AD OGNI COSTO - 1a PARTE

2a PARTE

SOPRAVVIVENZA EQUIPAGGIAMENTO LA ROTTA PUNTO DI ABBANDONO HOME PAGE

Tutti i rumori si sono spenti
Avete ancora nelle orecchie i cigolii della vettura ed il rombo del diesel, ma è tutto fermo. 
Per un guasto, per esaurimento del carburante o per qualsiasi altro motivo non siete più in grado di procedere. 
In poche parole, siete appiedati.

Quanto vi dovete preoccupare ?
La risposta dipende:

E’ inutile dettare un decalogo di regole da osservare per evitare di venirsi a trovare in una tale situazione. 
Non esistono dieci o cento regole osservate le quali si è al sicuro; può sempre capitare.
Vi è capitato, ed ora dovete essere in grado di far tutto il necessario per tirarvene fuori e salvare la pelle.

Nel Sahara si naviga in un mare di aneddoti su avventure del genere finite sempre in tragedia: carcasse di turisti disseccate al sole
vetture inspiegabilmente abbandonate, feroci razzie, sabbie mobili, ecc., ecc..
Ma purtroppo, in mezzo a tante leggende inventate dalla fertile fantasia dei camionisti e dei nomadi, riposa una verità pressochè annuale fatta di auto da turismo bloccate, magari da un insabbiamento che avrebbe fatto sorridere una Land, e dei loro occupanti morti per disidratazione mentre vagano senza meta alla ricerca d’aiuto.
Ovviamente queste considerazioni valgono solamente per i “solitari” che attraversano il deserto, a rischio, con una sola vettura. 
Già con due vetture tutto diviene meno drammatico, e con più di due l’unico dispiacere può, alla fine, essere quello di dover abbandonare e forse perdere per sempre la vettura immobilizzata.
Ma attenzione, qui si sta parlando di vetture a quattro ruote motrici e specialmente attrezzate per il deserto.
Carovane di tre o quattro “bagnoles” da turismo, acquistate in fretta sperando di rivenderle a caro prezzo in Niger, non è poi impossibile che si arrestino in blocco, magari in un fuoripista imboccato alla frontiera per evitare fastidiosi controlli doganali. Caricate solo con carburante, senza acqua, senza viveri, senza nulla per risparmiar sul peso e ridurre gli insabbiamenti, si rivelano improvvisamente, agli attoniti occupanti, una trappola mortale.
Date un’occhiata a questa tabella
Riassume le più probabili situazioni in cui vi potreste trovare con l’auto immobilizzata, un giudizio sulle possibilità dì sopravvivenza che avreste ed un consiglio sull’opportunità o meno di incamminarvi alla ricerca di aiuti.

SETTEMBRE - OTTOBRE - NOVEMBRE - DICEMBRE - GENNAIO - FEBBRAIO
ACQUA  PUNTO AUTO PISTA PROBABILITA' DI SOPRAVVIVENZA COSA FARE
SI SI B CERTE ASPETTARE
    C1, C2 BUONE ASPETTARE
    C3, FP DISCRETE MARCIARE
SI NO B BUONE ASPETTARE
    C1, C2 DISCRETE ASPETTARE
    C3, FP SCARSE MARCIARE
NO SI B DISCRETE ASPETTARE
    C1, C2 SCARSE ASPETTARE
    C3, FP REMOTE ?
NO NO B DISCRETE ASPETTARE
    C1, C2 REMOTE ?
    C3, FP NULLE ?
RESTO DELL'ANNO
ACQUA  PUNTO AUTO PISTA PROBABILITA' DI SOPRAVVIVENZA COSA FARE
SI SI B CERTE ASPETTARE
    C1, C2 DISCRETE MARCIARE
    C3, FP SCARSE MARCIARE
SI NO B DISCRETE ASPETTARE
    C1, C2 SCARSE MARCIARE
    C3, FP REMOTE MARCIARE
NO SI B DISCRETE ASPETTARE
    C1, C2 REMOTE ?
    C3, FP NULLE ?
NO NO B DISCRETE ASPETTARE
    C1, C2 NULLE ?
    C3, FP NULLE ?

Acqua = 20 lt. a persona

? = Dovreste marciare, ma come è possibile senz'acqua ?

