CAMMELLO O FUORISTRADA ?
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Con quale vettura intendete
partire per il Sahara?
Domanda da un milione di dollari !
Non è sufficiente infatti che rispondiate "Con quella che abbiamo".
Se siete arrivati sin qui nella
lettura di questo libraccio, dovreste appartenere a quel sempre più sparuto
drappello di spiriti liberi che non si lasciano scoraggiare dalle difficoltà
del dover pensare ed agire in prima persona.
Ma ciò non vuol dire che le vostre aspirazioni all'eliminazione di tutti i
diaframmi che si frappongono tra la vostra coscienza e l'universo cui
appartenete debbano sublimare in azioni suicide.
Viaggiando da soli, fuori dal
branco, privi della protezione che un convoglio di più vetture o un'organizzazione turistica
possono darvi, alla
vettura affidate la vita vostra e del vostro compagno ed avete sulle spalle la responsabilità di ogni
decisione presa, di ogni errore commesso.
Seguitemi con pazienza.
Pensate di partire con la
vettura che già possedete ?
Ok, può andare, ma commettete un errore di metodo perchè il procedimento
dovrebbe essere l'esatto contrario.
Prima dovreste chiarirvi le idee e poi procurarvi la vettura più adatta allo
scopo. Non dovete partire per la settimana bianca !
Scelta la vettura adatta,
pensate di adoperarla così com'è, nello stato in cui si trova, tutt'al più
con l'aggiunta di qualche accessorio folcloristico ?
Questo è un altro errore, perchè nessuna vettura esce dalla catena di
montaggio pronta per il Sahara.
Ancora, pensate di partire con
la vettura non sottoposta a nessun controllo preventivo di una qualche serietà
(tanto è nuova !), con pochissimi o nessun pezzo di ricambio e con gli attrezzi
della trousse di serie ?
Questo è di nuovo un errore, grande questa volta, perchè la vostra vettura
sarà sottoposta ad uno stress eccezionale e, al suo primo colpo di tosse, non
sarete in grado di far nulla oltre che armeggiare, disperatamente e con pochi
attrezzi inadatti, curvi dentro al vano motore o sdraiati sotto lo chassis.
Muoversi nel deserto con una
vettura adatta, messa a punto in modo ottimale, intelligentemente modificata ed
attrezzata, può fare la differenza tra sicurezza e pericolo continuo, tra il
tornare a casa con quattro ruote e tornarci a piedi.
O non tornarci affatto.
Le carcasse spogliate che riposano in pace lungo le piste più dure e meno dure,
sono triste testimonianza della faciloneria di molti, più che della loro
sfortuna, e insieme a rifiuti e rottami di ogni genere, abbandonati senza
scrupolo dalle corse automobilistiche e dal turismo di massa, contribuiscono
fattivamente al consolidamento di un degrado ambientale significativamente
coltivato in nome di un profitto troppo spesso confuso con lo sport o spacciato
per benessere.
Anche se sono fermamente convinto che come mezzo di trasporto nel deserto non ci sia nulla meglio del dromedario (il cammello..) perchè consuma poco, non ha la pompa dell'acqua e non buca pneumatici, cercherò di aiutarvi a non alimentare quei cimiteri di automobili, consigliandovi la vettura più adatta e tutti gli interventi da effettuarvi in modo da renderla ragionevolmente invulnerabile agli attacchi del Grande Vecchio.
2 x 4.
Sono le normali vetture da turismo, molto usate, contrariamente a quanto si
crede, soprattutto dai locali e dai trafficanti. Andrebbero bene solo su
piste di categoria B, ma se ne vedono ovunque, anche su piste impegnative.
Certamente un buon "manico" può far fare loro dei miracoli, ma
restano pur sempre vetture progettate e costruite per le strade asfaltate,
che non garantiscono alcuna affidabilità in pista per la loro complessione
generale.
Le probabilità di rimanere in panne grave sono molto alte e la scelta di
una di esse, dettata da motivi economici, potrebbe rivelarsi alla fine
finanziariamente disastrosa, se foste costretti al suo abbandono. Se optate
per l'acquisto di una vettura usata di costo molto basso nella speranza di
limitare le perdite in caso di abbandono, le probalilità che ciò si
verifichi salgono in modo esponenziale. Una vecchia vettura rimane
facilmente in panne sulle strade di casa, figuriamoci mentre tenta di
disincagliarsi dalla sabbia molle con una temperatura di 55° !
Ecco i principali punti "squalificanti" delle 2x4:
Mancanza di un telaio portante
Sospensioni troppo elastiche e sottodimensionate
Minima altezza dal suolo del tutto insufficiente
Ruote troppo piccole con gomme inadatte
Sistema di trasmissione inadatto e delicato
Frizione sottodimensionata
Coppia massima del motore troppo "in alto"
Sistema di raffreddamento sottodimensionato
Meccanica generale delicata
Comandi eccessivamente elettroasserviti
Arredi inadatti e troppo delicati
Non dovreste quindi in nessun
caso prendere in considerazione la scelta di una vettura da turismo, a meno che
non intendiate farne commercio in uno dei paesi della fascia subsahariana.
A questo genere di attività, denso di illusioni e di pericoli, che ha già
provocato sin troppe vittime, dedicherò ancora dello spazio.
Camper e roulotte.
Prendete il concetto di ridicolo, concretizzatelo in un gran numero di pezzi
in ferro e plastica tenuti insieme da viti e bulloni, montate il tutto su
quattro misere rotelline, ed eccovi, bello e pronto, un camper.
A parte ogni considerazione sull'idea di voler comunicare con l'Universo
asserragliati in un modellino su ruote del proprio appartamento in città
che costa poco meno dell'originale, non esistono mezzi strutturalmente più
inadatti alle piste africane.
A tutti i difetti e le insufficienze delle 2x4 aggiungete:
Peso mostruoso
Resistenza allo stress insignificante
Rapporto potenza/peso assai basso
Baricentro molto alto
e per le roulottes, anche il traino (pazzesco !)
