NON PARLARE AL CONDUCENTE...
Molto probabilmente questo capitolo vi
deluderà e non è escluso che finiate per interromperne con rabbia la
lettura non trovandoci quello che vi aspettate.
In tal caso vi assicuro che la cosa non mi addolorerebbe neanche un po’, che non
sono minimamente interessato al fatto che leggiate o meno questo materiale
che, evidentemente, non vi occorre.
Molti di coloro che desiderano andare nel
Sahara, in realtà aspirano a creare le condizioni per un uso del loro
fuoristrada così come i mass media lo presentano nei servizi
giornalistici sulle diverse corse che infestano l’Africa.
Ora, dovendo proseguire insieme in questo
viaggio alternativo nel Grande Vuoto, sarà necessario trovare un accordo.
Io cercherò di reprimere i miei
giudizi di totale condanna per queste manifestazioni di spreco assurdo e
di disprezzo per la vita umana, autentico schiaffo alla miseria e alla
dignità di popolazioni che hanno da sempre il semplice problema della
sopravvivenza. Giudizi dei quali terrete il conto che la vostra coscienza
vi suggerirà di tenere.
Voi vi impegnerete a seguirmi in quest’opera di convincimento
sulla necessità di inquadrare momenti importanti della vita con un’ottica
diversa da quella imposta da persuasori occulti mai paghi del livello di
spinta ai consumi raggiunto.
Se già vi vedevate al volante del vostro
cattivissimo fuoristrada che plana a 150 kmh. sulla sabbia fine dell’Erg
Tihoidaine, impegnati assieme ad altri assatanati in uno squallido raid
organizzato da qualche motorclub di provincia siete veramente “fuoristrada”.
Primo, perchè in questa guida non
troverete neanche una briciola di incoraggiamento a trasformare un viaggio
di conoscenza in un evento pseudo-sportivo.
Secondo, perchè comunque non ne sareste tecnicamente capaci e al primo
serio tentativo di imitare i piloti professionisti finireste per provocare
un incidente grave e forse mortale.
Ricordate cosa ho scritto nel primo
capitolo di questo manuale a proposito delle qualità
morali ?
La vostra vettura sarà solo uno degli strumenti del vostro viaggio, e non
un feticcio al quale rendere sacrifici umani.
A lei dovrete dedicare tutte le attenzioni necessarie per metterla in
condizione di funzionare sempre, senza nutrire nei suoi confronti
più affezione di quella che potreste nutrire per il vostro martello.
IL TEST
- Durante il tragitto
in battello la vettura stracarica di alcuni tunisini vi urta nel fare
manovra e sfregia il vostro bullbar cromato nuovo di zecca. Allora ?
- Alla frontiera col
Niger un agente delle dogane vi ordina di smontare i pannelli delle
portiere per un'ispezione. Mentre voi, con la salivazione azzerata,
tergiversate tentando di spiegare che non sapete come fare senza
danneggiare la tappezzeria in pelle umana, lui inizia a lavorare....
Allora ?
- In pista, la vostra
guida vi dice di fermare la vettura. Lui scende e salta sul cofano
motore per vedere meglio qualcosa in lontananza, mentre i suoi sandali
smerigliano per bene la vernice metallizzata. Allora ?
- Dopo un giorno di
pista la vostra vettura è piena di fech che, orrore degli orrori, si
e insinuato in abbondanza anche sotto il plexiglass del cruscotto
impiastricciando gli strumenti. Allora ?
- Alla fine di questo
giorno di pista scoprite con raccapriccio che la ghirba della vostra
guida,
oscillando per gli scossoni, ha disegnato una bella smerigliatura a
compasso sulla portiera alla quale lui l'ha appesa. Allora ?
Allora, delle due l'una. O avete già
commesso un paio di omicidi e siete ricercato da un nugolo di Patrol verdi
della Gendarmeria, o avete fatto firmare con un pennarello indelebile alla
vostra guida le sue impronte sul cofano motore. In questo secondo caso
siete sufficientemente corazzati, anche se non capisco perchè possediate
un fuoristrada con tappezzeria in pelle umana e vernice metallizzata.
GUIDA SU ASFALTO
In Africa, se non volete rischiare la pelle
in uno scontro frontale o la galera a causa di un investimento, è bene
che mettiate nel cassetto ogni riferimento alla guida sulle strade di casa
vostra e riconsideriate per intero l’argomento.
Pur essendo la circolazione regolamentata secondo le norme internazionali,
strade, veicoli e abilità di guida sono su stardards assai distanti da
quelli cui siete abituati, e poichè l’impatto con questa realtà è
brusco, è bene che vi facciate in anticipo un’idea di come dovrete
comportarvi.
Eccovi un ricco menu di argomenti sui quali
riflettere:
- IN CITTA’
In quelle grandi, come Il Cairo e Algeri, mettersi alla guida di una
vettura è un’impresa coraggiosa.
Caos, velocità, mancanza di segnaletica, polizia dai modi bruschi,
rendono problematico ogni spostamento ed imprese disperate l’entrarvi
ed l’uscirne. Il rischio di restar coinvolti in incidenti è molto
alto, ed una prudenza estrema è d’obbligo per non trovarsi
invischiati in pasticci che farebbero uscire di senno. Se doveste
soggiornare ad Algeri o a Tunisi per un tempo superiore a quello
strettamente necessario ad attraversarle, vi consiglio di servirvi di
un taxi. Ammesso che riusciate ad acciuffarne uno, chiedete prima la
tariffa per la trasferta (i tassametri non ci sono e se ci sono non
funzionano) e se non sapete dove volete andare contrattate un forfait
orario. I taxi sono sempre numerosi e di tre categorie. Quelli
collettivi, che si prendono insieme ad altre persone (fino ad otto..)
e che seguono percorsi pressochè fissi. Quelli normali, che prendete
solo voi ma che in genere sono vecchie carrette ansimanti. Quelli di
lusso, normali vetture, in buono stato e veloci. I prezzi sono in
proporzione alla categoria e alla faccia del cliente; i colori sono il
giallo per i collettivi e i normali, i colori di serie per quelli di
lusso.
- NELLE OASI
Il traffico è tranquillo e rilassato e bisogna solo fare attenzione
ai sensi unici, che vanno rispettati. Il traffico scarso e lento non
autorizza comunque ad ignorare la segnaletica e ad abolire la
segnalazione dei cambi di direzione. Evitate sempre le manovre brusche
e le conversioni ad “U”. Le multe le fanno anche a Reggane !
