventerà il
tormentone del viaggio.
COMPRESSORE:
è un elemento importante perchè rigonfiare sotto il sole, a braccia
o a pedale, quattro gomme depressurizzate per la sabbia, sfinisce.
Inoltre se le vetture sono più di una la sosta diviene interminabile.
Un piccolo compressore a 12 volts con manometro incorporato risolve
questo problema purchè sia un attrezzo con portata sufficiente e
molto, molto robusto. Quelli di plastica, acquistabili per pochi soldi
dai ricambisti e nei grandi magazzini non valgono nulla perchè si
sciolgono con il super lavoro ed il gran caldo. Il vostro compressore
dovrà essere piccolo, potente, interamente metallico e pesante. E non
è facile trovarne.
MANOMETRO:
uno strumento separato per controllare lo stato dei pneumatici senza
dover mettere mano al compressore. Ottimi e robustissimi i "Michelin"
con la loro custodia protettiva. Troppo delicati quelli digitali.
Tenetelo a portata di mano assieme alla scatola d'emergenza.
ELASTICI E CINGHIE
FERMAPACCHI:
portatene con voi anche se non avete nulla da fissare al momento della
partenza. Per acquisti fatti in loco, per imprevisti. Scegliete
elastici con ganci in acciaio plastificati e cinghie da 1" con
fibbie rapide in acciaio cucite e non termosaldate.
PER LA NAVIGAZIONE
Tutte le attrezzature sono descritte nel capitolo sull'orientamento e la navigazione.
CONTENITORI
ZAINI:
si tratta di zaini per uso alpinistico di capacità circa 75 lt., in
cordura o cotone extrapesante senza armatura, fascia ventrale
imbottita a sgancio rapido, spallacci imbottiti regolabili, dorso
imbottito, tasche esterne. Devono essere di ottima qualità e di forma
adatta a contenere una tanica da venti litri per l'acqua senza che le
cuciture vengano forzate. Se la persona cui lo zaino è destinato in
caso di emergenza non è in grado di trasportare 22 kg. sulle spalle
per molte ore (provare per credere !), lo si può sostituire con uno
più piccolo in grado di accogliere la tanica pieghevole da 10 litri.
Le sue possibilità di sopravvivenza in caso di necessità saranno
esattamente la metà.
CONTENITORE ECOLOGICO:
per non lordare il deserto la migliore soluzione che sono in grado di
suggerirvi consiste in una piccola cassa in vimini fissata sulla
bagagliera della vettura, nella quale stivare i rifiuti chiusi in
buste di plastica sino alla prima discarica, dove getterete i rifiuti
ma non le buste che in Africa non vengono riciclate.
TANICHE PER ACQUA:
in plastica alimentare spessa e pesante, da venti litri; quelle
economiche da poche migliaia di lire possono esplodere se sollecitate
eccessivamente o bucarsi se sottoposte a sfregamento continuo. Il
bocchettone, con tappo a vite, deve essere largo a sufficienza da
permettere l'ingresso della pompa dell'acqua.
TANICHE PER IL GASOLIO:
purchè specificamente destinate al carburante e da venti litri, vanno
bene sia quelle in metallo che quelle in plastica molto pesante.
Queste ultime, anche se consigliabili per essere stivate all'interno
della vettura (sono meno rumorose), hanno purtroppo il tappo a vite.
Quelle in metallo d'altro canto, sono più rigide e robuste e sono
dotate di tappo a baionetta, più affidabile ed adatto a ricevere il
versatore; in definitiva sono le migliori. Le taniche in metallo
necessitano di manutenzione. La chiusura a baionetta deve essere
controllata annualmente così come la guarnizione in gomma, e sempre
annualmente le parti sverniciatesi vanno ridipinte previa
scartavetratura del velo di ruggine.
La conferenza "Taniche o serbatoio ?" sarà aperta più
avanti.
GHIRBA:
in puro lino da 18 o 20 litri. Le migliori sono le francesi "IT
Paris", difficilmente reperibili in Italia. Sono le uniche
che non perdono eccessivamente dalle cuciture e che con l'uso
migliorano continuamente le loro prestazioni. Altri tipi di ghirbe in
tessuto si vuotano del tutto dopo pochi minuti. Naturalmente ottime
sono anche le pelli di capra trattate, da acquistare in loco, ma
purtroppo è ormai quasi impossibile trovarne di nuove fatte a regola
d'arte. A meno di non convincere qualche camionista o qualche guida a
vendere la sua....