Prendete dunque il vostro camper
e partite nell'illusione che quanto detto sin qui siano solo esagerazioni, poi
arrivederci ad Agadèz. Ho conosciuto gente che c'è riuscita,
ma a che prezzo.
Sovrastrutture sbriciolate dopo pochi chilometri di tole onduleé, insabbiamenti
feroci, sospensioni danneggiate, lo sguardo allucinato e le mani tremanti di
chi ha vissuto un incubo e ne deve vivere un altro identico.
Quello del ritorno.
Minibus.
Vale quanto detto per i camper, anche se meno pesanti e generalmente un
pochino più robusti. In ogni caso la loro capacità di carico è eccessiva
rapportata alla robustezza e considerando i maltrattamenti cui saranno
sottoposti. Se volete partire con uno di questi baracconi scordatevi piste
che vadano più in là di qualche breve tratto molto, ma molto addomesticato
di B2.
Camper 4 x 4.
In tanti anni di deserto ne ho incontrati alcuni, ma non molti. Si tratta di
eccellenti realizzazioni, per lo più artigianali su basi meccaniche
altrettanto eccellenti tipo "Unimog", e più che di camper si può
parlare di camions a quattro ruote motrici coperti ed attrezzati per
dormirci dentro. I costi di questi gioielli non li ho mai chiesti ma devono
essere mostruosi, solo considerando il camion 4 x 4 che fa loro da base.
Devo dire che la quasi totalità di quelli che ho incontrato io non sono di
proprietà privata, nel senso che sono proprietà di agenzie turistiche,
specie tedesche ed inglesi, che li noleggiano con tutto l'autista a persone
facoltose.
Autobus di linea.
Non è il caso di ridere. Se ne vedono di ruspanti, modificati in maniera da poterci anche dormire
dentro, utilizzati in viaggi sahariani a prezzi stracciati per studenti, e
di fantascientifici a due piani, zona giorno e zona notte, con aria
condizionata, cucina, frigorifero, WC, impegnati in costosi tours delle oasi
per pensionati d'annata. Tutto sommato, se non si allontanano mai
dall'asfalto o, tutt'al più, dalla Transahariana, non sono malaccio.
Robusti, con enormi ruote doppie, sono abbastanza confortevoli e sicuri se
non devono affrontare sabbia o fuoristrada di un certo impegno.
Ma se ne vedono le carcasse anche sulla Bidon Cinq o sulle dune di Laouni.
Ognuno è libero di soffrire e di gettar via i propri quattrini come meglio
crede....
Camion.
Se a quattro o più ruote motrici sono gli indiscussi padroni del deserto.
Robusti come veicoli militari, con ruote colossali ed un'altezza da terra
enorme, non si arrestano dinanzi a nulla ed hanno una capacità di carico
pressochè illimitata. Sono però costosissimi nel prezzo d'acquisto e nella
gestione, e consumano quantità enormi di carburante. Il loro tallone
d'Achille è costituito proprio dall'essere...dei camions, poco agili su
piste di montagna e pericolosi in caso d'insabbiamento a causa del loro
peso. La manutenzione ordinaria e gli interventi meccanici inoltre,
richiedono un dispendio molto più alto, non solo di danaro, ma anche e
soprattutto di energie. Per sostituire una ruota di una Land vi occorrono
quindici minuti al massimo, per quella di un camion vi ci vuole mezza
giornata.
E sotto il sole....
La 4x4 è il miglior sostituto
del cammello, la vettura ideale che, con un costo tutto sommato modesto vi
permette, se scelta con criterio e debitamente attrezzata e modificata, di
affrontare con la massima sicurezza qualsiasi pista. Non tutte le vetture
cosiddette "fuoristrada" sono però ugualmente adatte allo scopo, per
cui sarà opportuno che non vi accontentiate della prima che vi fa l'occhietto
dalle vetrine dell'autosalone o del primo "affare" che vi si presenta
nell'usato.
Dovrete essere in grado di distinguere tra modello e modello in base alle
caratteristiche che la vostra nave del deserto dovrà possedere.
Struttura.
Sicuramente a telaio portante, il classico a longheroni e traverse, che
permette di assorbire qualsiasi sollecitazione senza subire deformazioni o
rotture. Soluzioni diverse, quali la carrozzeria portante, tipica di alcune
vetture economiche, o il pianale portante, adottato da qualche vettura di
lusso, non danno le garanzie di robustezza che ci interessano. Altre
strutture possono essere migliori addirittura, come ad esempio quella a
traliccio tubolare, ma sono soluzioni costosissime adottate solo su vetture
da competizione.
Trasmissione.
Vanno bene sia le vetture con trasmissione integrale permanente sia quelle
con trazione anteriore inseribile. Con la trazione integrale permanente si
ha una indiscussa superiorità nella tenuta di strada, mentre mancano del
tutto i comandi di inserimento trazione anteriore e di ingaggio delle ruote
libere che, non essendoci, non si possono rompere. La presenza del
differenziale centrale migliora la guidabilità in curva e distribuisce le
sollecitazioni in permanenza su due ponti anzichè su uno solo. In pista si
è liberi di concentrarsi su altre cose non avendo la preoccupazione di
stabilire quando o se inserire la trazione integrale e avendo da manovrare,
eventualmente, solo il blocco del differenziale centrale.
La trazione anteriore inseribile dal suo canto, oltre ad essere la soluzione
più adottata dalle case costruttrici e quindi quella che vi lascia più
scelta di modelli, implica un notevole risparmio nei consumi di carburante
ed è meccanicamente la soluzione più semplice ed affidabile. Sono da
preferire le trasmissioni che permettono l'ingaggio della trazione integrale
con vettura in movimento.
Ruote libere.
Presenti solo sulle vetture con trazione anteriore inseribile, è tassativo
siano del tipo manuale. Quelle servoassistite, che si inseriscono senza
scendere dalla vettura con un comando pneumatico od elettromagnetico o
addirittura ad inserimento automatico, possono essere fonte di problemi
assai gravi qualora il meccanismo di inserimento di una sola delle due ruote
(ma anche di ambedue...) dovesse dare forfait.