- STRADE DEL NORD
La rete del Nordafrica è diversificata, nei vari paesi, per
estensione e qualità, con differenze alle volte sostanziali.
Nei paesi del Maghreb, con l’eccezione del Marocco che possiede la
migliore e più estesa rete stradale, l’asfalto si arresta intorno
al 28° parallelo. Data la pressochè totale assenza di opere
stradali, specie ponti e viadotti, il nastro di asfalto appoggia
direttamente sul suolo seguendone fedelmente la conformazione senza
interventi sull’altimetria. Quasi tutte le intersezioni con gli
ouidian sono a livello di alveo che l’asfalto raggiunge con cunette
alle volte assai brusche, e quando l’oued è in piena, il passaggio
è interrotto o soggetto a guado. La segnaletica verticale è buona e
più che sufficiente, mentre sono scarse quella orizzontale e quella
di emergenza, il che rende la guida notturna pericolosa. Lo stato di
manutenzione del manto stradale è variabile ed in genere mediocre, ed
eventuali lavori non sono quasi mai segnalati. Quasi tutte le strade
asfaltate del nord sono affiancate da larghe banchine in terra
battuta, che potete utilizzare per il sorpasso, occupando quella
opposta quando lo effettuate, e la vostra per facilitare quello degli
altri. Attenzione allo scalino con l’asfalto, che alle volte è alto
una decina di centimetri.
Se vedete uno o più sassi adagiati sulla carreggiata, attenzione. Non
sono lì per caso ma sostituiscono la segnalazione d’emergenza, e
sicuramente indicano una buca, un cedimento dell’asfalto, un
accidente qualsiasi.
- STRADE DEL SUD
Si tratta di circa metà della Transahariana, o meglio di ciò che a
seconda degli anni ne resta, e del tratto Arlit - Agadez. Nulla più.
Oltre il 28° parallelo l’asfalto riportato sulla 953 deve essere
inteso come “indicativo” ed il suo stato di manutenzione è
aleatorio e dipendente dagli anni. In alcuni tratti si presenta
talmente malandato e pieno di buche che si può marciare solo in “prima”
e a pochi chilometri all’ora. Altre volte può essere invaso più o
meno estesamente dalla sabbia (ma questo vale anche per il nord) ed il
passaggio a veicoli privi di trazione integrale può risultare
interdetto. Ancora, può non esistere più, in quanto “grattato”
integralmente via in attesa, chissà quando, della nuova asfaltatura.
Oppure si può presentare bello liscio, steso di fresco, ma totalmente
invaso da file di sassi che stanno ad indicare la sua non
transitabilità in attesa dell’asciugatura (fioccano multe assai
salate per i camions e i fuoristrada che se ne infischiano). Quando
per uno di questi motivi il nastro d’asfalto è intransitabile, si
aprono ai suoi lati delle piste dal fondo pessimo, che a volte si
allontanano notevolmente da esso e quasi sempre senza segnalazioni.
- SABBIA E BUCHE
Sulle strade nazionali i pericoli maggiori sono rappresentati dalle
buche isolate, profonde e visibili solo a pochi metri di distanza, che
possono provocare il ribaltamento della vettura che vi piombasse sopra
in velocità. E dalla sabbia, il cui spessore e la cui consistenza non
sono valutabili da bordo e che causa gli stessi incidenti delle buche.
Attenzione al diritto di precedenza. Se dovete invadere la corsia
opposta per evitare l’ostacolo, non avete la precedenza sui veicoli
provenienti in senso contrario.
Anche se il traffico è assai rado non vi addormentate. Quando siete
superati o incrociate un semirimorchio fate molta attenzione allo
spostamento d’aria che questi enormi automezzi provocano correndo a
tutta birra.
- CENTRI ABITATI
Attraversando i centri abitati, anche quelli minimi, occhio ai “ralentisseur”
(in genere segnalati), sorta di cordoli in cemento posati di traverso
per tutta la larghezza della carreggiata per obbligare i veicoli a
ridurre la loro velocità a passo d’uomo. Fate inoltre molta, ma
molta attenzione ai bambini e ai ciclisti. I primi sciamano sulla
nazionale all’uscita da scuola, i secondi sembrano tutti ubriachi.
Se fate male a qualcuno dovrete vedervela prima con la folla e poi con
la polizia.
- VELOCITA’
E’ sempre, deve essere sempre bassa. Punte di 80-100 kmh devono
essere ritenute eccezionali e raggiungibili solo su rettilinei sgombri
e perfetti, senza comunque “assopirsi” sulla velocità perchè il
fondo può cambiare repentinamente e senza alcuna segnalazione. La
guida dei locali è in genere prudente e lenta, mentre gli autobus di
linea marciano come forsennati e costituiscono un pericolo. I sorpassi
risultano lunghi e vanno favoriti in ogni modo o si rischia lo
schianto frontale. Una media prudente può essere stabilita sui 70-80
kmh su asfalto buono, 10-20 kmh in meno se le sue condizioni sono
incerte.
- LA POLIZIA
La sua presenza sulla strada implica, nel 99,9 % dei casi, l’alt.
Tanto vale, come la vedete, rallentare ed accostare senza aspettare la
segnalazione. Il controllo sarà comunque lungo, per cui è inutile
aspettare seduti al posto di guida col motore acceso. Spegnetelo,
slacciate le cinture di sicurezza (sono obbligatorie ovunque !) e
scendete armati di molta disponibilità anche se siete stanchi e siete
stati fermati già altre quattro volte. L’agente non lo sa, non gli
interessa, ed è desideroso, con la scusa del controllo, di fare
quattro chiacchiere con voi e di gettare un’occhiata alla vostra
vettura. Siate cortesi e gentili, senza dar cenni d’insofferenza e
di premura e sarete ripagati nel migliore dei modi: un saluto militare
ed un “bon voyage” in tempi brevi. A proposito, non fermarsi all’alt
o fare inversione di marcia di fronte al posto di blocco è un’infrazione,
a dir poco, assai grave. In Mali, in Niger ed in Mauritania i militari
sparano senza tanti complimenti !
- CAMIONS
E’ più esatto dire semirimorchi; sono enormi e viaggiano a
velocità sostenuta. Poichè hanno ruote colossali e sono quasi tutti
di proprietà dello stato, gli autisti se ne infischiano delle
condizioni del manto stradale e procedono a tutta birra. Quelli ancora
più grandi, alti come villette unifamiliari, che trasportano
abitazioni prefabbricate per operai in blocchi di tre (!!) caricati di
traverso sul pianale, procedono invece lentamente. Se li incrociate o
li sorpassate dovete esser disposti a passare sotto il prefabbricato
che sporge di tre metri ad un paio di metri d’altezza, o ad uscire
di strada.