TANICA PIEGHEVOLE:
assai utile perchè dotata di rubinetto, flessibile e facilmente
appoggiabile ovunque, sul parafango, sul bullbar, sulla ruota di
scorta. Con capacità di circa 10 lt., deve essere realizzata in
plastica alimentare pesante e, quando l'acquistate fate attenzione che
non sia bucata negli angoli a causa delle pieghe dovute al
magazzinaggio. Basta gonfiarla e provare. Anche il rubinetto deve
essere ben realizzato, affidabile e con guarnizione in gomma ed è
bene prolungarne il beccuccio con dieci centimetri di tubetto in
plastica, in modo che il getto d'acqua sia sufficientemente distante
dalla superficie d'appoggio.
SECCHIO IN LINO:
è il "frigorifero" dell'equipaggio, che garantisce bevande
fresche tutto il giorno se appeso alla bagagliera, pieno d'acqua e con
i barattoli immersi. Dopo il calar del sole avrete a disposizione
birra quasi gelata !! Qualità e marca del secchio sono le stesse
della ghirba in lino. Il secchio va però modificato, applicando alla
circonferenza superiore una copertura in tessuto chiudibile con un
cordino, in modo che acqua e barattoli non siano sostituiti, dopo
pochi chilometri di pista, da quattro o cinque chili di fech.
POMPA ACQUA E POMPA
GASOLIO:
la pompa per l'acqua va autocostruita con due pompe da campeggiatori,
una ad immersione ed una in linea, un paio di metri di tubo in
plastica per alimenti di diametro adatto, filo elettrico, interruttore
e presa di corrente con jack maschio e femmina. Lo schema della pompa
per il gasolio è simile, ma con un solo elemento ad immersione,
speciale per carburanti. Poichè si tratta di una pompa costosa e si
adopera pochissime volte, se ne può fare a meno in favore del
versatore.
VERSATORE:
tutti i versatori in commercio sono mal costruiti in quanto soggetti a
cedimento delle saldature degli assi su cui ruotano le baionette di
chiusura. Immancabilmente, dopo un certo uso, le saldature cedono
all'improvviso e ci si fa un bagno di gasolio ! L'unico rimedio
consiste nel far irrobustire le due saldature incriminate prima di
iniziare ad usare l'attrezzo.
TUBO x ACQUA:
per tirar giù acqua dalle taniche col vecchio sistema quando la
pompetta elettrica darà forfait.
DOCUMENTI VETTURA
CARTA VERDE:
riconosciuta solo in Tunisia, rende meno pesante il passaggio di
frontiera in questo paese.
CARTA DI CIRCOLAZIONE:
se la vostra vettura l'avete comperata usata, è molto probabile che
quando dovrete partire la carta di circolazione sia ancora dispersa
nei meandri del P.R.A. per la registrazione. E' assai poco probabile
che riusciate a convincere di ciò un doganiere algerino mostrandogli
il foglio sostitutivo scritto in Italiano.
ASSICURAZIONE RCA,
BOLLO:
accertatevi di non rimaner bloccati a Trapani perchè vi è scaduta la
polizza ! Se non avete pagato la tassa di circolazione, la Guardia di
Finanza alla frontiera vi obbligherà a farlo quando magari mancano
pochi minuti alla partenza della nave...
PORTALISTINI:
sorta di quaderno formato A4 con una decina di buste di plastica trasparente. Ci conserverete in bell'ordine i documenti della vettura e le innumerevoli carte, cartine e cartacce che collezionerete ad ogni passaggio di frontiera e che non dovrete assolutamente perdere. Dogane e polizia sono molto ben disposte nei confronti di chi rispetta il loro lavoro e tiene in ordine i suoi documenti.
