NON PARLARE AL CONDUCENTE...
GUIDA SU ASFALTO GUIDA SU PISTA I PROBLEMI SU SABBIA IL DISINCAGLIO
CLASSIFICAZIONE DELLE PISTE DI NOTTE IL GUADO HOME PAGE

Molto probabilmente questo capitolo vi deluderà e non è escluso che finiate per interromperne con rabbia la lettura non trovandoci quello che vi aspettate.
In tal caso vi assicuro che la cosa non mi addolorerebbe neanche un po’, che non sono minimamente interessato al fatto che leggiate o meno questo materiale che, evidentemente, non vi occorre.

Molti di coloro che desiderano andare nel Sahara, in realtà aspirano a creare le condizioni per un uso del loro fuoristrada così come i mass media lo presentano nei servizi giornalistici sulle diverse corse che infestano l’Africa. 

Ora, dovendo proseguire insieme in questo viaggio alternativo nel Grande Vuoto, sarà necessario trovare un accordo.

Io cercherò di reprimere i miei giudizi di totale condanna per queste manifestazioni di spreco assurdo e di disprezzo per la vita umana, autentico schiaffo alla miseria e alla dignità di popolazioni che hanno da sempre il semplice problema della sopravvivenza. Giudizi dei quali terrete il conto che la vostra coscienza vi suggerirà di tenere.
Voi vi impegnerete a seguirmi in quest’opera di convincimento sulla necessità di inquadrare momenti importanti della vita con un’ottica diversa da quella imposta da persuasori occulti mai paghi del livello di spinta ai consumi raggiunto.

Se già vi vedevate al volante del vostro cattivissimo fuoristrada che plana a 150 kmh. sulla sabbia fine dell’Erg Tihoidaine, impegnati assieme ad altri assatanati in uno squallido raid organizzato da qualche motorclub di provincia siete veramente “fuoristrada”. 

Primo, perchè in questa guida non troverete neanche una briciola di incoraggiamento a trasformare un viaggio di conoscenza in un evento pseudo-sportivo. 
Secondo, perchè comunque non ne sareste tecnicamente capaci e al primo serio tentativo di imitare i piloti professionisti finireste per provocare un incidente grave e forse mortale.

Ricordate cosa ho scritto nel primo capitolo di questo manuale a proposito delle qualità morali ?
La vostra vettura sarà solo uno degli strumenti del vostro viaggio, e non un feticcio al quale rendere sacrifici umani. 
A lei dovrete dedicare tutte le attenzioni necessarie per metterla in condizione di funzionare sempre, senza nutrire nei suoi confronti più affezione di quella che potreste nutrire per il vostro martello.

IL TEST

Allora, delle due l'una. O avete già commesso un paio di omicidi e siete ricercato da un nugolo di Patrol verdi della Gendarmeria, o avete fatto firmare con un pennarello indelebile alla vostra guida le sue impronte sul cofano motore. In questo secondo caso siete sufficientemente corazzati, anche se non capisco perchè possediate un fuoristrada con tappezzeria in pelle umana e vernice metallizzata.

GUIDA SU ASFALTO

In Africa, se non volete rischiare la pelle in uno scontro frontale o la galera a causa di un investimento, è bene che mettiate nel cassetto ogni riferimento alla guida sulle strade di casa vostra e riconsideriate per intero l’argomento.
Pur essendo la circolazione regolamentata secondo le norme internazionali, strade, veicoli e abilità di guida sono su stardards assai distanti da quelli cui siete abituati, e poichè l’impatto con questa realtà è brusco, è bene che vi facciate in anticipo un’idea di come dovrete comportarvi.

Eccovi un ricco menu di argomenti sui quali riflettere:

IL TEST

Se queste sono le vostre abitudini francamente non credo che avrete un grande avvenire come sahariani. Nella migliore delle ipotesi finirete in galera, nella peggiore (per voi...) il contribuente italiano sarà obbligato a partecipare alle spese per il rimpatrio della vostra salma.

GUIDA SU PISTA

Prima di entrare in argomento vediamo insieme lo specchietto che segue. Indica scorte ed attrezzature che dovrete a vere a bordo a seconda del tipo di pista che vi accingete ad affrontare.
Gli argomenti compresi nella tabella - scorte, uomini, attrezzature - non sono frutto di un pensiero iper prudente ma discendono dalla semplice esperienza diretta. Non sottovalutate le quantità indicate; per la vostra sicurezza.