- INCIDENTI
Sono rari, ma solo in virtù dello scarso traffico. In caso giungiate
sul luogo di un incidente, siete obbligati a fornire tutto l’aiuto
possibile ad eventuali feriti, evitando di spostare gli automezzi ed
avvertendo la polizia appena possibile. Se c’è sangue attenzione a
calzare dei guanti (AIDS). Se avete la sventura di esservi coinvolti,
correte il rischio di trovarvi al centro dell’ira dei locali, specie
se ci sono feriti o, peggio, morti. In quest’ultimo caso l’arresto
ed il processo sono inevitabili. Se infine doveste esser protagonisti
di un investimento solitario, è semplicemente pazzesco pensare alla
fuga, e, anche se in un primo momento questa è stata la naturale
reazione allo shock, bisogna che vi costituiate alla prima stazione di
polizia. Le possibilità di riuscire ad uscire dal paese e di farla
franca sono nulle.
- CARBURANTE
Anche se sulle strade del Sud le stazioni di servizio non sono
frequenti, non ci sono assolutamente problemi di rifornimento e la
situazione, lentamente, migliora di anno in anno. E' prudente
calcolare scorte di carburante per un massimo di 400 chilometri.
- ACQUA
Dato il fiorire di alcuni “restaurants” lungo gli itinerari più
battuti dai camions, nessuno muore di sete e neanche di sonno, dato
che talvolta è possibile bersi un bel caffè o un tè. Comunque, è
molto difficile, nel Grande Sud, ottenere scorte di acqua potabile
dalle stazioni di servizio o dalle bettole, che eccedano il litro a
persona. Alle scorte di massa bisogna pensare per tempo, al Nord, dove
l’acqua non manca.
- VIVERI
Nelle oasi del Nord si trova tutto o quasi tutto. A sud di Ghardaia
molto meno con una disponibilità aleatoria a seconda della stagione e
dell’anno. Nei piccoli villaggi del “Grande Vuoto” non è
possibile acquistare nulla.
- MEDICINALI
Solo nelle oasi principali e solo per quelli elementari. In caso di
bisogno non c’è che l’ospedale o il presidio medico, sperando per
il meglio.
- FACILITIES
Solo nelle oasi principali, nulla nei centri secondari.
- RICAMBI
Nelle grandi città qualcosa si trova per Land Rover o per Toyota.
Nelle oasi, anche in quelle grandi, non c’è assolutamente nulla.
IL TEST
- Prendete d’ufficio
la precedenza su chi viene da sinistra solo perchè è un vostro
diritto ?
- Fate il “pelo” ai
ciclisti perchè così imparano a starsene alla loro destra ?
- Ai semafori partite
col motore imballato quando scatta il giallo ?
- “Mangiate” sempre
la targa dei veicoli lenti che avete davanti tanto per indurli a
togliersi dai piedi ?
- “Mirate” al
pedone che incautamente attraversa il vostro cammino per farlo morire
di spavento con una frenata millimetrica dell’ultimo istante ?
- Aspettate sempre di
essere in riserva per rifornirvi di carburante ?
Se queste sono le vostre abitudini
francamente non credo che avrete un grande avvenire come sahariani. Nella
migliore delle ipotesi finirete in galera, nella peggiore (per voi...) il
contribuente italiano sarà obbligato a partecipare alle spese per il
rimpatrio della vostra salma.
GUIDA SU PISTA
Prima di entrare in argomento vediamo
insieme lo specchietto che segue. Indica scorte ed attrezzature che
dovrete a vere a bordo a seconda del tipo
di pista che vi accingete ad affrontare.
Gli argomenti compresi nella tabella - scorte, uomini, attrezzature - non
sono frutto di un pensiero iper prudente ma discendono dalla semplice
esperienza diretta. Non sottovalutate le quantità indicate; per la vostra
sicurezza.
| |
B1 |
B2 |
B3 |
C |
FP |
| Carburante |
x1 |
x1.5 |
x1.5 |
x2 |
x2 |
| Acqua
x
persona |
10 |
20 |
20 |
40 |
40 |
| Acqua x vettura |
20 |
40 |
40 |
60 |
60 |
| Secchio e corda |
no |
no |
no |
si |
si |
| Ruote di scorta |
1 |
2 |
2 |
2 |
2+1 |
| Officina completa |
no |
no |
si |
si |
si |
| Ricambi |
no |
alcuni |
tutti |
tutti |
tutti |
| Piastre e pale |
no |
si |
si |
si |
si |
| Bussola |
no |
1 |
1 |
2 |
2 |
| Gps |
no |
no |
no |
si |
si |
| Trip computer |
no |
no |
no |
no |
si |
| Binocolo |
no |
si |
si |
si |
si |
| Carte Inc |
no |
no |
si |
si |
si |
| Autorizzazione |
no |
si |
si |
forse |
negata |
| Guida |
no |
no |
no |
no |
forse |
| Meccanico a bordo |
no |
no |
si |
si |
si |
Nel dettaglio:
-
CARBURANTE
E’ indicato il fattore di moltiplicazione della scorta di carburante
necessaria alla vostra vettura per la marcia in pista. La vostra Range
Rover consuma mediamente 20 lt. di gasolio ogni cento chilometri ?
Bene, per coprire il tratto C1 Zaouatallaz-Hassi Bel Guebbour di circa
800 km. vi occorrono 160x2=320 litri di carburante. Non lo consumerete
certo tutto, ma potreste smarrire la pista, insabbiarvi più volte,
percorrere varianti più lunghe....
- ACQUA
Le quantità indicate, multiple di 20 litri, che è il contenuto di
una tanica, si riferiscono a viaggi effettuati in autunno o in inverno
per tratte non più lunghe di una settimana. Informazioni più precise
sulle quantità necessarie all’organismo le troverete nel capitolo
dedicato all’alimentazione. Le scorte per persona si sommano a
quelle per vettura.
- SECCHIO E CORDA
40 metri di corda e un secchio da 8-10 litri sono obbligatori per
integrare le scorte d'acqua ogni volta che se ne presenta la
possibilità.