RICAMBI E OFFICINA
Fate riferimento al capitolo sulle vetture, per la logica dei ricambi, per la descrizione degli inconvenienti cui è possibile fare fronte con materiali di fortuna, per la descrizione e le istruzioni sull'uso degli attrezzi.
| EQUIPAGGIAMENTO DA CAMPO E' la parte più suscettibile di semplificazioni, a seconda dello spirito di ciascuno. I Touaregh con loro non portano che una coperta, una pentola per la semola, bricco e bicchierino per il the, un cucchiaio, la ghirba per l'acqua. In effetti altro non serve, e tutto quello che non si ha con sè non da neanche preoccupazioni. A questa semplificazione massima bisogna però arrivarci per gradi, per limitare lo chock da disagi che i primi viaggi nel deserto provocano. Non acquisterete la patente di eroi dormendo alla belle ètolilè con una fifa del diavolo addosso ! |
LA TENDA:
sarà la vostra casa per un mese ed è il pezzo forte di tutto
l'equipaggiamento. E' importante perchè responsabile di un buon
riposo, indispensabile per poter affrontare le non lievi fatiche del
viaggio.
Attualmente il mercato, pur affibbiando ad alcuni modelli nomi
sahariani non ne offre di effettivamente progettati e collaudati allo
scopo. Vi elenco quindi le caratteristiche che una tenda deve, secondo
me, avere per assolvere ai suoi compiti in un ambiente così
particolare e severo come il deserto.
Dimensioni: devono essere abbondanti in modo che la cubatura
d'aria sia sufficiente per due persone. Non meno di quattro metri
quadrati. Questa superficie sui cataloghi corrisponde a quella di una
tenda per quattro persone. Nel vostro caso, è invece sufficiente solo
per due perchè il grande volume di vapor acqueo emesso dai corpi e
non sufficientemente smaltito dalla copertura della tenda, ancorchè
traspirante, innalzerebbe in breve tempo il tasso interno d'umidità a
livelli insopportabili sino alla condensa. La mia esperienza mi
consente di affermare che tende di cubatura inferiore provocano
disagio continuo e perdita di sonno con tutte le conseguenze del caso,
arrivando in alcune situazioni, ad esempio nelle zone subtropicali con
tassi di umidità relativa elevatissimi (fiume Niger), a provocare
difficoltà respiratorie ed affanno anche in individui perfettamente
sani. Per quanto riguarda l'altezza, la necessità di avere una tenda
bassa che offra poca resistenza al vento, che nel deserto è frequente
e violento, cozza contro i principi sopra esposti di massima cubatura
d'aria disponibile. Le tende alte (170- 180 cm.) vanno montate con
ancoraggi supplementari altrimenti si flettono eccessivamente sotto la
spinta del vento. Quelle basse (120-130 cm.) sono più scomode per
vestirsi e sono meno ventilate. L'altezza ideale, alla fine, è quella
intermedia di 140-150 cm..
Struttura: sicuramente ad "igloo" con due archi
in vetroresina o in lega leggera aeronautica a settori solidarizzati
elasticamente e di calibro non inferiore ai 9 mm. Molto importanti
sono i giunti, che non devono deformarsi in modo permanente neanche
dopo centinaia di montaggi. A proposito della fibra di vetro,
attenzione. Le palerie di peggiore qualità, al sole si deformano in
modo permanente in corrispondenza dei giunti metallici che si scaldano
e, dopo alcuni montaggi, si spezzano.
Telo: assolutamente in cotone. Qualunque altro tipo di filato,
anche quelli con prestazioni (presunte) da fantascienza a costi
astronomici, è da scartare. Nel vostro caso, nel deserto, non sarebbe
mai in grado di eguagliare il cotone in quanto a capacità di
smaltimento del vapor acqueo e caratteristiche anticondensa. Il vostro
telo in cotone deve inoltre avere una trama abbastanza fitta per
impedire che sabbia fine e fech spinti dal vento possano penetrare
all'interno. Il sistema di fissaggio del telo agli archi deve essere
preferibilmente del tipo rapido a ganci montati su fettuccia elastica
e cuciti ad arte. Quello a guaina infatti è lento e macchinoso e voi
avete scelto la tenda ad "igloo" proprio per la sua
rapidità e semplicità di montaggio.
Zanzariera: deve essere obbligatoriamente presente sia sulla porta
che sulla finestra o seconda porta. Purtroppo i tipi correntemente
montati sulle tende hanno una trama che non è in grado di fermare
alcune specie di fastidiosissimi moscerini e la sabbia molto fine. E'
un problema irrisolvibile a meno di non pensare ad una loro, non
semplice, sostituzione.