Blocchi.
Obbligatorio quello sul differenziale centrale nel caso di vettura a
trazione integrale permanente, l'ideale sarebbe averli anche sugli altri
due. Una tale soluzione, in caso d'insabbiamento, permette di scaricare la
potenza del motore in parti eguali su ciascuna ruota, evitando così che
quella con meno aderenza giri in folle lasciando le altre immobili.
Oggi praticamente tutte le vetture con trazione anteriore inseribile offrono
di serie il differenziale posteriore autobloccante al 20-30%, accessorio che
non serve ad evitare insabbiamenti ma, semmai, a migliorare moderatamente la
conduzione delle curve in 4x4.
Sospensioni.
Sono adatti sia i tipi a molle elicoidali che quelli a balestre purchè con
ponti rigidi, in modo che l'altezza da terra rimanga costante. Le molle
elicoidali assicurano confort e tenuta di strada migliori ed una
guidabilità più vicina a quella delle vetture stradali, con una robustezza
ed un'affidabilità non inferiori. Anche se, con carichi molto pesanti,
hanno il difetto d'innescare facilmente un beccheggio che alle volte sembra
non debba mai arrestarsi. Le balestre per contro, pur se meno confortevoli,
ofrono un assetto più stabile su pendio. Specie nella marcia a mezza costa
dove le vetture con sospensioni a molle elicoidali danno in continuazione la
terrorizzante sensazione di essere sull'orlo del ribaltamento.
Motore.
Sicuramente a ciclo diesel, e questo per un'unica necessità che mette in
ombra qualsiasi altra considerazione. Le scorte di carburante che si è
costretti ad avere a bordo su lunghi percorsi senza punti di rifornimento,
sono minori (minor consumo) e assai meno pericolose se costituite da
gasolio. Il problema benzina potrebbe essere aggirabile con l'installazione
di un serbatoio di sicurezza tipo "F1" all'interno della vettura,
ma il suo costo sarebbe astronomico, e comunque resterebbe il maggior
consumo, che si tradurrebbe in maggior carico e maggior ingombro.
Passo.
Sono adatte sia le vetture a passo lungo che quelle a passo corto. Vantaggi
e svantaggi si compensano a sufficienza, ma il maggior peso di una vettura a
passo lungo su sabbia darà più problemi di una a passo corto. I modelli
con cassone di carico esterno presentano, rispetto ai modelli chiusi, i
vantaggi di una maggiore capacità di carico, di una sua migliore
distribuzione e di un suo più facile maneggio. Sono inoltre mezzi molto
leggeri.
Standard.
Il lusso, le finiture metallizzate e cromate, gli interni preziosi, gli
orpelli barocchi, sono tutti destinati a subire le ingiurie del deserto
senza alcuna difesa e ad avere vita breve. Nessuna immaginazione, neanche la
più fertile, può concepire quali capacità distruttive esso possa
riservare agli automezzi. La tole onduleé distrugge ogni componente che non
sia surdimensionato e fissato graniticamente, il fech penetra ovunque senza
riguardi e non viene più via, la sabbia aggredisce le vernici sino alla
smerigliatura.
I bei fuoristrada da semaforo che transitano trionfalmente in entrata a
Tunisi sono patetici ed i loro proprietari destinati a subire uno shock
terribile.
Cinque vetture
Vi suggerisco cinque vetture le cui capacità ho potuto sperimentare sul campo:
Nissan Patrol J
Nissan King Cab
Toyota Hi- Lux
Land Rover TD 90
Land Rover TD 110
Ritengo che, considerando anche il loro relativamente basso prezzo d'acquisto, queste vetture siano tra i migliori mezzi da trasporto per il deserto. La loro preparazione, inoltre, non richiede grandi interventi, beneficiando queste vetture di un progetto e di un'ottica costruttiva assai favorevole per i vostri scopi. Questi cinque modelli sul campo si dimostrano egualmente validi pur presentando ciascuno pregi e difetti che riassumo, in formula comparativa, nello specchietto seguente.
|
OPERATIVITA' |
KING |
90 |
110 |
HILUX |
PATROL |
|
consumo |
*** |
* |
* |
*** |
** |
|
peso a vuoto |
*** |
*** |
* |
*** |
* |
|
altezza da terra |
*** |
*** |
*** |
*** |
* |
|
abitabilità x 2pp. |
*** |
* |
*** |
*** |
** |
|
silenziosità |
** |
* |
* |
*** |
*** |
|
maneggevolezza |
** |
*** |
** |
** |
*** |
|
carico totale |
*** |
** |
*** |
*** |
** |
|
carico esterno |
*** |
** |
** |
*** |
* |
|
carico interno |
* |
** |
*** |
** |
** |
|
facilità d'accesso al carico |
*** |
* |
*** |
*** |
** |
|
comfort marcia |
** |
*** |
*** |
** |
** |
|
comfort abitacolo |
*** |
* |
** |
*** |
*** |
|
trasporto Guida |
- |
* |
*** |
*** |
- |
|
AFFIDABILITA' |
KING |
90 |
110 |
HILUX |
PATROL |
|
motore |
*** |
** |
** |
*** |
*** |
|
trasmissione |
*** |
** |
** |
*** |
*** |
|
sospensioni |
*** |
*** |
*** |
*** |
*** |
*** = eccellente ** = buono * = sufficiente - = assente
Naturalmente restano ferme le differenze nelle trasmissioni (integrale permanente o meno), nelle sospensioni (balestre o molle elicoidali) e nei motori (turbocompressi o meno), differenze che incidono nella pratica meno di quelle elencate nello specchietto e per le quali potete rifarvi alle prove eseguite dalle riviste specializzate e ai prospetti informativi delle case costruttrici.
L'usato
E' l'unica soluzione praticabile se non disponete di grosse cifre.