- RUOTE DI SCORTA
Da B2 in su occorrono sempre due ruote complete. Fuori pista può
esser sufficiente aggiungere il solo pneumatico come terza ruota di
scorta, se si hanno anche le camere d’aria.
- OFFICINA E RICAMBI
Insisto sul concetto che è inutile portare attrezzi e ricambi che non
si sanno adoperare e sostituire da soli ed in condizioni disagiate.
Mancando questo requisito è prudente lasciare le piste di tipo C ed
il fuori pista “fuori” dei vostri programmi.
- MECCANICO
Su piste di tipo C e fuori pista un componente dell’equipaggio deve
avere cognizioni approfondite di meccanica automobilistica. E’ il
corollario del postulato precedente, che implica un grado di capacità
superiore al semplice saper adoperare una chiave inglese.
- ATTREZZI PER IL DISINCAGLIO
Al minimo una coppia di piastre da sabbia ed una di pale. Se la sabbia
è veramente tanta e molle è meglio portare a quattro il numero delle
piastre.
- STRUMENTI E CARTE
Se si fa a meno della Guida, da C1 in su il GPS è tassativo. Quindi
anche le carte.
- AUTORIZZAZIONE
E’ quella che rilasciano le autorità - Polizia o Protezione Civile
- per, dicono loro, la vostra sicurezza. In realtà non viene
effettuato nessun tipo di riscontro tra partenze ed arrivi, ragion per
cui in caso di disastro le ricerche scattano solo quando i parenti
reclamano ! Non decade l’obbligo di ottenerla dove previsto. Le
vecchie volpi del Sahara ne fanno a meno perchè sanno come evitare di
esser presi in castagna.
Prima di abbandonare l’asfalto, questo
cordone ombelicale che dopo venti giorni di deserto desidererete baciare,
fate un rapido checkup della situazione:
- Avete fatto il pieno
TOTALE di carburante ?
- Avete fatto il pieno
TOTALE di acqua ?
- Avete controllato il
LIVELLO dell’olio motore ?
- Le gomme di scorta
sono GONFIE ?
- Sapete DOVE vi
trovate ?
- Sapete DOVE dovete
passare ?
- Sapete DOVE dovete
andare ?
- Avete BLOCCATO le
ruote libere ?
Se anche una sola risposta a queste domande
è “NO” non potete abbandonarlo prima di aver provveduto.
I PROBLEMI DELLA PISTA
- MARCIA IN CONVOGLIO
Se fate parte di un gruppo di più vetture
(ma io spero di no...) quella con a bordo la guida, o comunque la persona
più esperta di navigazione, deve essere sempre in testa. In coda deve
trovarsi la vettura con a bordo l’officina e, possibilmente, un esperto
in meccanica. La carovana si sposta sempre a vista, e, nei percorsi
particolarmente impegnativi, col seguente metodo:
fari di profondità accesi (di giorno !), occhio nello specchietto
retrovisore.
Se i fari della vettura che segue scompaiono, arrestate immediatamente la
marcia senza spegnere il motore, finchè non ricompaiono. In tal modo la
scomparsa di una vettura, qualunque sia il posto che occupa nella
carovana, provoca l’arresto di tutte quelle che sono avanti e il
ricompattamento con quelle che seguono.
La carovana non procede rigorosamente incolonnata, ma aperta a ventaglio
controvento, in modo che le vetture che seguono la prima non debbano
mangiare la polvere di quelle che precedono. A tappe fisse, per esempio
ogni cinquanta chilometri, la vettura di testa si arresta e attende di
essere raggiunta dalle altre, per un rapido controllo sull’”OK”
generale e su eventuali necessità individuali di fermata.
La vettura di testa ha la responsabilità della navigazione, e le sue
indicazioni non devono essere disattese nè discusse dalle altre vetture,
che devono limitarsi a seguirla senza mai perdere il contatto visivo. La
vettura di coda deve accertarsi di esserlo sempre, e non deve mai, per
nessun motivo effettuare sorpassi, che comunque è buona norma siano
evitati anche dalle vetture di centro.
Se siete soli non dovrete preoccuparvi di compagni imbranati che perdono
le vostre tracce o che non hanno la più pallida idea di dove stanno
andando. Se riuscite ad acciuffate un camion che fa la vostra stessa pista
non abbiate remore nè vergogne: seguitelo ciecamente, potete fidarvi.
Ma attenzione!
Spesso i camions viaggiano anche di notte e se decidete di proseguire con
lui non dovete perdere di vista neanche per un istante le sue luci di
posizione.
Se invece vi imbattete in turisti come voi non smettete di ragionare con
la vostra testa, neanche se lo chef dell’altra vettura fa il gradasso e
si riempie la bocca di superiorità, presunta o reale.
Certo, se chi vi parla è Ahmed Jakal di Tazrouk...
- LA SABBIA
Può essere molle o consistente, ed è di fondamentale importanza che
impariate a riconoscerla a vista da bordo.
Ogni qualità di sabbia è molto più consistente la mattina, fin poco
dopo l’alba, che in tutto il resto della giornata.
E’ quindi una buona scelta quella di fermarsi per il bivacco notturno
prima di un punto chiave con sabbie molli, per poterlo affrontare
immediatamente la mattina dopo, piuttosto che piombarci sopra a
mezzogiorno.
Negli avvallamenti possono accumularsi, per effetto del vento, quantità
enormi di sabbia che hanno consistenza minima e che possono essere causa
di insabbiamenti gravi anche per vetture a trazione integrale. Sui dossi
invece la sabbia è quasi sempre molto compatta, sempre che non si tratti
di dune.
Nel superamento di cordoni di dune, tenete conto del fatto che il lato
sottovento della barcana è molto più ripido di quello sopravento, e che
ciò comporta sia il pericolo di ribaltamento, sia l’impossibilità
(quasi sempre) di tornare indietro superando di nuovo lo stesso cordone.
Fare inversione di marcia sul pendio di una duna vuol dire quasi
sicuramente rovesciarsi di lato dato che, con l’affondamento sotto
carico delle ruote a valle, la vettura supererà di certo il suo angolo di
ribaltamento laterale.
- IL FECH FECH
E’ una polvere finissima, tipo farina “00”, che si forma in specie
sulle piste battute da camions. Profonda normalmente da qualche centimetro
a qualche decimetro, provoca nuvole enormi che soffocano le vetture che
seguono nascondendole alla vista e rendendo difficile la marcia della
carovana. Pozze di fech profonde sono assai rare, ma nel contempo
pericolose, in quanto la malcapitata vettura che vi dovesse finire sopra
affonderebbe senza incontrare nessuna resistenza. Un insabbiamento maligno
nel fech può portare via anche un’intera giornata per il disincaglio di
una 4x4, ed una 2x4 può rimanervi per sempre.