Sopretelo impermeabile: del tipo con superficie esterna argentata,
va imballato a parte in quanto non si usa praticamente mai, ma deve
essere veramente impermeabile con le cuciture protette da nastrature
ben fatte. Nel deserto può anche piovere, e se piove.....
Kit di riparazioni: deve comprendereago e filo da velaio,
fettuccia in cotone, una decina di metri di filo elastico da 2 mm.,
due o tre elementi di ricambio per la paleria, due o tre ganci di
ricambio. Altri elementi (candela stearica, attaches metalliche,
cerotto medico) sono previsti sotto altre voci nella DCL.
FORNELLO:
dopo tanti esperimenti il vecchio "Camping Gaz" a
bombola ricaricabile da 3 kg. si è rivelato sempre il migliore.
Economico, super funzionale e super affidabile, non inquina e non da
cattivi odori, offre una carica di combustibile sufficiente per due
mesi. In qualche località è persino possibile ricaricare la bombola
se si ha con sè il raccordo ! Quelli a cartuccia di gas usa e getta
danno il problema dello smaltimento, appunto, delle cartucce. Quelli a
benzina sono costosi, puzzano e sono anche discretamente pericolosi.
Quelli ad alcool o a carburante solido vanno bene tutt'al più per
scaldare una tazzina d'acqua per il the.
PENTOLE:
solo in acciaio inox, poichè quelle in lega leggera col rivestimento
antiaderente sono antiigieniche. Infatti tale rivestimento coi
maltrattamenti del viaggio viene via e, giorno dopo giorno, ve lo
mangiate con la pasta asciutta. Sono sufficienti una pentola per
l'acqua, un bricco per il the, una padella per le uova, un coperchio.
L'ideale sarebbe, per motivi d'ingombro, una "popote"
con elementi entrocontenuti.
CHIAVE PER SCATOLE DI
SARDINE:
per le scatolette con apertura ad arrotolamento. Diffusissime in
Algeria, vengono vendute senza chiavetta, che è introvabile.
ACCENDIGAS:
tre o quattro accendini comuni, da tenere nella cassa della cucina,
oltre a quello personale che terrete sempre in tasca. Utili anche come
regalini volanti, specie per i bambini che vi possono rendere servigi
insperati.
TOVAGLIOLI E SCOTTEX:
la carta non è mai troppa. Per lo Scottex preferite il tipo pesante
che serve anche per lavorare nel vano motore.
SPUGNA, DETERSIVO,
STRACCIO:
componete un piccolo kit da conservare in un sacchetto, di cotone
perchè tutto si asciughi.
PARAVENTO:
alto a sufficienza per coprire sino ai manici della pentola, o nel
deserto non cucinerete nulla.
ZAMPIRONI:
nelle oasi, ma soprattutto in Mali e Niger, dovete far qualcosa per le
zanzare o sarete divorati. Il fornelletto con la spirale puzzolente
messo davanti all'ingresso della tenda è un ottimo rimedio, purchè
non ci mettiate sopra il piede nudo quando uscirete la notte per far
pipì.
SEDIE E TAVOLO:
può sembrare materiale superfluo per dei duri del deserto, ma non è
così. Esser costretti a sedere sulla sabbia dopo averne mangiata per
l'intera giornata, o seduti in bilico su miseri supporti di fortuna
dopo esser stati frullati a dovere nell'abitacolo della vettura, non
può esser considerato riposante nè per il corpo nè per la mente. Un
tavolo pieghevole sufficiente per due persone e un paio di sedie pure
pieghevoli, con schienale e braccioli e di dimensioni generose, sono
una benedizione al termine di una faticosa giornata per innescare quel
processo di relax che porta poi un bel sonno ristoratore. Al
contrario, avere per giorni e giorni il problema di dove sedersi e
dove poggiare un piatto o una scatoletta senza che si riempia di
sabbia è nevrotizzante ed avvilente. Inoltre, al lume della lanterna
a candela, la notte vi offrirà il magico momento per la stesura del
diario giornaliero, e scriverlo sdraiati sulla sabbia non è
precisamente comodo.