Vi ho sconsigliato infatti di acquistare una vettura nuova ma economica poichè
in genere questi modelli non sono molto affidabili. Meglio una vera vettura
fuoristrada usata con le caratteristiche indicate che però non abbia sulle
spalle più di 40-50.000 chilometri. Non vi fate attirare dagli accessori: ruote
larghe, paraurti cromati, adesivi costosi, otto fari di profondità, roll-bar. A
voi non occorrono e non vedo perchè dovreste acquistarli. Alla larga anche da
vetture su cui siano state apportate modifiche sostanziali quali alterazione
dell'assetto, applicazione di turbocompressore, sostituzione dell'impianto di
scarico etc..
Riflettete infine sul fatto che moltissimi proprietari di fuoristrada soffrono
del complesso della velocità, ed in autostrada viaggiano sempre al limite del
fuorigiri per dimostrare che la loro vettura è tutt'altro che un
"polmone". Così facendo il motore ha vita breve !
Dove acquistare una vettura usata
?
Molto meglio direttamente da un privato che presso un'autosalone, che non vi
offre nessuna reale garanzia pur facendovela
pagare di più. Inoltre il privato, se è in buona fede, sarà ben felice di
sottoporre la sua vettura a tutte le prove che vi consiglierò e che voi
esigerete.
Una volta accanto alla vettura, fate parlare a ruota libera il proprietario ma
non date retta a chiacchiere. Qualunque cosa vi dica voi dovrete concentrarvi
sull'esame della vettura procedendo in quattro fasi:
Esame generale.
Lo stato della carrozzeria è importante ma non determinante. Una
ammaccatura, un paraurti piegato non sono indice di un cattivo stato della
vettura. Diffidate delle vetture che presentano il vano motore perfettamente
lavato; la pulizia potrebbe essere stata eseguita per nascondere trafilaggi
d'olio. "Sempre garage, mai fuoristrada". E' una dicitura comune
nelle inserzioni di privati. Ma è una balla perchè nessuno acquista un
fuoristrada per non usarlo, e la verità è facilmente appurabile. Nessun
lavaggio riuscirà a pulire parti interne semiscatolate della vettura quali
parafanghi ed intercapedini. Cercate lì e troverete fango, rametti, foglie
secche e, magari, anche sabbia rossa del Sahara.
Prova su strada
Se la vettura vi convince, esigete una breve prova su strada e su autostrada
nella quale farete attenzione soprattutto a rumori sospetti. I più
preoccupanti sono quelli continui, ritmici e di rotolamento, che possono far
riferimento ad organi del motore o della trasmissione. Percorrete infine un
breve tratto autostradale a tutta birra, accertate che la vettura non
"tiri" a destra o a sinistra, e poi fermatevi col motore bollente
in un'area di parcheggio per una sosta di un quarto d'ora. Osservate per
bene dentro al vano motore e in terra sotto la vettura, ed accertate
l'origine di ogni eventuale perdita.
Esame impianto d'iniezione
e meccanica generale.
Se tutto è ok ingaggiate per un paio d'ore un tecnico di impianti diesel ed
un meccanico fidati che esaminino per voi la vettura che volete acquistare.
Non sarà facile convincerli, perchè in genere non hanno tempo e temono
sempre di compromettersi con un parere sbagliato. E' per questo che voi
dovrete ben pagare la loro prestazione professionale se volete
risparmiare in seguito. Esigete anche un'ispezione agli organi della
complessa trasmissione mettendo la vettura su un ponte elevatore.
Prova fuori strada.
se siete intenzionati all'acquisto, convincete il proprietario a guidare
personalmente su un percorso fuori strada impervio con molte buche e
osservate come tratta la sua vettura. Avrete ottime indicazioni sul
comportamento del mezzo e su come è stato adoperato sino a quel momento.
IL TEST
Avete fatto installare ALMENO 6 fari cromati sul tetto del vostro fuoristrada ?
Avete
montato gomme extralarghe con sul fianco una bella scritta bianca e aggressiva
del tipo
"DESERT DUELLER" ?
Il vostro impianto stereo è ALMENO da 200+200 watts con altoparlanti separati per bassi, medi ed acuti ?
Avete dipinto sulle portiere, accanto ad una piccola bandiera italiana, i vostri NOMI ed il relativo GRUPPO SANGUIGNO ?
Avete riempito tutta la superficie disponibile della carrozzeria con adesivi di SPONSOR e, perchè no, anche con i NUMERI DI GARA ?
Complimenti ! Il vostro
dev'essere un gran bel fuoristrada.
Non ve la prendete a male se quei giovanotti di Liverpool arrivati al campeggio
Des Zeribas con la loro "108" tutta scassata sghignazzano in vostra
direzione.
Sono solo degli invidiosi !
Il miglior metodo per non
rimanere in panne è quello di partire con un mezzo valido e perfettamente messo
a punto.
Anche se la vostra vettura è giovane e non dà problemi, la lista dei controlli
e delle messe a punto da effettuare è lunga ed è bene iniziare i lavori con
largo anticipo sulla data della partenza, per lavorare con calma e precisione ed
avere il tempo per collaudare quanto fatto.
Mettere mano alle chiavi inglesi prima, vuol dire non doverlo fare dopo in
condizioni critiche.
Sostituire prima un componente non guasto ma sospetto, vuol dire non dover avere
bisogno, dopo, di un ricambio introvabile.
La preparazione della vettura va
eseguita con il programma di manutenzione ufficiale del costruttore alla mano,
eseguendo anche tutte le verifiche che non dovessero essere previste per il
chilometraggio attualmente raggiunto.
Alcuni punti sono particolarmente importanti ed i lavori devono essere eseguiti
personalmente o seguiti a vista.
Antifurto.
Specie se elettronico, fatelo disattivare senza pietà; meglio ancora
eliminatelo del tutto. Caldo e vibrazioni possono senz'altro riuscire nel
loro intento di farlo andare in "tilt" rendendo così la vettura
inaccessibile anche al legittimo proprietario. Se proprio non potete dormire
senza proteggere la vostra vettura, limitatevi ad una bella catena con
lucchetto per il volante. E' un vistoso deterrente. Le vetture dotate di
immobilizzatore non vanno neanche prese in considerazione.