  B1 B2 B3 C FP
Carburante x1 x1.5 x1.5 x2 x2
Acqua x persona 10 20 20 40 40
Acqua x vettura 20 40 40 60 60
Secchio e corda no no no si si
Ruote di scorta 1 2 2 2 2+1
Officina completa no no si si si
Ricambi no alcuni tutti tutti tutti
Piastre e pale no si si si si
Bussola no 1 1 2 2
Gps no no no si si
Trip computer no no no no si
Binocolo no si si si si
Carte Inc no no si si si
Autorizzazione no si si forse negata
Guida no no no no forse
Meccanico a bordo no no si si si

Nel dettaglio:

Prima di abbandonare l’asfalto, questo cordone ombelicale che dopo venti giorni di deserto desidererete baciare, fate un rapido checkup della situazione:

Se anche una sola risposta a queste domande è “NO” non potete abbandonarlo prima di aver provveduto.

I PROBLEMI DELLA PISTA

LA GUIDA SU SABBIA NEL DETTAGLIO

Sulla sabbia compatta del primo mattino si può procedere assai velocemente, alle volte anche in “quinta”, mentre nelle ore più calde è bene procedere in “quinta ridotta”, che equivale, all’incirca, alla “terza normale”. Il fatto di trovarvi sulle “ridotte” vi permette di tenere il motore sempre su di giri, vicino al suo regime di rotazione massimo. La vettura può marciare in queste condizioni, con l’uso del cambio, dai 50 kmh della “quinta” ai 5 kmh della “prima” ed avete la possibilità di adattare la sua velocità alle condizioni della sabbia tenendo sempre il motore “in coppia”, facendogli cioè esprimere in ogni istante la sua potenza massima.
Oltre al motore sempre “in coppia”, è necessario avere i pneumatici sgonfi, per aumentare la superficie portante del battistrada. 
Si parla di diminuire la pressione da un minimo del 20 % ad un massimo del 40 %, a seconda della consistenza della sabbia, tenendo presente che più si abbassa la pressione meglio si cammina e più si rischia di danneggiare la gomma se la sabbia dovesse nascondere un sasso pericoloso. In ogni caso lo sgonfiaggio delle gomme è tassativo, perchè la differenza con la marcia a pressione stradale è sostanziale e perchè così evitate l’80 % dei possibili insabbiamenti.
Le dune vanno affrontate, oltre che a ruote sgonfie, con le ridotte ed all’alba, anche secondo la linea della massima pendenza, in quanto in salita il carico aumenta sulle gomme più a valle, che sono così due e non una, come accadrebbe se procedeste in diagonale. Sulla linea della massima pendenza non rischiate ribaltamenti laterali e vi è inoltre possibile tornare indietro. Nel caso la vettura non fosse più in grado di avanzare, basta che inseriate la retromarcia (ridotta) e lasciate marciare all’indietro la vettura col gas del minimo, resistendo nel modo più assoluto alla tentazione di toccare i freni. Scendendo dalla parte sottovento della barcana, dopo esservi accertati con un’ispezione a piedi che la vettura non affonderà e non si ribalterà, adotterete la stessa tecnica. In prima ridotta lascerete andare la vettura col gas del minimo, senza mai toccare i freni che potrebbero essere causa di ribaltamento.
Ricordate: sulla sabbia in discesa, prima ridotta, niente sterzate e niente freni !
Se vi trovate nelle tracce di altri veicoli, quando queste diventano molto profonde si forma tra di loro una gobba altrettanto alta che diventa causa di ancoraggio dei differenziali. Prima di immettervi in questi binari bisogna che abbiate ben valutato la profondità delle tracce e la consistenza delle medesime, che possono essere molto molli, e che le affrontiate con le ridotte, il differenziale bloccato e alla massima velocità possibile rinunciando a qualsiasi sterzata. La vettura sicuramente incontrerà resistenza e diminuirà man mano la sua velocità che dovrete compensare con rapidissimi cambi di marcia. Se, arrivati alla prima ridotta, la vettura tendesse a fermarsi e non foste ancora fuori del tratto molle, è inutile insistere affaticando la trasmissione e consumando la frizione.
E’ bene saperlo, la vettura è insabbiata; per cui dovrete spegnere il motore e mettere mano a piastre e pale senza tentare manovre patetiche.

IL DISINCAGLIO

La vettura è dunque ferma, con la sabbia fino ai mozzi delle ruote. Voi siete scesi e la guardate sconsolati. 
Niente paura, basta saper cosa fare ed essere organizzati. E’ inutile che vi mettiate a lavorare e a stancarvi in tanti; questo lavoro va fatto da due persone e basta. Se ce ne sono altre disponibili, queste possono rendersi utili assistendo con l’acqua gli “sterratori”, che di liquidi ne perderanno parecchi.
La sequenza delle operazioni è semplice ed unica, e non va abbreviata nella patetica speranza di ridurre la fatica, rischiando in tal modo di faticare ancor più in una serie di tentativi infruttuosi e di far affondare ulteriormente la vettura.