TELONE:
è utile per poggiare cose, per dormirci sopra col sacco a pelo fuori
della tenda, per avvolgervi acquisti fatti in loco. E' un elemento
della lista di emergenza; per questo motivo deve essere di colore blu scuro o nero.
LAMPADA AL NEON:
a torcioni da 1,5 volts (in genere ce ne vogliono 6), offre una luce
diffusa utile per la preparazione della cena e, soprattutto, per
eventuali lavori alla vettura.
TORCIA SOLARE:
da tenere in vettura, di grosse dimensioni, a luce concentrata. Si
carica di giorno sul cruscotto, la scaricate di notte. Vi evita
l'acquisto delle batterie, delle batterie di scorta, il problema della
loro eliminazione.
LANTERNA A CANDELE:
difficile da trovare, consiste in un cilindro d'ottone dal quale se ne
estrae uno in vetro che si fissa sul primo con uno scatto. La candela
è contenuta all'interno e man mano che si consuma viene spinta in
alto da una molla. L'uso di questo aggeggio è strettamente legato
alla percentuale di romanticismo che vi portate dentro. Ma in alcune
situazioni, quando il timore del buio totale e della solitudine vi
farà desiderare di essere invisibili anche per il Padreterno,
benedirete il giorno che avete deciso di caricare in vettura quella
flebile fiamma che, opportunamente schermata, scompare già a venti
metri di distanza.
BATTERIE E CANDELE DI
SCORTA:
le batterie non si trovano in loco; se si trovano sono carissime e
quasi certamente scariche. Le candele si trovano ma non del calibro
adatto alla lanterna, che ne richiede di specifiche.
| EQUIPAGGIAMENTO
FOTOGRAFICO Anche se si tratta di materiale personale, la cosa migliore è quella di preparare una borsa comune. Anzi, cosa migliore ancora sarebbe che una sola persona (esperta) si dedicasse alla documentazione fotografica, col vantaggio di una migliore uniformità e razionaliàt di produzione. Portare un'attrezzatura doppia è, in linea di massima, una decisione poco saggia ed inutilmente pericolosa per degli oggetti costosi destinati a rovinarsi. Se la documentazione fotografica riveste un ruolo di primaria importanza nel vostro viaggiare, il discorso è diverso e l'attrezzatura sarà quel che dovrà essere, perchè dovrete ottenere a qualsiasi costo le migliori immagini possibili. Ciò nonostante cercate di risparmiare: di cavalletto ne basta uno, di flash anche. Così come un solo supertele è sufficiente. I particolari nel capitolo dedicato alla fotografia. |
| FARMACIA E PRONTO
SOCCORSO Non ci sono schede su questi argomenti che ho trattato nel capitolo sulla salute, scritto con la supervisione di un medico. Fate riferimento a questa parte della guida. Mi preme farvi notare come un presidio medico di questo genere non sia affatto esagerato, considerando che vi avventurerete da soli in zone desertiche dove la presenza di una guardia medica in un'oasi significa da poco a nulla. Inoltre i nomadi che incontrerete hanno sempre bisogno di qualcosa poichè loro il medico non lo vedono quasi mai, e quando lo vedeno magari non riescono ad ottenere medicinali di base quali gli antidolorifici, i febbrifughi, gli antibiotici. Per molti dei loro malanni basta veramente poco e voi dovete essere in grado di aiutarli. |
| ALTRE ATTREZZATURE Le ultime cose ma non per questo meno importanti. Alcune di esse fanno parte della lista di sopravvivenza; non dimenticatele. |
LUCCHETTI:
di cose da tenere sotto chiave ce ne sono tante: ruote di scorta,
pale, piastre da sabbia, taniche etc. Inoltre potrete chiudere la
tenda incustodita al campeggio unendo i due cursori delle cerniera
della porta d'ingresso. Per non impazzire con le chiavi, ordinate per
tempo da un buon ferramenta una serie di lucchetti di buona qualità
italiana tutti con la stessa combinazione e quindi con la stessa
chiave.
RETICELLE PER LA SPESA:
nei mercati gli alimenti vi vengono consegnati "in mano",
senza nessun involucro e raramente vi vengono offerte, a pagamento,
buste di plastica. Perchè non riesumare la reticella delle nostre
mamme, comoda e non inquinante ?