B, C1, C2, C3, FP  VAI alla classificazione delle piste.
CERTE: a meno che non vi tagliate le vene dei polsi avete il 100% di probabilità di riabbracciare la vostra mamma.
DISCRETE: come sopra; ma se siete degli sfigati o se qualcuno vi ha fatto il malocchio per l'invidia...
SCARSE: siete in reale pericolo; rimboccatevi le maniche e datevi da fare. Le vostre probabilità di sopravvivenza viaggiano tra il 50 e il 100%.
REMOTE: siete in grave pericolo; se non siete addestrati fisicamente e psicologicamente alla lotta per la vita non ce la farete. Possibilità di sopravvivenza tra lo 0 e il 50%.
NULLE: Ci vuole il miracolo.

Questi giudizi dovete interpretarli con una certa elasticità, così come i relativi consigli ad attendere gli aiuti piuttosto che andargli incontro. Questo perchè le variabili in gioco sono talmente tante che non è possibile fare una casistica completa.
Sulla pista, di categoria C1, Bordj Moktar-Tessalit-Gao il traffico è pressochè giornaliero tutto l’anno ma, se per motivi politico-militari si chiude la frontiera con l’Algeria, esso praticamente si annulla.
Sulla pista Adrar Bous-Seguedine, di categoria C3, passano quasi solo turisti. Rimanervi bloccati in estate, fuori stagione, non è la stessa cosa che in inverno.

In linea di massima si può affermare che:

  • su piste di tipo “B” è prudente sempre aspettare il passaggio di qualche automezzo e chiedere aiuto;
  • su piste di tipo C la scelta va fatta in funzione della situazione specifica nella quale ci si trova;
  • fuoripista se si dispone di scorte d’acqua comunque bisogna andare incontro agli aiuti cercando di raggiungere una pista battuta. Se non si dispone di scorte d'acqua o non si è in grado di caricarsele sulle spalle e marciare, ebbene è finita.

Quest’ultima è la situazione che dovete essere preparati ad affrontare con la determinazione di uscirne vivi.
Vediamo insieme come, supponendo che siate in due ad affrontare il Grande Vuoto a piedi.

PREPARARE L’EQUIPAGGIAMENTO

Riportata in fondo a questa scheda c’è la lista di sopravvivenza.
La userete immediatamente per la “spunta” ed il reperimento di tutto quanto elencato, che raccoglierete sul grande telo blu steso in terra. Tutto il materiale occorrente è compreso nella DCL e quindi, se l’avete rispettata, non dovrebbe mancar nulla.
Dividete per bene tutto il materiale, equamente, senza che l’uno si carichi di più per aiutare il compagno. A meno che uno dei due non sia eccezionalmente robusto, quello indicato è il carico limite e, semmai, si tratta di ridurre la quantità d’acqua che porterà il più debole.
Non siate tentati di prender con voi altre cose. Dovrete gestire un bilancio energetico in condizione limite, ed ogni grammo in più sulle vostre spalle significherebbe più acqua necessaria, che a sua volta significherebbe più peso ecc.

PREPARARE L’ACQUA

Cominciate a mangiare in abbondanza e, soprattutto, a bere tutta l’acqua che riuscite e che ecceda i ventuno litri a testa. Preparate del tè o della limonata, migliori dell’acqua perchè contengono sali, e bevete sino al momento di lasciare la vostra vettura defunta.
Riempite quindi sino all’orlo due taniche da venti litri, che sicuramente non perdano, e infilatele nello zaino da 75 litri sistemandolo, in attesa, in posizione verticale. Se non siete in grado di sopportare quel carico riducetelo, ma ridurrete così anche le vostre probabilità di sopravvivenza.
In ogni caso cercate il carico massimo; se vi sarete sbagliati potrete sempre ridurlo durante la marcia bevendo di più. Riempite inoltre le vostre borracce personali.
Durante tutte le operazioni :

PREPARARE LA ROTTA

Se avete il punto auto potrete decidere, tenendo conto della distanza percorsa dall’abbandono dell’ultima pista B o dell’ultimo insediamento umano e della scorta di acqua a disposizione, se tornare indietro sulle tracce della vettura o seguire una rotta che, tenendo conto della morfologia del terreno, raggiunga nell’ordine :

Se non avete il punto auto ma sapete dove siete con un’approssimazione inferiore ai cento chilometri, non sarete mai in grado di “centrare” un bersaglio piccolo come un insediamento o un pozzo. Dovrete progettare una rotta ortogonale e la più breve possibile nell’ordine:

tenendo sempre conto delle scorte di acqua e del terreno.

Se non sapete affatto dove siete, vuol dire che meritate di morire.
Avete a disposizione ventuno litri d’acqua a testa e le quattro direzioni cardinali.
Troppo poco.