Avantreno
Fate controllare l'allineamento ed accertate che i giochi delle ruote e
dello sterzo rientrino nei limiti previsti dal costruttore.
Batterie.
Devono essere perfette e, se hanno più di due anni, è meglio sostituirle.
Nessuna possibilità di acquistarne nelle oasi in caso di necessità. Fate
controllare lo stato di carica ed ingrassate abbondantemente i morsetti.
Bulloneria.
Controllate con pazienza certosina l'esatta coppia di serraggio di tutta la
bulloneria che riuscite a raggiungere, sia nel vano motore che sotto lo
chassis. Sulla tole onduleé la vettura sarà frullata a dovere ed ogni
bullone, anche solo vagamente lento, se ne andrà per fatti suoi.
Chiusura porte.
Togliete tutto il grasso dalle serrature per evitare che, mescolandosi con
la sabbia, formi una pasta altamente abrasiva. Al ritorno procederete alla
pulizia e ad un nuovo grassaggio.
Cinghie.
Le cinghie in gomma dell'alternatore e del servosterzo devono essere in
eccellenti condizioni e vanno sostituite senza indugio se hanno sulle spalle
la metà dei chilometri previsti dal costruttore. Controllate la loro
esatta tensione.
Filtri.
Vanno sostituiti tutti, indipendentemente dalla loro anzianità. Potete far
eccezione per il filtro dell'aria, a patto che sia veramente pulito.
Freni.
Le guarnizioni d'attrito devono avere a disposizione circa il doppio dei
chilometri che si intendono percorrere. Controllate la tenuta di tutto
l'impianto frenante.
Frizione.
Siate certi dello stato di usura del disco frizione e delle molle
spingidisco provando voi stessi in questo modo. Tirate il freno a mano ed
innestate la quinta marcia tenendo la frizione abbassata. Rilasciandola
gradualmente, il motore deve spegnersi senza esitazioni, altrimenti vuol
dire che il materiale d'attrito del disco è usurato eccessivamente e che la
frizione slitta.
Gomme.
Devono essere perfette, anche quelle di scorta. Poichè è fuori discussione
la possibilità di acquistare una gomma nel Sahara, l'autonomia per il
chilometraggio totale previsto deve essere garantita. Non è molto
importante l'altezza residua del battistrada quanto la sua integrità.
Devono essere del tipo omologato per la vettura e con camera d'aria, dal
momento che le "tubeless" nessuno le ripara e non potete ripararle
da soli. Evitate anche le gomme "larghe", che sono più deboli e
affaticano di più sterzo e trasmissione. Le camere d'aria devono essere
nuove, senza alcuna riparazione, poichè le vulcanizzazioni, col
calore e le sollecitazioni della tole onduleé, tendono a cedere. Per lo
stesso motivo state alla larga dalle gomme ricostruite; il battistrada si
staccherebbe quasi certamente. Se montate un treno di nuove gomme, dovete
usarle almeno per due o tremila chilometri prima di metterle al lavoro in
Africa. Una scolpitura nuova di zecca favorisce l'affondamento nella sabbia
più di una ridotta al 60 %.
Ingrassaggio.
Fate ingrassare tutti i punti previsti dal costruttore e fate grafitare il
fondo della vettura (telaio, organi di sterzo etc.), una decina di giorni
prima della partenza per far asciugare bene il tutto. Attenzione !
Consultate il libretto di uso e manutenzione e scoprirete che vanno
adoperati TRE tipi diversi di grasso per i diversi organi della vettura.
Ricordate che tutte le stazioni di servizio, nessuna esclusa, se ne
infischiano altamente ed usano solo grasso per cuscinetti. Esigete un
ingrassaggio corretto, anche se per ottenere ciò dovrete girare come
Diogene alla ricerca di una buona stazione e perdere un pomeriggio per
controllare a vista il lavoro eseguito.
Lubrificanti.
L'olio motore va sostituito in ogni caso; un paio di giorni prima della
partenza per avere il massimo dell'autonomia. Gli altri lubrificanti solo se
scadono prima del termine del viaggio. Controllate anche tutti gli altri
livelli: ponte anteriore e posteriore, cambio e riduttore, freni,
servosterzo, frizione, impianto di raffreddamento, batteria, lavavetro.
Tubazioni.
Controllate la tenuta di tubazioni, manicotti e raccordi, specie nei punti
di attacco, dove i collari d'acciaio possono produrre delle fessure.
CHI PREPARERA' LA VETTURA ?
Nei limiti del possibile dovete eseguire il programma di manutenzione personalmente per due importanti motivi. Primo, così facendo imparererete a conoscere bene la vostra vettura, a raggiungere e manipolare con gli attrezzi adatti ogni suo componente, e nel momento del bisogno saprete immediatamente mettervi mano a ragion veduta, anzichè cominciare allora a studiare la situazione. Secondo, avrete la certezza che i lavori sono stati effettivamente eseguiti.
Se appartenete alla categoria di
coloro che con una chiave inglese in mano combinano solo guai, o che non
distinguono l'alternatore dal servosterzo, in linea di massima un'avventura
autogestita nel deserto non fa per voi. Anzi, già che ci siete, rileggetevi le
dieci buone ragioni per non farne nulla e datevi una risposta sincera.
In caso affermativo delle due l'una: o prenotate una settimana alle Maldive, o
vi rivolgete ad un'agenzia specializzata in grado di fornirvi il prodotto
confezionato.
Ma torniamo alla vostra vettura.
E' spiacevole dirlo, ma
l'affidare ciecamente ad un'officina l'intero programma di manutenzione senza
effettuare un controllo personale sul lavoro svolto, può essere fonte di gravi
guai.
Qualsiasi officina, anche quella ufficiale della casa madre, lavora con l'ottica
del massimo profitto e della minima spesa, e tende a comprimere i tempi di
lavorazione decidendo arbitrariamente come e se eseguire tutti i passi del
programma.
