CAMMELLO O FUORISTRADA ?
QUALE VETTURA LA REGINA DEL DESERTO LA PREPARAZIONE CHI DEVE PREPARARE LE MODIFICHE
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Con quale vettura intendete partire per il Sahara?
Domanda da un milione di dollari !
Non è sufficiente infatti che rispondiate "Con quella che abbiamo".

Se siete arrivati sin qui nella lettura di questo libraccio, dovreste appartenere a quel sempre più sparuto drappello di spiriti liberi che non si lasciano scoraggiare dalle difficoltà del dover pensare ed agire in prima persona.
Ma ciò non vuol dire che le vostre aspirazioni all'eliminazione di tutti i diaframmi che si frappongono tra la vostra coscienza e l'universo cui appartenete debbano sublimare in azioni suicide. 
Viaggiando da soli, fuori dal branco, privi della protezione che un convoglio di più vetture o un'organizzazione turistica possono darvi, alla vettura affidate la vita  vostra e del vostro compagno ed avete sulle spalle la responsabilità di ogni decisione presa, di ogni errore commesso.

Seguitemi con pazienza.

Pensate di partire con la vettura che già possedete ?
Ok, può andare, ma commettete un errore di metodo perchè il procedimento dovrebbe essere l'esatto contrario.
Prima dovreste chiarirvi le idee e poi procurarvi la vettura più adatta allo scopo. Non dovete partire per la settimana bianca !

Scelta la vettura adatta, pensate di adoperarla così com'è, nello stato in cui si trova, tutt'al più con l'aggiunta di qualche accessorio folcloristico ?
Questo è un altro errore, perchè nessuna vettura esce dalla catena di montaggio pronta per il Sahara.

Ancora, pensate di partire con la vettura non sottoposta a nessun controllo preventivo di una qualche serietà (tanto è nuova !), con pochissimi o nessun pezzo di ricambio e con gli attrezzi della trousse di serie ?
Questo è di nuovo un errore, grande questa volta, perchè la vostra vettura sarà sottoposta ad uno stress eccezionale e, al suo primo colpo di tosse, non sarete in grado di far nulla oltre che armeggiare, disperatamente e con pochi attrezzi inadatti, curvi dentro al vano motore o sdraiati sotto lo chassis.

Muoversi nel deserto con una vettura adatta, messa a punto in modo ottimale, intelligentemente modificata ed attrezzata, può fare la differenza tra sicurezza e pericolo continuo, tra il tornare a casa con quattro ruote e tornarci a piedi.
O non tornarci affatto.
Le carcasse spogliate che riposano in pace lungo le piste più dure e meno dure, sono triste testimonianza della faciloneria di molti, più che della loro sfortuna, e insieme a rifiuti e rottami di ogni genere, abbandonati senza scrupolo dalle corse automobilistiche e dal turismo di massa, contribuiscono fattivamente al consolidamento di un degrado ambientale significativamente coltivato in nome di un profitto troppo spesso confuso con lo sport o spacciato per benessere.

Anche se sono fermamente convinto che come mezzo di trasporto nel deserto non ci sia nulla meglio del dromedario (il cammello..) perchè consuma poco, non ha la pompa dell'acqua e non buca pneumatici, cercherò di aiutarvi a non alimentare quei cimiteri di automobili, consigliandovi la vettura più adatta e tutti gli interventi da effettuarvi in modo da renderla ragionevolmente invulnerabile agli attacchi del Grande Vecchio.

QUALE VETTURA

Non dovreste quindi in nessun caso prendere in considerazione la scelta di una vettura da turismo, a meno che non intendiate farne commercio in uno dei paesi della fascia subsahariana.
A questo genere di attività, denso di illusioni e di pericoli, che ha già provocato sin troppe vittime, dedicherò ancora dello spazio.

Prendete dunque il vostro camper e partite nell'illusione che quanto detto sin qui siano solo esagerazioni, poi arrivederci ad Agadèz. Ho conosciuto gente che c'è riuscita, ma a che prezzo.
Sovrastrutture sbriciolate dopo pochi chilometri di tole onduleé, insabbiamenti feroci, sospensioni danneggiate, lo sguardo allucinato e le mani tremanti di chi ha vissuto un incubo e ne deve vivere un altro identico.
Quello del ritorno.

LA REGINA DEL DESERTO

La 4x4 è il miglior sostituto del cammello, la vettura ideale che, con un costo tutto sommato modesto vi permette, se scelta con criterio e debitamente attrezzata e modificata, di affrontare con la massima sicurezza qualsiasi pista. Non tutte le vetture cosiddette "fuoristrada" sono però ugualmente adatte allo scopo, per cui sarà opportuno che non vi accontentiate della prima che vi fa l'occhietto dalle vetrine dell'autosalone o del primo "affare" che vi si presenta nell'usato.
Dovrete essere in grado di distinguere tra modello e modello in base alle caratteristiche che la vostra nave del deserto dovrà possedere.