NON DISTRAETEVI MAI DURANTE LA GUIDA
ABBIATE COGNIZIONE IN OGNI ISTANTE DELLA VOSTRA ESATTA POSIZIONE

PREPARARE IL PUNTO DI ABBANDONO

Preparate il punto di abbandono auto in modo che sia visibile e di aiuto ad eventuali passanti per individuarvi. 
Nelle condizioni in cui siete vanno bene anche i predoni !

LA VETTURA E' ORMAI PERSA, PROBABILMENTE PER SEMPRE
PENSATE ESCLUSIVAMENTE A VOI E AL VOSTRO COMPAGNO

L'AUTONOMIA

Quanto potrete camminare ?
Supponendo che abbiate a disposizione venti litri d’acqua a testa, che siate in grado di portarli sulle spalle con il resto dell’attrezzatura (circa 26 kg. ma decrescenti) a lungo e che camminiate per 10 ore al giorno, la vostra massima autonomia può essere stimata in 200-300 km per un massimo di dieci giorni di sopravvivenza. 
Questo se siete robusti ed atletici. 
La metà se siete dei sedentari con la pancetta o se non siete in grado di portare che dieci litri d’acqua.
Questi dati sono indicativi ma sufficientemente attendibili, poichè li ho elaborati con simulazioni sul campo sufficientemente approfondite e facendo riferimento anche a soggetti diversi dalla mia persona. Però non li ho mai verificati - per mia fortuna ! - in condizioni di reale emergenza e quindi con capacità di giudizio, decisione e reazione alterate dalla coscienza di essere effettivamente in pericolo.
Inoltre molte variabili possono alterarne i valori: la stagione, il tipo di terreno, le condizioni psicofisiche di partenza, un compagno con problemi ecc..

NON PARTITE PER IL DESERTO IN CONDIZIONI FISICHE MEDIOCRI
SIATE IN GRADO DI EFFETTUARE UN'ESCURSIONE DI UN GIORNO IN MONTAGNA CON 20 KG. SULLE SPALLE

DI COSA VIVERE

La nostra ipotesi è dunque per dieci giorni, entro i quali dovrete aver risolto il vostro problema. 
In questi dieci giorni avrete a disposizione due litri d’acqua al dì, del tutto insufficienti al mantenimento dell’equilibrio idrico. 
Ciò nonostante dovrà bastare, salvo che non troviate un pozzo (ma non contateci). 
Ripartite i due litri di liquido come vi consiglio:

Prima della partenza utilizzate l’acqua per del tè verde ben carico e ben zuccherato. Vi farà da energetico e da cardiotonico. Durante la marcia bevete con regolarità osservando l’orologio.
Alla fine della giornata utilizzate un quarto di litro per mandar giù un cucchiaino di sale ed un quarto di litro per il tè verde da sorseggiare dopo il pasto. 
Per ripartire le quantità d’acqua misurate semplicemente quanti bicchieri ci vogliono per riempire la vostra borraccia (che possiede un bicchiere copritappo !).
La vostra lista di sopravvivenza include un chilogrammo di cibo a testa. E’ fin troppo ovvio che dovranno essere grammi reali, senza contenitori. Quindi niente scatolette ma formaggini, gallette e datteri, ben imballati in un sacchetto di cotone appeso fuori dello zaino.
Mangiate due volte al giorno per 50 grammi senza bere durante il pasto. Eccovi un menù probabile:

Questa razione differisce, da quella a disposizione dei nomadi che sessant’anni fà partivano per mesi con le loro carovane, solo per l’assenza della semola. Questi mostri del deserto arrivavano a coprire, benchè senza nessun bagaglio sulle spalle, sino ad 80 chilometri chilometri al giorno per una settimana intera prima di una sosta, con punte di 200 (duecento !) chilometri in 20-22 ore di marcia ininterrotta.
Vi do la mia garanzia che voi per dieci giorni sopravviverete, ma solo se potete contare su un fisico eccellente.

RISPETTATE IL RAZIONAMENTO
BEVETE CON REGOLARITA' CRONOMETRICA
MANGIATE ANCHE SE NON NE AVETE VOGLIA


CLASSIFICAZIONE DELLE PISTE

Questa classificazione è una mia elaborazione di quella ufficiale adottata dai governi dei paesi sahariani. 
E' più completa di questa e più chiara nel suo maggior dettaglio.

La classificazione ufficiale divide strade e piste in quattro categorie:

Questa classificazione ha un valore esclusivamente burocratico, è obsoleta e credo che i funzionari più giovani ne ignorino persino l'esistenza. Molte piste classificate come "C", quindi come molto difficili, sono in realtà percorribili anche ad occhi bendati, ma accade anche il contrario. In ogni caso la classificazione non è sufficientemente descrittiva ed è troppo semplificata.