Una cinghia dell'alternatore può essere verificata con un'occhiata, oppure
centimetro per centimetro facendole cambiare posizione. Nessun meccanico ve la
controllerà in quest'ultimo modo.
Certe officine poi vanno decisamente per le spicce e riducono il programma di
manutenzione al cambio dell'olio e del filtro (fatti pagare a peso d'oro), ad
ascoltare il motore per qualche secondo e ad un giretto di prova attorno
all'isolato.
Null'altro. Tanto se poi succederà qualcosa potrete sempre chiamare il soccorso
A.C.I. e rivolgervi ad una delle numerose officine autorizate elencate nel
voluminoso libretto d'assistenza. Officine che, come è noto, non mancano a
Fachi o a Tessalit !
Tuttavia alcuni lavori sono
comunque appannaggio delle officine e dovrete piegarvi a quest'obbligo. La
migliore soluzione è quella di affidarne pochi per volta e seguirne
personalmente, previo appuntamento, l'esecuzione.
Anche se il meccanico è vostro fratello, ascoltateci: siate curiosi,
controllate tutto, non date nulla per scontato.
Io ho rischiato di rimaner piantato nella Valle del Tilemsi perchè il mio
meccanico "di fiducia" aveva "dimenticato" di serrare il
tappo di scarico del ponte posteriore !
Seguendo lo spirito pratico del manuale mi limiterò a descrivervi solo le modifiche e gli allestimenti effettivamente realizzati e che si siano dimostrati validi sulle vetture citate.
"P" sta per
Patrol, "T" per Toyota, "L" per Land Rover,
"K" per King Cab.
Quando una di queste lettere non compare vuol dire che la modifica in oggetto,
su quella vettura, o è superflua o non è affidabile.
Bagagliera (L)
Va montata, ma non per essere usata come portabagagli. Infatti, se caricata
eccessivamente, diciamo oltre i cinquanta chili, gli scossoni della tole
onduleé avrebbero ragione in breve tempo dei suoi attacchi o della grondaia
su cui è applicata. Su di essa vanno quindi caricati solo colli leggeri,
evitando nel modo più assoluto di sistemarci le taniche con le scorte
dell'acqua e del carburante, che in quella posizione alta, oltretutto,
comprometterebbero gravemente la stabilità della vettura.
Bull bar (P,L,T,K)
La sua installazione è conveniente per la grande protezione che offre al
radiatore e alla ventola di raffreddamento, a patto che si tratti di un
accessorio veramente robusto. Un tamponamento in un'oasi, non escludibile a
priori, significherebbe la fine del viaggio per l'impossibilità di riparare
l'impianto di raffreddamento. Sul bullbar inoltre possono essere fissati dei
fari ausiliari, una pala, una ghirba, una corda di traino, la binda, etc..
Impianto elettrico
(P,L,T,K)
Si può installare una seconda batteria. In tal caso ambedue devono essere
dotate di staccabatteria a portata di mano e di voltmetro che ne tenga sotto
controllo le condizioni di carica. Sul fronte della vettura va installata
una coppia di fari di profondità applicati sul bullbar col fascio orientato
"corto", ad una decina di metri dalla vettura, ideale per la stima
della profondità delle buche e dell'altezza delle piccole dune. Sul retro,
sulla bagagliera (L) o sulla grata (T,K), si potrà fissare un faretto
orientabile da lavoro dal consumo basso, per poterlo tenere in funzione col
motore spento.
Protezioni anteriori
(P,L,T,K)
Specie nella marcia su reg, la vettura che precede può lanciare con
facilità piccoli sassi come proiettili, assai pericolosi. E' utile quindi
proteggere i fari con delle retine a maglia quadrata con lato non superiore
al centimetro. Stessa protezione va riservata alla superficie del radiatore
dal momento che le mascherine che li coprono sono ormai solo degli ornamenti
di plastica. Per il parabrezza non è possibile fare nulla. Vi faccio solo
notare che un parabrezza sbriciolato è un grosso problema, che sarebbe
impossibile guidare con la vettura diventata un gigantesco imbuto per il
vento, la sabbia, il fech, e che alla rottura di un parabrezza piano, come
quello della Land, si può porre rimedio, a quella di uno curvo no.
Slitta anteriore (P,L)
Con una piastra di alluminio da 6 mm. opportunamente piegata e di dimensioni
adatte, bisogna costruire un paracolpi, da adattare tra i due longheroni del
telaio, in modo che offra un angolo d'attacco inferiore ai 45° e la sua
parte più bassa sia un paio di centimetri più alta della
"pancia" del ponte anteriore. Fissata con un'unica staffa in ferro
a "C" molto pesante, il tutto deve risultare sufficientemente
robusto da proteggere gli organi di sterzo, ma anche deformabile quel tanto
che basta ad assorbire urti particolarmente duri, che potrebbero altrimenti
danneggiare i punti d'attacco sul telaio. La sua funzione principale sarà
comunque quella di scivolo per l'attacco di zone con sabbia molle che
impedisca al ponte anteriore di ancorarsi, più che di parasassi. Gli
ostacoli pericolosi vanno evitati, perchè non esiste corazza che possa
resistere ad un urto sotto la spinta di due tonnellate di ferro lanciate a
70 kmh.
Snorkel (L)
Porta la presa d'aria del motore in alto e non serve per far diventare un
sommergibile la vettura, ma per far respirare al motore meno fech possibile.
Con una presa d'aria a 50-70 cm. dal suolo un filtro dura la metà dei
chilometri che con la presa a due metri d'altezza. Il terminale dello
snorkel, inoltre, dovrebbe essere del tipo smontabile, con centrifuga
trasparente per l'ispezione visiva ed una facile pulizia.
Strumentazione (P,T,L,K)
La dotazione minima comprende tachimetro, contachilometri totale e parziale,
indicatore di carburante, manometro olio, termometro acqua, voltmetro,
orologio, bussola di rotta. Utile un termometro per temperatura ambiente,
magari digitale e doppio con sonda per la temperatura esterna.