- LA TOLE ONDULEE
Si forma, essenzialmente, a causa del passaggio continuo di mezzi pesanti,
ed è caratterizzata dalla lunghezza delle onde e dalla loro altezza. Si
va da misure di pochi centimetri per l’una e per l’altra sino a
lunghezze di un metro per altezze di alcuni decimetri, e spesso invade le
piste per decine di chilometri in larghezza, tanto che risulta vano il
cercare di evitarla.
Quando altezza e larghezza delle onde sono contenute in qualche
centimetro, ma è cosa assai rara, può essere conveniente spingere la
vettura oltre i 70 kmh, tanto da “planare” sulla tole. Nella
stragrande maggioranza dei casi invece non sarà possibile procedere in
questo modo e dovrete rassegnarvi ad una media di 15-20 kmh se non volete
distruggere la vettura.
Si legge in molte guide di come la tole richiederebbe, sempre, una guida
veloce per limitare il fastidio da essa provocato.
E’ un consiglio sconsiderato, che comporterebbe la sicura distruzione, dopo un certo
numero di chilometri, degli ammortizzatori e di altri componenti, e che
comunque implica gravi rischi dal momento che l’aderenza non sarebbe
più sufficiente a permettere manovre di sterzo e di freni.
Per il viaggiatore sahariano il problema non è quello di percorrere 150
km di tole onduleé in due ore rischiando di disintegrare la vettura o il
ribaltamento, ma quello di giungere SEMPRE con la vettura in ordine a
destinazione, fosse anche dopo dieci ore. Sulla tole è opportuno
procedere ad un abbassamento di pressione dei pneumatici. Migliorano
comfort ed aderenza e la vettura subisce meno sollecitazioni. La riduzione
di pressione non deve eccedere il 10%.
- LA MONTAGNA
Le piste di montagna sono molto difficili, assai accidentate e con
pendenze alle volte incredibili (anche 20 % !).
Se le affrontate in periodi di
“secca”, lontano da piogge recenti, il passaggio è sempre assicurato,
altrimenti è necessario informarsi sulla loro reale transitabilità. La
pioggia può portare via interi tratti di pista.
Nell’affrontare forti pendenze regolatevi come per le dune. Sia in
salita che in discesa, innestate per tempo la prima o la seconda ridotta,
non frenate, poco gas. State alla larga dal bordo esterno della pista, che
può tranquillamente franare scaricando voi e la vostra vettura a valle.
La media sostenibile in montagna è assai bassa, come sulla tole; non più
di 10-20 kmh.
Sempre se intendete riportare la vettura a casa.
- IL REG
Quelle di reg sono le piste più confortevoli, alle volte lisce come l’asfalto
e non presentano che un problema: quello della velocità. Infatti, più
sono scorrevoli e più la velocità si alza, ma i pericoli rimangono nella
veste di rigole, o canali di scorrimento delle acque, trasversali al senso
di marcia. Hanno larghezza e profondità da qualche decina di centimetri
ad un metro e più e non sono visibili che quando ci si è sopra. Se ci
finite dentro a tutta velocità, il salto è assicurato, il ribaltamento
probabile.
Le piste di reg presentano sovente molti passaggi di fech, pertanto
tenetevi alla larga, molto alla larga, quando incrociate i semirimorchi,
se non volete restare seppelliti in una nuvola di polvere per alcuni
interminabili minuti. Se il passaggio di fech è stretto ed obbligato, non
incrociate mai, per nessun motivo, altri veicoli. Dietro a quello che vi
viene incontro, nascosto dal nuvolone di polvere, ce ne potrebbe essere un
altro che decide, pur non vedendo assolutamente nulla, il sorpasso mentre
voi incrociate.
Molti automobilisti morti erano convinti di essere gli unici a circolare
nel Sahara....
- GLI OUIDIAN
Plurale di oued. Costituiscono molto spesso la pista, che scorre nel loro
letto fossile.
In quelli che non vedono acqua da centinaia o migliaia di anni, grandi
alle volte come il Nilo, il fondo può essere costituito da sabbia fine
più o meno consistente ed è liscio come un biliardo. In questi casi la
marcia è una vera bellezza e l’orientamento è spesso semplificato.
Altri ouidian, sempre fossili, hanno invece il letto invaso da pietrame e
sono un martirio per le gomme e per il sistema nervoso.
Quei torrenti che hanno visto acqua di recente infine, presentano i loro
letti sconvolti ed invasi da una fastidiosa vegetazione. Le acque li hanno
scavati profondamente e le loro sponde sono talmente alte che entrarvi ed
uscirne può essere un problema serio da risolvere a colpi di pala.
Se
siete persone molto sfortunate non sfidate la sorte bivaccando nel letto
di uno di questi ouidian !
Potrebbe riempirsi in un baleno.
Gli ouidian sono infidi. Non fate conto sulla compattezza della sabbia,
che non è detto sia sempre in grado di sostenere la vostra vettura. Non
fidatevene troppo per l’orientamento che non è sempre chiaro a causa
delle migliaia di affuenti, spesso importanti, che li intersecano.
- IL MARCOUBA
“Erba per montoni”, è il massimo della disgrazia, in quanto assomma
le caratteristiche della tole onduleé e quella della sabbia molle. In
effetti si tratta di zone di sabbia cedevole con tanti ciuffi d’erba
duri che vi crescono sopra. Se procedete troppo lentamente rischiate l’insabbiamente,
se andate troppo forte date una bella “frullata” alla vettura e
rischiate ribaltamento e morbo di Parkinson come sulla tole. Per fortuna
il Marcouba è raro, ma i nove chilometri in salita sulla pista
Tessalit-Gao sono indimenticabili, e alle 2x4 possono anche costare una
settimana di lavoro; una media di 1,4 kmg (chilometri al giorno...).
LA GUIDA SU SABBIA
NEL DETTAGLIO
Sulla sabbia compatta del primo mattino si
può procedere assai velocemente, alle volte anche in “quinta”, mentre
nelle ore più calde è bene procedere in “quinta ridotta”, che
equivale, all’incirca, alla “terza normale”. Il fatto di trovarvi
sulle “ridotte” vi permette di tenere il motore sempre su di giri,
vicino al suo regime di rotazione massimo. La vettura può marciare in
queste condizioni, con l’uso del cambio, dai 50 kmh della “quinta”
ai 5 kmh della “prima” ed avete la possibilità di adattare la sua
velocità alle condizioni della sabbia tenendo sempre il motore “in
coppia”, facendogli cioè esprimere in ogni istante la sua potenza
massima.