La mia classificazione espansa tenta di supplire a queste mancanze. 
Il grado di pericolosità espresso per ogni categoria si riferisce ad una sola vettura, in perfetto stato di manutenzione, totalmente attrezzata e condotta da un equipaggio preparato di almeno due persone. Un convoglio di più vetture riduce di molto i rischi; gli equipaggi impreparati li elevano.
Il grado di pericolosità si riferisce sempre alla parte più difficile e significativa della pista.

Per valutare il grado di pericolosità nel caso di un guasto alla vostra vettura isolata:

Il traffico viene valutato in vetture/tempo:

Se viaggiate con quattro Unimog attrezzati con ponte radio e stazione satellitare, possedete uno schiavo negro che in albergo sta in onda 24 ore su 24, e la vostra American Express Platinum vi consente di noleggiare un paio di elicotteri di soccorso, non dovete preoccuparvi di queste sciocchezze nel caso vi smarriate dietro qualche duna.
Per voi tutte le porte sono e resteranno sempre spalancate.

CATEGORIA "B": piste normali
Piste tracciate e segnalate, percorse giornalmente almeno da un veicolo. Non presentano pericoli di nessun genere.
Class. Descrizione Pericolosità Traffico
B1 Pista breve, perfettamente segnalata o con tracciato obbligato ed impossibile da smarrire. Non richiede scorte di alcun genere nè vetture speciali o specialmente attrezzate purchè non ci si allontani nemmeno di un metro dal tracciato base. Nulla G
B2 Pista con segnalazioni da continue a scarse, ma con tracciato base evidente; varianti chiare e spesso segnalate. E' consigliata, ma non necessaria una vettura a trazione integrale. Se si abbandona il tracciato base per una variante la classificazione può salire al gruppo C.  Molto bassa G
B3 Come B2 ma con problemi di circolazione dovuti al fondo pessimo, alla sabbia molle, a varianti obbligate difficili, ad improvvise e consistenti interruzioni della segnaletica. Possibili problemi di orientamento e navigazione. Bassa G - S1

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CATEGORIA "C": piste difficili
Le piste appartenenti a questa categoria sono tutte tracciate ma la segnaletica è generalmente scarsa o assente.

Class. Descrizione Pericolosità Traffico
C1 Pista tracciata ma priva di segnaletica o con segnalazioni casuali, molte varianti. Terreno misto con passaggi che richiedono attenzione. E' necessaria la capacità di orientarsi in continuazione e di saper tracciare una rotta.  Media S1
C2 Pista con tracce approssimative e priva di punti di riferimento certi. Varianti con tracce vecchie che spesso finiscono nel nulla. Terreno con tratti di consistente difficoltà. Orientamento problematico, navigazione difficile. Alta S1 - S2
C3 Come C2 ma con problemi di marcia dovuti alla topografia, a cordoni di dune da superare, al vento di sabbia e a qualunque accidente possa rendere improvvisamente la pista impraticabile o farne scomparire ogni traccia. Molto alta S3 - S4

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CATEGORIA "FP": fuori pista
Le piste appartenenti a questa categoria non sono tracciate, la segnaletica è inesistente, il traffico del tutto assente.

   
Class. Descrizione Pericolosità Traffico
FP1 Pista abbandonata o tracciato di vecchia carovaniera con pozzi d'acqua buona lungo il suo tracciato. Tracce molto vecchie e confuse, parziali e poco affidabili, ma orientamento generalmente non difficile. Molto alta S4 - x
FP2 Pista abbandonata o tracciato di vecchia carovaniera con pochi pozzi d'acqua bevibile disponibili. Tracce pressochè assenti, punti di riferimento scarsi. Orientamento problematico.  Molto alta x
FP3 Nessuna pista abbandonata nè vecchia carovaniera. Pozzi d'acqua insabbiati lungo il suo tracciato o con acqua bevibile a notevole distanza. Orientamento difficile o impossibile in condizioni avverse.  Estrema x
FP4 Terreno vergine senza un goccia d'acqua disponibile a nessuna distanza. Corrispondenza tra mappe e terreno dubbia. La conformazione topografica in alcuni tratti può rendere impossibile il ritorno sulle proprie tracce. Terreno imprevedibile, orientamento casuale ed inaffidabile. ?? x

LISTA DI SOPRAVVIVENZA X DUE PERSONE

02

zaini da 75 lt

per trasportare tutto.