L'installazione degli strumenti fuori serie, specie della bussola di rotta,
va fatta da persone esperte, per evitare che le informazioni fornite siano
fonte di guai anzichè d'aiuto.
Il volume di carico della vettura
va razionalizzato con alcune semplici sovrastrutture in legno che potrete
autocostruirvi con pochi attrezzi e poca spesa. L'abilità che dimostrerete in
questa occasione è una buona spia per sapere cosa riuscirete a combinare in
caso di necessità in mezzo al deserto.
Vi presento due progetti che potrete sfruttare come base per un progetto tutto
vostro, tenendo presente che le due realizzazioni hanno dato esiti soddisfacenti
su molte decine di migliaia di chilometri.
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Mi rendo
conto che le due descrizioni che seguono sono troppo sommarie; del
resto - ho provato - l'aggiungere troppi dettagli rende ancora più
problematica la comprensione. |
Progetto A
Si tratta di dividere in due nel senso dell'altezza il vano di carico e di
sfruttare lo spazio inferiore con dei cassetti e quello superiore con delle
casse. La soluzione è adatta a chi non usa tenda o usa tende da picchettare.
Pianale portabagagli.
Con una lastra di multistrato da 15 mm. realizzate un solaio che, poggiando
sui passaruota, divida in due tutto il vano portabagagli, sia che si tratti
di abitacolo sia che si tratti di cassone esterno. Puntellate questo solaio
con due tramezze longitudinali in multistrato da 25 mm., collocate in modo
opportuno per quanto segue ed in modo che la massima luce libera non superi
il mezzo metro. Il pianale andrà fissato sui passaruora mediante bulloni
passanti.
Cassetti inferiori.
Realizzate un cassetto longitudinale (tre per la Land) che occupi tutto lo
spazio libero sotto al solaio e che potrete estrarre applicandovi una
maniglia di corda. Per questo cassetto potrete utilizzare un multistrato
più leggero, da 10 mm, colla e viti sottili.
Taniche carburante ed
acqua.
Sono in totale 12, otto in metallo per il gasolio e quattro in plastica
alimentare per l'acqua. Tutte da 20 litri. Sistematele in due file di sei
longitudinalmente ai lati del vano bagagli o del cassone con la bocca
rivolta verso l'esterno della vettura.
Casse superiori.
Per lo spazio libero tra le due file di taniche, realizzate a misura,
utilizzando multistrato da 12 mm., due casse con coperchi incernierati di
identiche dimensioni e di altezza leggermente inferiore a quella delle
taniche. Le misure dovrebbero essere all'incirca di 72x54x40, dipende dalle
dimensioni del vano bagagli e dal tipo di taniche. Avvitate queste casse sul
solaio e tra di loro in modo che il tutto risulti solidale ed inamovibile.
Le taniche andranno fissate alle casse e al solaio con robusti cinghiaggi in
fettuccia da 25 mm. e fibbie metalliche a tutta prova.
I coperchi delle casse dovranno essere a prova di polvere mediante la
realizzazione di una chiusura a labirinto (le guarnizioni non servono a
nulla). Solaio, casse e cassetti vanno verniciati con tre mani di
"flatting" trasparante per imbarcazioni.
Ruote di scorta.
Patrol: poichè su questa vettura la ruota di scorta si trova in posizione
infelice sotto al telaio a distanza eccessivamente ravvicinata dal terreno,
bisogna toglierla da questa posizione e caricarla, impilata con la seconda,
su di un portabagagli fissato sulla cabina.
Land Rover: nessun problema: la prima ruota è fissata sul portellone
posteriore, la seconda sul cofano motore. Ma gli ultimi modelli sono stati
privati, per motivi estetici, dell'attacco sul cofano motore...
King Cab e Toyota: la prima ruota di scorta è ottimamente incassata nel suo
alloggiamento sotto al cassone. La seconda andrà infilata sotto al pianale
portabagagli, in fondo dietro al cassetto, e la si potrà estrarre tirandola
per una cordicella.
Piastre da sabbia.
Patrol: non c'è altro sistema che legarle al bullbar con robusti cinghiaggi
in cuoio lasaciando scoperti i fari. Infatti l'hard top in
plastica mal si presta a ricevere carichi e la cabina di guida è già
occupata dalle ruote. Così facendo però coprirete la targa anteriore...
Land Rover: sulla bagagliera.
King Cab e Toyota: di traverso appoggiate sulle taniche metalliche del
carburante e legate a queste con cinghie.
Questa semplice realizzazione vi permetter di stivare razionalmente tutto il vostro bagaglio, scorte incluse, senza ricorrere ad innumerevoli borse e a fatidiose legature con elastici. Inoltre, cosa di non lieve importanza, tutto il vostro carico sarà facilmente ispezionabile dalle autorità doganali, e non vi capiterà di dover tirare giù nel fango a Labbezanga, in mezzo ad un nugolo di bambini, una quantità di borse e borsette per soddisfare la curiosità di un militare annoiato.
Progetto B
In questo progetto, adatto solo per vetture con
cassone, copriremo quest'ultimo con un solaio che farà anche da
"fondamenta" per una tenda del tipo "Air Camping". E'
decisamente superiore al precedente in quanto a robustezza.
Pianale portatenda.
Con una lastra di multistrato da 30 mm. realizzate un solaio che copra tutto
il cassone poggiando sui suoi bordi. Disegnata la lastra ad esatta misura,
tagliatene via, dalla parte a ridosso della cabina, una larghezza pari a
quella delle taniche metalliche. Questa "fetta andrà posizionata sui
passaruota e collegata al pianale mediante due laterali in multistrato da 15
mm. Così facendo realizzerete una "buca" dove alloggiare le taniche. Tutto il
pianale andrà fissato sui bordi del cassone con bulloni passanti (forando
la vettura...).
Traverse metalliche.