Altre manovre valide per uscire dalla sabbia non esistono.

Ricordate che il miglior sistema per non insabbiarsi è, sempre, quello di sgonfiare per tempo i pneumatici.

GUIDA NOTTURNA

Su asfalto la prudenza va raddoppiata e la velocità dimezzata, ed è consigliabile disporre di una coppia di fari di profondità angolati in modo da illuminare “a giorno” buche e sabbia.
La presenza di luci posteriori sui veicoli dei locali è aleatoria e non aspettatevi alcuna segnalazione da parte di veicoli fermi sulla carreggiata.
La guida notturna su strade soggette a vento di sabbia (segnalate) deve essere ritenuta molto pericolosa. Lingue di sabbia anche modeste che attraversino improvvisamente l’asfalto possono essere causa di gravi incidenti, ancor più in caso di sorpasso che in queste condizioni deve essere ritenuto pazzesco.
Su pista la guida notturna in linea di massima è proibita dalla legge, anche se difficilmente qualcuno potrebbe contestarvi l’infrazione. A meno che non si tratti di una pista B1 o di una B2 facile e assai ben segnalata, è enormemente difficile procedere con profitto mentre è enormemente facile perdere ogni cognizione dello spazio. Inoltre col buio buche e sabbia rappresentano ostacoli più pericolosi, per non parlare delle balises, che senza luna non le vedreste nemmeno a mezzo metro di distanza.
Il consiglio è unico e categorico: bivaccate sempre al calar del sole, anche se vedete di fronte a voi le luci dell’oasi che dovete raggiungere. Non c’è nessuna ragione al mondo perchè dobbiate preferire un campeggio rumoroso alla pace del deserto.

IL GUADO

I rovesci temporaleschi sono molto violenti, anche se relativamente brevi, ed il letto di un oued può riempirsi totalmente anche in meno di un’ora. In tempi non altrettanto brevi ridiviene transitabile una volta che sia cessata la pioggia; da uno a due o tre giorni per il ritiro dell’acqua, altrettanto per la solidificazione del fango prodotto dalla piena.
Se vi trovate su strada asfaltata, con la carreggiata invasa dalle acque, bisogna che vi fermiate e scendiate per saggiare la possibilità di guado. L’oued va attraversato per l’intera sua larghezza a piedi e, se la corrente è sensibile, è bene che vi leghiate in vita con 20-30 metri di fune al bullbar della vettura.
La massima profondità di guado accettabile deve essere ritenuta, se la vettura non è stata specificamente preparata, quella del bordo inferiore delle portiere anteriori. Questa misura non va superata se non volete rischiare l’arresto della vettura nel bel mezzo delle acque ma attenzione ! Alcune Land Rover hanno una batteria sotto il pianale lato conducente !
Ancora, attenzione a non uscire dal nastro asfaltato, per nessun motivo; affondereste nel fango. Ho visto camions affogati nella melma sino al parabrezza nel tentativo di forzare un guado chiuso dalla polizia.
Se vi trovate in pista, le cose si complicano poichè, oltre a quanto sopra esposto, dovete preoccuparvi del fondo del guado, della sponda d’entrata e di quella d’uscita, che magari non sono dirimpettaie. Se il fondo è sabbioso non se ne parla di tentare; l’impantanamento è assicurato. Se invece il fondo è sassoso potete provare, ricordando che comunque la corrente tender a scavare sotto le ruote della vettura che potrebbero perdere la loro aderenza. Le sponde vanno ben valutate, specie quella d’uscita che, se troppo ripida, potrebbe respingere la vettura quando si troverà colle ruote posteriori frenate perchè ancora in acqua e con l’avantreno, scarico e con poca aderenza, fuori.
Sempre, nel saggiare un guado, dovete percorrere a piedi, bagnandovi, tutto il percorso che la vettura dovrà fare una volta in acqua, anche se le sponde non sono una di fronte all’altra. Anzi, in questo caso, tenere anche conto del verso della corrente rispetto a quello di marcia nell’oued. Ovviamente la vettura incontrerà meno resistenza seguendo la corrente.
Prima di entrare in acqua fate raffreddare a sufficienza il motore, innestate la prima o la seconda ridotta, ed immergetevi a bassa velocità evitando l’onda, che potrebbe innalzare anche al doppio la profondità relativa del guado.
Se il motore aspira acqua siete spacciati. La vettura è persa.

IL TEST

Nessuno vi potrà fermare ! Siete invincibili ! Di più...siete immortali !

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CLASSIFICAZIONE DELLE PISTE

Questa classificazione è una mia elaborazione di quella ufficiale adottata dai governi dei paesi sahariani. E' più completa di questa e più chiara nel suo maggior dettaglio.