04 

paia calzini

per evitare vesciche ai piedi che impedirebbero la marcia.

02 

copricapo

per il sole.

02 

paia occhiali da sole

per evitare oftalmie.

02 

paia occhiali da vista

per chi ne ha bisogno.

02 

accendini

per il fuoco; uno solo non basta, potrebbe incepparsi.

01 

eliografo

per le segnalazioni; solo se avete imparato ad usarlo a casa.

200 

foglietti rossi o colorati

per le segnalazioni, unitamente a 200 sassi per fermarli.

01 

binocolo con tracolla

per cercare balises, pozzi e colonne di polvere di automezzi.

02 

borracce con tracolla

per bere comodamente senza sprecare un goccio d'acqua.

01 

bricchetto per il the

per bollire l’acqua.

100 gr

 di tè verde

per bere e recuperare sali.

01 kg

 di zucchero

per il tè e per incamerare calorie.

100 gr

 di sale

per reintegrare la grande perdita diurna.

01 

cucchiaino

per mescolare e misurare.

02 

taniche da 20 lt in plastica

per le scorte d’acqua. Siete certi che, piene, entrino negli zaini ?

02 kg

di cibo assortito

per mangiare qualcosa.

01 

serie di carte INC

per navigare. Molto meglio se avete quelle al 200.000.

01 

bussola azimutale

per navigare e marciare.

01 

pedometro

per navigare e marciare. Lo strumento non deve essere un giocattolo.

01 

GPS (se lo avete)

per navigare. Ma non affidategli mai la vostra vita.

01 Kit di batterie di scorta per GPS il GPS consuma molto...
01 

orologio

per marciare.

01 

matita con gomma

per carteggiare.

01 

coltellino multiuso

per tutto.

30 mt

cordino 5mm

per tirare su l’acqua. Il cordino da 5mm è più leggero di quello da 8.

01 

secchiello in lino

per tirare su l’acqua. Deve avere il bordo rigido, o non tirerete su niente.

01 

Micropur

per poter bere di tutto. Confezione da 100 litri in pastiglie da 1 litro.

01 

sopratelo tenda

per le soste diurne.

01 

paleria tenda

per sostenere il sopratelo.

02 

coperte di sopravvivenza

per le soste notturne; indispensabili in inverno, superflue altrimenti.

02 

confezioni fazzoletti carta

per i bisogni personali; non sottovalutate irritazioni cutanee che bloccano la marcia.

01 

piccola torcia elettrica

per vederci di notte; se non c'è luna non si marcia al buio.

02 

soldi e documenti

per quando sarete salvi.

01 

chiavi vettura

per recuperarla !?

01 

telone blu (da lasciare)

per segnalare.

08 

picchetti tenda (da lasciare)

per il telone.

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La lotta per la vita
Se non avete mai raggiunto il limite della vita, quel limite oltre il quale solo un battito di ciglia vi separa dalla morte, è probabile che non riusciate a rendervi sufficientemente conto di cosa voglia dire lottare per la sopravvivenza.
Ancor più se non avete mai avuto a che fare molto da vicino con la morte altrui.
Non voglio buttarla sul tragico, ma intendo dire che nè questo manuale nè un corso di sopravvivenza, per quanto serio esso possa essere, potranno darvi quella condizione mentale e spirituale indispensabile per battersi sino all'ultima cartuccia contro la morte. Quella è una vera modificazione cromosomica, e la si acquisisce solo sul campo di battaglia.
Voi siete figli del benessere; siete palestrati, belli, abbronzati, intelligenti, istruiti, benestanti. Ma tutte queste vostre qualità hanno senso e si concretizzano in capacità utilizzabili solo entro i confini del dominio che vi ha permesso di acquisirle.
Fuori di esso le regole del gioco sono diverse e non avete protezione.
Muscoli e tecniche di karatè sportivo non servono a nulla contro due rapinatori pronti a tagliarvi la gola per un facsimile di Rolex.
Laurea e master non serviranno a nulla col Gps a corto di batterie.
Sport e linea non vi aiuteranno minimamente senza cibo e senza acqua.
Cultura e bon ton non servono a nulla nei vicoli della casbah di Algeri.
Che vuol dire questo ? Che dovete arruolarvi nell'UCK per un paio d'anni?
Certo che no.
Ma sappiate che potrete misurare il valore della vostra reazione nella "killing zone" solo quando vi ci troverete.
Speriamo mai, ma intanto cercate di prepararvi per bene a quel momento.

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