Cinque vetture
Vi suggerisco cinque vetture le cui capacità ho potuto sperimentare sul campo:

Ritengo che, considerando anche il loro relativamente basso prezzo d'acquisto, queste vetture siano tra i migliori mezzi da trasporto per il deserto. La loro preparazione, inoltre, non richiede grandi interventi, beneficiando queste vetture di un progetto e di un'ottica costruttiva assai favorevole per i vostri scopi. Questi cinque modelli sul campo si dimostrano egualmente validi pur presentando ciascuno pregi e difetti che riassumo, in formula comparativa, nello specchietto seguente.

OPERATIVITA'

KING

90

110

HILUX

PATROL

consumo

***

*

*

***

**

peso a vuoto

***

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*

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*

altezza da terra

***

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***

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*

abitabilità x 2pp.

***

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silenziosità

**

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maneggevolezza

**

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***

carico totale

***

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carico esterno

***

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carico interno

*

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***

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facilità d'accesso al carico

***

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***

**

comfort marcia

**

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**

comfort abitacolo

***

*

**

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***

trasporto Guida

-

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***

-

AFFIDABILITA'

KING

90

110

HILUX

PATROL

motore

***

**

**

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***

trasmissione

***

**

**

***

***

sospensioni

***

***

***

***

***

*** = eccellente  ** = buono   * = sufficiente   - = assente

Naturalmente restano ferme le differenze nelle trasmissioni (integrale permanente o meno), nelle sospensioni (balestre o molle elicoidali) e nei motori (turbocompressi o meno), differenze che incidono nella pratica meno di quelle elencate nello specchietto e per le quali potete rifarvi alle prove eseguite dalle riviste specializzate e ai prospetti informativi delle case costruttrici.

L'usato
E' l'unica soluzione praticabile se non disponete di grosse cifre.
Vi ho sconsigliato infatti di acquistare una vettura nuova ma economica poichè in genere questi modelli non sono molto affidabili. Meglio una vera vettura fuoristrada usata con le caratteristiche indicate che però non abbia sulle spalle più di 40-50.000 chilometri. Non vi fate attirare dagli accessori: ruote larghe, paraurti cromati, adesivi costosi, otto fari di profondità, roll-bar. A voi non occorrono e non vedo perchè dovreste acquistarli. Alla larga anche da vetture su cui siano state apportate modifiche sostanziali quali alterazione dell'assetto, applicazione di turbocompressore, sostituzione dell'impianto di scarico etc..
Riflettete infine sul fatto che moltissimi proprietari di fuoristrada soffrono del complesso della velocità, ed in autostrada viaggiano sempre al limite del fuorigiri per dimostrare che la loro vettura è tutt'altro che un "polmone". Così facendo il motore ha vita breve !

Dove acquistare una vettura usata ?
Molto meglio direttamente da un privato che presso un'autosalone, che non vi offre nessuna
reale garanzia pur facendovela pagare di più. Inoltre il privato, se è in buona fede, sarà ben felice di sottoporre la sua vettura a tutte le prove che vi consiglierò e che voi esigerete.
Una volta accanto alla vettura, fate parlare a ruota libera il proprietario ma non date retta a chiacchiere. Qualunque cosa vi dica voi dovrete concentrarvi sull'esame della vettura procedendo in quattro fasi:

IL TEST

Complimenti ! Il vostro dev'essere un gran bel fuoristrada.
Non ve la prendete a male se quei giovanotti di Liverpool arrivati al campeggio Des Zeribas con la loro "108" tutta scassata sghignazzano in vostra direzione.
Sono solo degli invidiosi !

LA PREPARAZIONE DELLA VETTURA

Il miglior metodo per non rimanere in panne è quello di partire con un mezzo valido e perfettamente messo a punto.
Anche se la vostra vettura è giovane e non dà problemi, la lista dei controlli e delle messe a punto da effettuare è lunga ed è bene iniziare i lavori con largo anticipo sulla data della partenza, per lavorare con calma e precisione ed avere il tempo per collaudare quanto fatto.
Mettere mano alle chiavi inglesi prima, vuol dire non doverlo fare dopo in condizioni critiche.
Sostituire prima un componente non guasto ma sospetto, vuol dire non dover avere bisogno, dopo, di un ricambio introvabile.