Oltre al motore sempre “in coppia”, è necessario avere i pneumatici
sgonfi, per aumentare la superficie portante del battistrada.
Si parla di diminuire la pressione da un minimo del 20 % ad un massimo del
40 %, a seconda della consistenza della sabbia, tenendo presente che più
si abbassa la pressione meglio si cammina e più si rischia di danneggiare
la gomma se la sabbia dovesse nascondere un sasso pericoloso. In ogni caso
lo sgonfiaggio delle gomme è tassativo, perchè la differenza con la
marcia a pressione stradale è sostanziale e perchè così evitate l’80
% dei possibili insabbiamenti.
Le dune vanno affrontate, oltre che a ruote sgonfie, con le ridotte ed all’alba,
anche secondo la linea della massima pendenza, in quanto in salita il
carico aumenta sulle gomme più a valle, che sono così due e non una,
come accadrebbe se procedeste in diagonale. Sulla linea della massima
pendenza non rischiate ribaltamenti laterali e vi è inoltre possibile
tornare indietro. Nel caso la vettura non fosse più in grado di avanzare,
basta che inseriate la retromarcia (ridotta) e lasciate marciare all’indietro
la vettura col gas del minimo, resistendo nel modo più assoluto alla
tentazione di toccare i freni. Scendendo dalla parte sottovento della
barcana, dopo esservi accertati con un’ispezione a piedi che la vettura
non affonderà e non si ribalterà, adotterete la stessa tecnica. In prima
ridotta lascerete andare la vettura col gas del minimo, senza mai toccare
i freni che potrebbero essere causa di ribaltamento.
Ricordate: sulla sabbia in discesa, prima ridotta, niente sterzate e
niente freni !
Se vi trovate nelle tracce di altri veicoli, quando queste diventano molto
profonde si forma tra di loro una gobba altrettanto alta che diventa causa
di ancoraggio dei differenziali. Prima di immettervi in questi binari
bisogna che abbiate ben valutato la profondità delle tracce e la
consistenza delle medesime, che possono essere molto molli, e che le
affrontiate con le ridotte, il differenziale bloccato e alla massima
velocità possibile rinunciando a qualsiasi sterzata. La vettura
sicuramente incontrerà resistenza e diminuirà man mano la sua velocità
che dovrete compensare con rapidissimi cambi di marcia. Se, arrivati alla
prima ridotta, la vettura tendesse a fermarsi e non foste ancora fuori del
tratto molle, è inutile insistere affaticando la trasmissione e
consumando la frizione.
E’ bene saperlo, la vettura è insabbiata; per cui dovrete spegnere il
motore e mettere mano a piastre e pale senza tentare manovre patetiche.
IL DISINCAGLIO
La vettura è dunque ferma, con la sabbia fino ai mozzi delle ruote. Voi
siete scesi e la guardate sconsolati.
Niente paura, basta saper cosa fare
ed essere organizzati. E’ inutile che vi mettiate a lavorare e a
stancarvi in tanti; questo lavoro va fatto da due persone e basta. Se ce
ne sono altre disponibili, queste possono rendersi utili assistendo con l’acqua
gli “sterratori”, che di liquidi ne perderanno parecchi.
La sequenza delle operazioni è semplice ed unica, e non va abbreviata
nella patetica speranza di ridurre la fatica, rischiando in tal modo di
faticare ancor più in una serie di tentativi infruttuosi e di far
affondare ulteriormente la vettura.
- Indipendentemente da quella o quelle che
siano le ruote prive di aderenza bisogna, con le pale, liberarle tutte
e quattro dalla sabbia, sino a che affondino per non pi di 3- 4
centimetri. E’ un lavoro snervante perchè altra sabbia prende il
posto di quella che si toglie.
- Con la paletta piccola bisogna sdraiarsi
in terra e liberare completamente i due ponti, ciascuno avanti e
dietro, e “alleggerire” dalla sabbia anche la pancia della
vettura. E’ la parte più sgradevole del lavoro in quanto la sabbia
si appiccica addosso ovunque, entra nella bocca, nel naso....
- Infilate le piastre da sabbia sotto le
ruote anteriori. Sotto vuol dire sotto e non davanti, per cui se non
ci riuscite bisognerà che solleviate il muso della vettura con la
binda o col martinetto. Le piastre devono avere un’angolazione di
pochi gradi verso l’alto e devono avere sotto di loro sabbia per
tutta la lunghezza.
- Con la prima ridotta ed il differenziale
centrale bloccato (se la vettura è a trazione integrale permanente),
salite sulle piastre e, appena l’avantreno vi è saldamente
poggiato, accelerate cambiando rapidissimamente con la seconda .
Procedete col motore sempre al massimo, al limite del fuori giri, sino
a che non siete, con certezza, su terreno solido. Ricordate che per
accelerare e cambiare marcia avete a disposizione la lunghezza della
piastra. Se il motore cala di giri o eseguite il cambio fuori delle
piastre, la vettura, immancabilmente, si insabbierà di nuovo. Durante
l’uscita dalle piastre nessuno deve trovarsi vicino alla vettura. Se
una piastra mal piazzata salta, uccide.
- Adoperate la stessa tecnica se giudicate
conveniente uscire a marcia indietro. L’unica differenza è che
avete a disposizione una sola marcia e, se il tratto da percorrere
fuori delle piastre non è breve, è più facile insabbiarsi di nuovo
a causa della velocità troppo bassa concessa dalla retromarcia
ridotta.
Altre manovre valide per uscire dalla
sabbia non esistono.
- Il traino non è quasi mai effettuabile perchè la vettura trainante non
può avvicinarsi a sufficienza a quella insabbiata.
- L’uso del verricello e di un’àncora da sabbia è una divertente
amenità buona da raccontarsi in un club di fuoristradisti da semaforo; lì può
darsi che qualcuno vi creda.
- Spingere, anche in dieci persone, due tonnellate di ferro seminterrate
puntando coi piedi sulla sabbia molle, mentre qualcuno al volante consuma
inutilmente la frizione....No comment.
- Le piastre da sabbia non sono sostituibili con tavole in legno, reti
metalliche, lamiera ondulata, tappeti di gomma o altre idiozie del genere.