Posizionate due robuste traverse metalliche a sezione rettangolare - ottime
quelle per costruire scaffalature - e fissatele trasversalmente sul pianale
con bulloni passanti. Su queste traverse andrà fissata la tenda che si
aprirà verso la poppa della vettura. Se posizionerete la tenda a contatto
con le taniche, queste resteranno graniticamente in sede con pochi fissaggi.
Taniche carburante e
acqua.
Le otto del gasolio vanno nella buca del pianale, le quattro dell'acqua
sotto al pianale, due a sinistra e due a destra in fila indiana.
Cassetti inferiori.
Realizzate un paio di cassetti che occupino tutto lo spazio che rimarrà
libero sotto al solaio tra le quattro taniche di plastica. lasciate sul
fondo lo spazio per la 2a ruota di scorta.
Piastre e pale da sabbia.
Le piastre vanno infilate trasversalmente nello spazio tra piano tenda e
pianale portatenda. Per questo motivo scegliete la sezione delle traverse
metalliche adatta allo scopo. Le pale, una per lato, vanno legate alle estremità delle
traverse con coppie di ginghietti rapidi. Quest'ultima operazione fatela
quando sarete sul campo di battaglia, per non mettere la vettura fuori
sagoma sull'asfalto.
Una volta esaurito il programma
di manutenzione, con particolare attenzione ai punti evidenziati, la vostra
vettura potrà essere ritenuta pronta per il deserto.
Bisognerà ora pensare a come rimediare se, nonostante tutte le vostre cure e
precauzioni, qualche accidente dovesse arrestarne la marcia.
Per i ricambi il discorso diventa particolarmente difficile e le opinioni in merito possono essere diametralmente opposte.
Una corrente di pensiero, la positivista,
vuole che si debba partire con una quantità di ricambi tale che quasi
basterebbe a costruire una seconda vettura.
Sono caricati sulla povera vettura ponti, balestre, alberi di trasmissione,
pompe, ammortizzatori, motorini d'avviamento e tutta una quantità di pezzi di
ricambio. E poi si rimane fermi per il cedimento di una guarnizione da due soldi
a cui non si è pensato.
Un'altra corrente, la fatalista, sostiene invece che ogni pezzo di
ricambio non faccia altro che appesantire ed affaticare la vettura e che se si
deve rimanere in panne, ci si rimane comunque, anche con l'officina ed il
magazzino ricambi della casa madre appresso. E si rimane fermi
perchè manca una stupida cinghia di gomma telata.
Io non sono nè dell'una nè
dell'altra opinione, nè con chi si trascina appresso 150 kg. di ricambi che non
serviranno mai nè con chi rinuncia anche alla seconda ruota di scorta.
Preferisco affrontare il problema in modo articolato.
Cerchiamo di ragionare insieme.
Se la vostra vettura è in
ordine, se l'avete sempre usata voi senza cederla in prestito e quindi ne
conoscete lo stato d'uso, se avete eseguito scrupolosamente e per intero il
programma di manutenzione senza falsi risparmi, non ci sono motivi oggettivi per
ipotizzare una panne grave.
Accettando questo ragionamento come primo postulato, non avrete bisogno
di ricambi da grande intervento.
E' necessario però non dimenticare che un guasto non è comunque escludibile a
priori.
Cosa fare allora ? Di cosa potrete avere necessità ?
Un punto fermo è costituito dal fatto che i guasti più comuni per essere
neutralizzati non richiedono ricambi.
Un malfunzionamento dell'impianto elettrico, una tubazione che cede, un bullone
che se ne va, sono guai cui, in genere, è possibile rimediare col "fai da
te".
Di qui un secondo postulato. Avere a disposizione tutto ciò che può
servire per riparazioni di fortuna, non specializzate, sia per quanto riguarda
gli attrezzi che per quanto riguarda i materiali.
Esempio. Se pensate che un manicotto possa cedere avete due possibilità di
scelta per rimediare all'eventuale verificarsi del guasto: portarvi appresso
tutti i manicotti presenti nel vostro motore, oppure non portarne nessuno ma
avere con voi il necessario per ripararli. La seconda soluzione offre le stesse
garanzie della prima con una spesa, un ingombro ed un peso assai inferiori.
Il Sahara è il regno della
trovata estemporanea, dell'invenzione, del colpo di genio che per potersi
estrinsecare ha necessità di attrezzi e materiali i più disparati ed
universali possibili.
Non si portano con sè tutte le guarnizioni del motore. Si porta il materiale
adatto a farsele su misura, e si avrà la certezza di avere a disposizione
quella difettosa in caso di bisogno.
Alcuni pezzi tuttavia, non possono essere sostituiti con un facsimile o riparati
alla bene e meglio. E' il caso, per esempio, della cinghia dell'alternatore, di
una candeletta d'accensione, di una crocierina dell'albero di trasmissione, per
cui dovrete pur avere una dotazione di pezzi di ricambio, seppur minima.
Ecco il terzo postulato. Avere con sè una scelta di ricambi
insostituibili e statisticamente scelti tra i pezzi più soggetti a rottura
inopinata. Con un quarto postulato, il più importante, la mia teoria
dell'assistenza meccanica nel deserto è pronta:
Primo postulato: non
siate superficiali.
Eseguite prima della partenza il programma di manutenzione alla lettera, personalmente
e senza risparmio alcuno. Meglio esagerare.
Secondo postulato: il
deserto è il regno dell'arte di arrangiarsi.
Vi arrangerete meglio con molti attrezzi e i materiali
pi disparati possibile.
Terzo postulato: i
ricambi servono.
Portate quelli che, secondo la vostra ed altrui esperienza possono
trarvi d'impaccio e che siete in grado di sostituire sotto il sole ed in mezzo
alla sabbia con gli attrezzi che avete.
Quarto postulato: non
correte.
Abbiate per la vostra vettura le stesse cure ed attenzioni che avete per
la vostra persona, guidando in ogni istante con il criterio di massima
salvaguardia della sua integrità.
Senza vettura la vostra vita può valere quanto un pugno di sabbia.