La classificazione ufficiale divide strade e piste in quattro categorie:

Questa classificazione ha un valore esclusivamente burocratico, è obsoleta e credo che i funzionari più giovani ne ignorino persino l'esistenza. Molte piste classificate come "C", quindi come molto difficili, sono in realtà percorribili anche ad occhi bendati, ma accade anche il contrario. In ogni caso la classificazione non è sufficientemente descrittiva ed è troppo semplificata.

La mia classificazione espansa tenta di supplire a queste mancanze. 
Il grado di pericolosità espresso per ogni categoria si riferisce ad una sola vettura, in perfetto stato di manutenzione, totalmente attrezzata e condotta da un equipaggio preparato di almeno due persone. Un convoglio di più vetture riduce di molto i rischi; gli equipaggi impreparati li elevano.
Il grado di pericolosità si riferisce sempre alla parte più difficile e significativa della pista.

Per valutare il grado di pericolosità nel caso di un guasto alla vostra vettura isolata:

Il traffico viene valutato in vetture/tempo:

Se viaggiate con quattro Unimog attrezzati con ponte radio e stazione satellitare, possedete uno schiavo negro che in albergo sta in onda 24 ore su 24, e la vostra American Express Platinum vi consente di noleggiare un paio di elicotteri di soccorso, non dovete preoccuparvi di queste sciocchezze nel caso vi smarriate dietro qualche duna.
Per voi tutte le porte sono e resteranno sempre spalancate.

CATEGORIA "B": piste normali
Piste tracciate e segnalate, percorse giornalmente almeno da un veicolo. Non presentano pericoli di nessun genere.
Class. Descrizione Pericolosità Traffico
B1 Pista breve, perfettamente segnalata o con tracciato obbligato ed impossibile da smarrire. Non richiede scorte di alcun genere nè vetture speciali o specialmente attrezzate purchè non ci si allontani nemmeno di un metro dal tracciato base. Nulla G
B2 Pista con segnalazioni da continue a scarse, ma con tracciato base evidente; varianti chiare e spesso segnalate. E' consigliata, ma non necessaria una vettura a trazione integrale. Se si abbandona il tracciato base per una variante la classificazione può salire al gruppo C.  Molto bassa G
B3 Come B2 ma con problemi di circolazione dovuti al fondo pessimo, alla sabbia molle, a varianti obbligate difficili, ad improvvise e consistenti interruzioni della segnaletica. Possibili problemi di orientamento e navigazione. Bassa G - S1

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CATEGORIA "C": piste difficili
Le piste appartenenti a questa categoria sono tutte tracciate ma la segnaletica è generalmente scarsa o assente.

Class. Descrizione Pericolosità Traffico
C1 Pista tracciata ma priva di segnaletica o con segnalazioni casuali, molte varianti. Terreno misto con passaggi che richiedono attenzione. E' necessaria la capacità di orientarsi in continuazione e di saper tracciare una rotta.  Media S1
C2 Pista con tracce approssimative e priva di punti di riferimento certi. Varianti con tracce vecchie che spesso finiscono nel nulla. Terreno con tratti di consistente difficoltà. Orientamento problematico, navigazione difficile. Alta S1 - S2
C3 Come C2 ma con problemi di marcia dovuti alla topografia, a cordoni di dune da superare, al vento di sabbia e a qualunque accidente possa rendere improvvisamente la pista impraticabile o farne scomparire ogni traccia. Molto alta S3 - S4

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CATEGORIA "FP": fuori pista
Le piste appartenenti a questa categoria non sono tracciate, la segnaletica è inesistente, il traffico del tutto assente.

   
Class. Descrizione Pericolosità Traffico
FP1 Pista abbandonata o tracciato di vecchia carovaniera con pozzi d'acqua buona lungo il suo tracciato. Tracce molto vecchie e confuse, parziali e poco affidabili, ma orientamento generalmente non difficile. Molto alta S4 - x
FP2 Pista abbandonata o tracciato di vecchia carovaniera con pochi pozzi d'acqua bevibile disponibili. Tracce pressochè assenti, punti di riferimento scarsi. Orientamento problematico.  Molto alta x
FP3 Nessuna pista abbandonata nè vecchia carovaniera. Pozzi d'acqua insabbiati lungo il suo tracciato o con acqua bevibile a notevole distanza. Orientamento difficile o impossibile in condizioni avverse.  Estrema x
FP4 Terreno vergine senza un goccia d'acqua disponibile a nessuna distanza. Corrispondenza tra mappe e terreno dubbia. La conformazione topografica in alcuni tratti può rendere impossibile il ritorno sulle proprie tracce. Terreno imprevedibile, orientamento casuale ed inaffidabile. ?? x

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