Ricordate che il miglior sistema per non insabbiarsi è, sempre, quello di
sgonfiare per tempo i pneumatici.
GUIDA NOTTURNA
Su asfalto la prudenza va raddoppiata e la velocità dimezzata, ed è
consigliabile disporre di una coppia di fari di profondità angolati in
modo da illuminare “a giorno” buche e sabbia.
La presenza di luci posteriori sui veicoli dei locali è aleatoria e non
aspettatevi alcuna segnalazione da parte di veicoli fermi sulla
carreggiata.
La guida notturna su strade soggette a vento di sabbia (segnalate) deve
essere ritenuta molto pericolosa. Lingue di sabbia anche modeste che
attraversino improvvisamente l’asfalto possono essere causa di gravi
incidenti, ancor più in caso di sorpasso che in queste condizioni deve
essere ritenuto pazzesco.
Su pista la guida notturna in linea di massima è proibita dalla legge,
anche se difficilmente qualcuno potrebbe contestarvi l’infrazione. A
meno che non si tratti di una pista B1 o di una B2 facile e assai ben
segnalata, è enormemente difficile procedere con profitto mentre è
enormemente facile perdere ogni cognizione dello spazio. Inoltre col buio
buche e sabbia rappresentano ostacoli più pericolosi, per non parlare
delle balises, che senza luna non le vedreste nemmeno a mezzo metro di
distanza.
Il consiglio è unico e categorico: bivaccate sempre al calar del sole,
anche se vedete di fronte a voi le luci dell’oasi che dovete
raggiungere. Non c’è nessuna ragione al mondo perchè dobbiate
preferire un campeggio rumoroso alla pace del deserto.
IL GUADO
I rovesci temporaleschi sono molto violenti, anche se relativamente brevi,
ed il letto di un oued può riempirsi totalmente anche in meno di un’ora.
In tempi non altrettanto brevi ridiviene transitabile una volta che sia
cessata la pioggia; da uno a due o tre giorni per il ritiro dell’acqua,
altrettanto per la solidificazione del fango prodotto dalla piena.
Se vi trovate su strada asfaltata, con la carreggiata invasa dalle acque,
bisogna che vi fermiate e scendiate per saggiare la possibilità di guado.
L’oued va attraversato per l’intera sua larghezza a piedi e, se la
corrente è sensibile, è bene che vi leghiate in vita con 20-30 metri di
fune al bullbar della vettura.
La massima profondità di guado accettabile deve essere ritenuta, se la
vettura non è stata specificamente preparata, quella del bordo inferiore
delle portiere anteriori. Questa misura non va superata se non volete
rischiare l’arresto della vettura nel bel mezzo delle acque ma
attenzione ! Alcune Land Rover hanno una batteria sotto il pianale lato
conducente !
Ancora, attenzione
a non uscire dal nastro asfaltato, per nessun motivo; affondereste nel
fango. Ho visto camions affogati nella melma sino al parabrezza nel
tentativo di forzare un guado chiuso dalla polizia.
Se vi trovate in pista, le cose si complicano poichè, oltre a quanto
sopra esposto, dovete preoccuparvi del fondo del guado, della sponda d’entrata
e di quella d’uscita, che magari non sono dirimpettaie. Se il fondo è
sabbioso non se ne parla di tentare; l’impantanamento è assicurato. Se
invece il fondo è sassoso potete provare, ricordando che comunque la
corrente tender a scavare sotto le ruote della vettura che potrebbero
perdere la loro aderenza. Le sponde vanno ben valutate, specie quella d’uscita
che, se troppo ripida, potrebbe respingere la vettura quando si troverà
colle ruote posteriori frenate perchè ancora in acqua e con l’avantreno,
scarico e con poca aderenza, fuori.
Sempre, nel saggiare un guado, dovete percorrere a piedi, bagnandovi,
tutto il percorso che la vettura dovrà fare una volta in acqua, anche se
le sponde non sono una di fronte all’altra. Anzi, in questo caso, tenere
anche conto del verso della corrente rispetto a quello di marcia nell’oued.
Ovviamente la vettura incontrerà meno resistenza seguendo la corrente.
Prima di entrare in acqua fate raffreddare a sufficienza il motore,
innestate la prima o la seconda ridotta, ed immergetevi a bassa velocità
evitando l’onda, che potrebbe innalzare anche al doppio la profondità
relativa del guado.
Se il motore aspira acqua siete spacciati. La vettura è persa.
IL TEST
- Questo capitolo vi fa
sorridere perchè nelle prove di qualificazione per la partecipazione
al noto raduno nazionale di fuoristradisti siete usciti "a
strappo" da una buca con mezzo metro di fango ? (Tra gli applausi
degli spettatori, naturalmente...)
- Pensate che con i sei
fari che avete sul tetto potrete planare di notte sulla tole a 120 kmh.
e, se necessario, bruciare le rètine agli agenti della gendarmeria
che osassero fermarvi ? (Dio ha spento la luce ? Voi la riaccendete...)
- Vi vedete con una
Marboro tra le labbra mentre, seduti sul parafango della vostra Range
con le gambe in acqua, vi apprestate a far riemerge il vostro
sottomarino ? (Tanto c'è lo snorkel...)
- Avete montato un bel
verricello da 3 tons. sul muso della vostra vettura ? (Con
telecomando, mi raccomando...)
Nessuno vi potrà fermare ! Siete
invincibili ! Di più...siete immortali !
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CLASSIFICAZIONE
DELLE PISTE
Questa classificazione è
una mia elaborazione di quella ufficiale adottata dai governi dei paesi
sahariani. E' più completa di questa e più chiara nel suo maggior
dettaglio.
La classificazione
ufficiale divide strade e piste in quattro categorie:
-
A = strade
asfaltate
-
B1 = piste molto facili
percorribili senza alcuna restrizione
-
B2 = piste difficili
percorribili solo di giorno, in convoglio e con autorizzazione
-
C = piste
chiuse al traffico, salvo concessione di speciale autorizzazione
Questa classificazione ha
un valore esclusivamente burocratico, è obsoleta e credo che i funzionari
più giovani ne ignorino persino l'esistenza. Molte piste classificate
come "C", quindi come molto difficili, sono in realtà
percorribili anche ad occhi bendati, ma accade anche il contrario. In ogni
caso la classificazione non è sufficientemente descrittiva ed è troppo
semplificata.
La mia classificazione
espansa tenta di supplire a queste mancanze.