La preparazione della vettura va eseguita con il programma di manutenzione ufficiale del costruttore alla mano, eseguendo anche tutte le verifiche che non dovessero essere previste per il chilometraggio attualmente raggiunto.
Alcuni punti sono particolarmente importanti ed i lavori devono essere eseguiti personalmente o seguiti a vista.

CHI PREPARERA' LA VETTURA ?

Nei limiti del possibile dovete eseguire il programma di manutenzione personalmente per due importanti motivi. Primo, così facendo imparererete a conoscere bene la vostra vettura, a raggiungere e manipolare con gli attrezzi adatti ogni suo componente, e nel momento del bisogno saprete immediatamente mettervi mano a ragion veduta, anzichè cominciare allora a studiare la situazione. Secondo, avrete la certezza che i lavori sono stati effettivamente eseguiti.

Se appartenete alla categoria di coloro che con una chiave inglese in mano combinano solo guai, o che non distinguono l'alternatore dal servosterzo, in linea di massima un'avventura autogestita nel deserto non fa per voi. Anzi, già che ci siete, rileggetevi le dieci buone ragioni per non farne nulla e datevi una risposta sincera.
In caso affermativo delle due l'una: o prenotate una settimana alle Maldive, o vi rivolgete ad un'agenzia specializzata in grado di fornirvi il prodotto confezionato.

Ma torniamo alla vostra vettura.

E' spiacevole dirlo, ma l'affidare ciecamente ad un'officina l'intero programma di manutenzione senza effettuare un controllo personale sul lavoro svolto, può essere fonte di gravi guai.
Qualsiasi officina, anche quella ufficiale della casa madre, lavora con l'ottica del massimo profitto e della minima spesa, e tende a comprimere i tempi di lavorazione decidendo arbitrariamente come e se eseguire tutti i passi del programma.
Una cinghia dell'alternatore può essere verificata con un'occhiata, oppure centimetro per centimetro facendole cambiare posizione. Nessun meccanico ve la controllerà in quest'ultimo modo.
Certe officine poi vanno decisamente per le spicce e riducono il programma di manutenzione al cambio dell'olio e del filtro (fatti pagare a peso d'oro), ad ascoltare il motore per qualche secondo e ad un giretto di prova attorno all'isolato.
Null'altro. Tanto se poi succederà qualcosa potrete sempre chiamare il soccorso A.C.I. e rivolgervi ad una delle numerose officine autorizate elencate nel voluminoso libretto d'assistenza. Officine che, come è noto, non mancano a Fachi o a Tessalit !

Tuttavia alcuni lavori sono comunque appannaggio delle officine e dovrete piegarvi a quest'obbligo. La migliore soluzione è quella di affidarne pochi per volta e seguirne personalmente, previo appuntamento, l'esecuzione.
Anche se il meccanico è vostro fratello, ascoltateci: siate curiosi, controllate tutto, non date nulla per scontato.
Io ho rischiato di rimaner piantato nella Valle del Tilemsi perchè il mio meccanico "di fiducia" aveva "dimenticato" di serrare il tappo di scarico del ponte posteriore !

MODIFICHE ED ALLESTIMENTI

Seguendo lo spirito pratico del manuale mi limiterò a descrivervi solo le modifiche e gli allestimenti effettivamente realizzati e che si siano dimostrati validi sulle vetture citate.

"P" sta per Patrol, "T" per Toyota, "L" per Land Rover, "K" per King Cab.
Quando una di queste lettere non compare vuol dire che la modifica in oggetto, su quella vettura, o è superflua o non è affidabile.

CARICO DEI BAGAGLI

Il volume di carico della vettura va razionalizzato con alcune semplici sovrastrutture in legno che potrete autocostruirvi con pochi attrezzi e poca spesa. L'abilità che dimostrerete in questa occasione è una buona spia per sapere cosa riuscirete a combinare in caso di necessità in mezzo al deserto.
Vi presento due progetti che potrete sfruttare come base per un progetto tutto vostro, tenendo presente che le due realizzazioni hanno dato esiti soddisfacenti su molte decine di migliaia di chilometri.

Mi rendo conto che le due descrizioni che seguono sono troppo sommarie; del resto  - ho provato - l'aggiungere troppi dettagli rende ancora più problematica la comprensione.
In realtà i due progetti dovrebbero essere supportati da disegni o foto. Non dispero di poter realizzare delle illustrazioni. 
Un giorno o l'altro.

Progetto A
Si tratta di dividere in due nel senso dell'altezza il vano di carico e di sfruttare lo spazio inferiore con dei cassetti e quello superiore con delle casse. La soluzione è adatta a chi non usa tenda o usa tende da picchettare.