SECCHIO, CORDA E
CARRUCOLA:
per tirar su l'acqua dai pozzi; qualche volta bisogna arrivare sino a
40 mt. Per la corda ottimo è il cordino per alpinismo da 8 mm.. La
carrucola ideale è una di quelle in lega leggera per speleologia; con
due carrucole potrete anche realizzare un paranco di
fortuna per dimezzare lo sforzo necessario a spostare un peso. Il
secchio sceglietelo generoso, da 8-10 litri, e se vi è possibile
portatene due identici l'uno dentro l'altro; vi serviranno anche per
il bucato, per i piatti, per i travasi, per tenerci dentro qualche
chilo di datteri, etc..
MICROPUR E POMPA
KATADYN:
sono marchi di fabbrica e individuano un solo prodotto. Il Micropur va
acquistato in confezione di compresse da venti litri, più economico e
più adatto all'uso in spedizione.
ELIOGRAFO:
da autocostruire con una lastra di metallo o di plastica 10x13 cm.
circa, con le due facce a specchio ed un foro di circa 5 mm. al
centro. Si usa tenendolo a circa 20 cm. dal volto e inquadrando nel
foro il bersaglio; far oscillare l'eliografo, sempre inquadrando il
bersaglio nel foro, sinchè il proprio volto non si riflette nello
specchio. Sempre senza perdere il bersaglio dal foro, far coincidere
con questo il punto luminoso sopra il proprio volto e riflesso nello
specchio. Il bersaglio è così collimato e sicuramente illuminato dal
raggio riflesso dallo specchio. A che serve ? Ne riparleremo quando
dovrete abbandonare la vostra vettura...
OMBRELLO:
da pioggia per il sole. Se doveste armeggiare dentro il cofano motore
per un paio d'ore verso mezzoggiorno potrebbe tornarvi utile, assieme
ad un braccio con attaccata una persona per sorreggerlo mentre voi
lavorate.
SCOPETTA E PALETTA:
piccoli, in plastica che si incastrano l'uno nell'altro, per spazzar
via la sabbia dalla tenda.
MATERIALE PER IL
BUCATO:
oltre al secchio già visto, sagola e mollette per stendere i panni
nei campeggi, o il vento ve li porterà via. Con una molletta
impedirete anche alla vostra salvietta di veleggiare chissà dove
durante la cena.
SACCHETTI:
di carta per i viveri acquistati in loco, di plastica per i rifiuti e
per gli indumenti sporchi. Quelli di plastica, per cortesia,
riportateli tutti in Italia. Non vi costa nulla riporre in un angolo
quelli inutilizzabili evitando così di importare in Africa materiali
inalterabili che non saranno mai riciclati.
SAGOLA:
quella da tre millimetri usata per la pesca subacquea. Ha un carico di
rottura di un centinaio di chili e può essere utile in molti casi.
INSETTICIDI:
se avete problemi con gli insetti non dovreste andare in Africa. Non
è proprio il paese che fa per voi. Ciò nonostante un insetticida in
polvere potete portarvelo, specie se andate in Mali e in Niger lungo
il grande fiume.
SGRASSATORE:
una modesta quantità di pasta lavamani per meccanici non guasta per
quando cambierete l'olio motore. Non penserete per caso di farvi fare
questo lavoro dal ragazzo della stazione di servizio di Reggane !!??
SPECCHIO:
fa parte della lista di sopravvivenza per essere usato in modo analogo
all'eliografo. Ma può esservi utile, oltrechè per radervi, anche per
vedere qualcosa d'invisibile lavorando sotto lo chassis.
FOGLI COLORATI:
ancora lista di sopravvivenza, alla quale vi rimando per il loro uso.
Avete deciso che come piastre da sabbia possono andar bene anche due palanche in legno ?
Vi siete comperati un bel paio di stivaletti da esploratore, alti e ben chiusi ?
Vi siete muniti di Amuchina o Steridolo per l'acqua ?
Avete acquistato come valuta dei bei dollari USA ?
Avete deciso di partire con la vostra Jeep a benzina equipaggiata con pneumatici larghi un metro, assetto modificato e tubo di scarico laterale cromato ?
La vostra risposta dovrebbe essere, all'incirca: "Ma ci hai preso proprio per degli idioti ?"