Il grado di pericolosità espresso per ogni categoria si riferisce
ad una sola vettura, in perfetto stato di manutenzione, totalmente
attrezzata e condotta da un equipaggio preparato di almeno due persone. Un
convoglio di più vetture riduce di molto i rischi; gli equipaggi
impreparati li elevano.
Il grado di pericolosità si riferisce sempre alla parte più
difficile e significativa della pista.
Per
valutare il grado di pericolosità nel
caso di un guasto alla vostra vettura isolata:
-
Molto basso vuol
dire che basta fare l'autostop o chiedere a qualcuno di rimorchiarvi
fino all'oasi più vicina.
-
Basso significa che
un qualsiasi incidente vi permetterà di ritornare comunque alla base
e, nella maggior parte dei casi, anche di recuperare il mezzo
abbandonato senza impoverirvi.
-
Medio significa che
potete contare sulle stesse possibilità di cavarvela solo se avete
con voi sufficienti scorte d'acqua, gli zaini e la forza per
trascinarvele appresso magari per una settimana. Recuperare la vettura
potrebbe essere un grave colpo per le vostre finanze.
-
Alto che dovrete
lottare fino a 20-30 giorni prima di riuscire ad incontrare un'anima
viva che vi porti soccorso. Le possibilità di recupero della vostra
vettura sono assai scarse ed in ogni caso si risolveranno in un
disastro finanziario.
-
Molto alto che la
conformazione del terreno intorno a voi richiede un allenamento
specifico alla sopravvivenza e una preparazione fisica di prim'ordine.
I vostri nervi devono essere a prova di bomba, il vostro compagno o la
vostra compagna devono essere all'altezza della situazione. Nessuna
possibilità di recuperare il mezzo abbandonato senza che il recupero
venga a costare più della stessa vettura.
-
Estremo che le
probabilità di sopravvivenza sono del tutto aleatorie e legate ad
eventi che non è possibile immaginare. E' lecito pensare che non
uscirete vivi da un'avventura del genere.
Il traffico viene
valutato in vetture/tempo:
-
G
Traffico da alto a scarso ma comunque sempre giornaliero.
-
S1 C'è la
possibilità di incrociare almeno una vettura nell'arco di 7 giorni.
-
S2 Idem
nell'arco di 2 settimane.
-
S3 Di 3
settimane.
-
S4 Di un mese.
-
X Nessuna
vettura transita mai nei luoghi descritti.
Se viaggiate con quattro
Unimog attrezzati con ponte radio e stazione satellitare, possedete uno
schiavo negro che in albergo sta in onda 24 ore su 24, e la vostra
American Express Platinum vi consente di noleggiare un paio di elicotteri
di soccorso, non dovete preoccuparvi di queste sciocchezze nel caso vi
smarriate dietro qualche duna.
Per voi tutte le porte sono e resteranno sempre spalancate.
CATEGORIA
"B": piste normali
Piste tracciate e segnalate, percorse giornalmente almeno da un
veicolo. Non presentano pericoli di nessun genere. |
| Class. |
Descrizione |
Pericolosità |
Traffico |
| B1 |
Pista
breve, perfettamente segnalata o con tracciato obbligato ed
impossibile da smarrire. Non richiede scorte di alcun genere nè
vetture speciali o specialmente attrezzate purchè non ci si
allontani nemmeno di un metro dal tracciato base. |
Nulla |
G |
| B2 |
Pista con
segnalazioni da continue a scarse, ma con tracciato base evidente;
varianti chiare e spesso segnalate. E' consigliata, ma non
necessaria una vettura a trazione integrale. Se si abbandona il
tracciato base per una variante la classificazione può salire al
gruppo C. |
Molto
bassa |
G |
| B3 |
Come B2
ma con problemi di circolazione dovuti al fondo pessimo, alla sabbia
molle, a varianti obbligate difficili, ad improvvise e consistenti
interruzioni della segnaletica. Possibili problemi di orientamento e
navigazione. |
Bassa |
G
- S1 |
|
TORNA
SU |
|
CATEGORIA
"C": piste difficili
Le piste appartenenti a questa categoria sono tutte tracciate ma
la segnaletica è generalmente scarsa o assente. |
| Class. |
Descrizione |
Pericolosità |
Traffico |
| C1 |
Pista
tracciata ma priva di segnaletica o con segnalazioni casuali, molte
varianti. Terreno misto con passaggi che richiedono attenzione. E'
necessaria la capacità di orientarsi in continuazione e di saper
tracciare una rotta. |
Media |
S1 |
| C2 |
Pista con
tracce approssimative e priva di punti di riferimento certi.
Varianti con tracce vecchie che spesso finiscono nel nulla. Terreno
con tratti di consistente difficoltà. Orientamento problematico,
navigazione difficile. |
Alta |
S1
- S2 |
| C3 |
Come C2
ma con problemi di marcia dovuti alla topografia, a cordoni di dune
da superare, al vento di sabbia e a qualunque accidente possa
rendere improvvisamente la pista impraticabile o farne scomparire
ogni traccia. |
Molto
alta |
S3
- S4 |
|
TORNA
SU |
|
CATEGORIA
"FP": fuori pista
Le piste appartenenti a questa categoria non sono tracciate, la
segnaletica è inesistente, il traffico del tutto assente. |
|
|
| Class. |
Descrizione |
Pericolosità |
Traffico |
| FP1 |
Pista abbandonata o
tracciato di vecchia carovaniera con pozzi d'acqua buona lungo il
suo tracciato. Tracce molto vecchie e confuse, parziali e poco
affidabili, ma orientamento generalmente non difficile. |
Molto
alta |
S4
- x |
| FP2 |
Pista abbandonata o
tracciato di vecchia carovaniera con pochi pozzi d'acqua bevibile
disponibili. Tracce pressochè assenti, punti di riferimento scarsi.
Orientamento problematico. |
Molto
alta |
x |
| FP3 |
Nessuna pista abbandonata
nè vecchia carovaniera. Pozzi d'acqua insabbiati lungo il suo
tracciato o con acqua bevibile a notevole distanza. Orientamento
difficile o impossibile in condizioni avverse. |
Estrema |
x |
| FP4 |
Terreno vergine senza un
goccia d'acqua disponibile a nessuna distanza. Corrispondenza tra
mappe e terreno dubbia. La conformazione topografica in alcuni
tratti può rendere impossibile il ritorno sulle proprie tracce.
Terreno imprevedibile, orientamento casuale ed inaffidabile. |
?? |
x |
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