Questa semplice realizzazione vi permetter di stivare razionalmente tutto il vostro bagaglio, scorte incluse, senza ricorrere ad innumerevoli borse e a fatidiose legature con elastici. Inoltre, cosa di non lieve importanza, tutto il vostro carico sarà facilmente ispezionabile dalle autorità doganali, e non vi capiterà di dover tirare giù nel fango a Labbezanga, in mezzo ad un nugolo di bambini, una quantità di borse e borsette per soddisfare la curiosità di un militare annoiato.

Progetto B
In questo progetto, adatto solo per vetture con cassone, copriremo quest'ultimo con un solaio che farà anche da "fondamenta" per una tenda del tipo "Air Camping". E' decisamente superiore al precedente in quanto a robustezza.

I RICAMBI

Una volta esaurito il programma di manutenzione, con particolare attenzione ai punti evidenziati, la vostra vettura potrà essere ritenuta pronta per il deserto.
Bisognerà ora pensare a come rimediare se, nonostante tutte le vostre cure e precauzioni, qualche accidente dovesse arrestarne la marcia.

Per i ricambi il discorso diventa particolarmente difficile e le opinioni in merito possono essere diametralmente opposte.

Una corrente di pensiero, la positivista, vuole che si debba partire con una quantità di ricambi tale che quasi basterebbe a costruire una seconda vettura.
Sono caricati sulla povera vettura ponti, balestre, alberi di trasmissione, pompe, ammortizzatori, motorini d'avviamento e tutta una quantità di pezzi di ricambio. E poi si rimane fermi per il cedimento di una guarnizione da due soldi a cui non si è pensato.
Un'altra corrente, la fatalista, sostiene invece che ogni pezzo di ricambio non faccia altro che appesantire ed affaticare la vettura e che se si deve rimanere in panne, ci si rimane comunque, anche con l'officina ed il magazzino ricambi della casa madre appresso. E si rimane
fermi perchè manca una stupida cinghia di gomma telata.

Io non sono dell'una dell'altra opinione, nè con chi si trascina appresso 150 kg. di ricambi che non serviranno mai nè con chi rinuncia anche alla seconda ruota di scorta. Preferisco affrontare il problema in modo articolato.
Cerchiamo di ragionare insieme.

Se la vostra vettura è in ordine, se l'avete sempre usata voi senza cederla in prestito e quindi ne conoscete lo stato d'uso, se avete eseguito scrupolosamente e per intero il programma di manutenzione senza falsi risparmi, non ci sono motivi oggettivi per ipotizzare una panne grave.
Accettando questo ragionamento come primo postulato, non avrete bisogno di ricambi da grande intervento.
E' necessario però non dimenticare che un guasto non è comunque escludibile a priori.
Cosa fare allora ? Di cosa potrete avere necessità ?
Un punto fermo è costituito dal fatto che i guasti più comuni per essere neutralizzati non richiedono ricambi.
Un malfunzionamento dell'impianto elettrico, una tubazione che cede, un bullone che se ne va, sono guai cui, in genere, è possibile rimediare col "fai da te".
Di qui un secondo postulato. Avere a disposizione tutto ciò che può servire per riparazioni di fortuna, non specializzate, sia per quanto riguarda gli attrezzi che per quanto riguarda i materiali.
Esempio. Se pensate che un manicotto possa cedere avete due possibilità di scelta per rimediare all'eventuale verificarsi del guasto: portarvi appresso tutti i manicotti presenti nel vostro motore, oppure non portarne nessuno ma avere con voi il necessario per ripararli. La seconda soluzione offre le stesse garanzie della prima con una spesa, un ingombro ed un peso assai inferiori.

Il Sahara è il regno della trovata estemporanea, dell'invenzione, del colpo di genio che per potersi estrinsecare ha necessità di attrezzi e materiali i più disparati ed universali possibili.
Non si portano con sè tutte le guarnizioni del motore. Si porta il materiale adatto a farsele su misura, e si avrà la certezza di avere a disposizione quella difettosa in caso di bisogno.
Alcuni pezzi tuttavia, non possono essere sostituiti con un facsimile o riparati alla bene e meglio. E' il caso, per esempio, della cinghia dell'alternatore, di una candeletta d'accensione, di una crocierina dell'albero di trasmissione, per cui dovrete pur avere una dotazione di pezzi di ricambio, seppur minima.
Ecco il terzo postulato. Avere con sè una scelta di ricambi insostituibili e statisticamente scelti tra i pezzi più soggetti a rottura inopinata. Con un quarto postulato, il più importante, la mia teoria dell'assistenza meccanica nel deserto è pronta:

Senza vettura la vostra vita può valere quanto un pugno di sabbia.

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