AD OGNI COSTO - 2a PARTE
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COME CAMMINARE
Stabilite un orario di marcia che, a
seconda della stagione, vi permetta di camminare per sette ore a partire
da un’ora prima dell’alba e per tre ore prima del buio assoluto;
questo in un periodo senza luna. Se c’è la luna sfruttatela spostando l’orario
di marcia nelle ore di buio ma non aumentate il numero di ore, semmai distribuitele
più equamente nei due periodi della giornata.
Calcolate con il pedometro una media di 2,5-3,5 km/h, stabilite una sosta
di cinque minuti ogni ora e in ciascuna di esse bevete la quota della
razione d’acqua, che è in totale di due litri al giorno, anche se
pensate di essere fuori dall’emergenza in ventiquattr’ore.
Rispettate media, soste e bevute con rigore militare, anche se vi sentite
arzilli, e rispettate la razione giornaliera d’acqua, senza berne di
più o di meno.
L’impegno che metterete nel rispettare il ruolino di marcia sarà il
vostro miglior alleato.
Se il carico non vi permette di camminare per un’ora senza fermarvi, diminuitelo
bevendo, ma non buttate via nulla, per nessun motivo.
CAMMINATE SEMPRE VESTITI
CON CAPPELLO ED OCCHIALI. SE LO AVETE CALZATE LO CHECHE
TOGLIETE DI FREQUENTE LA SABBIA DALLE SCARPE PER NON BLOCCARE L'UNICO
MOTORE CHE POSSEDETE
COME MANTENERE LA ROTTA
Avete bussola e il pedometro che
sostituisce il contachilometri; avete le carte e siete in grado di operare
come facevate in vettura, o quasi. La difficoltà aggiuntiva è che
camminando su lunghe distanze e senza punti di riferimento sarete portati
a procedere non in linea retta ma secondo una linea curva a grande raggio
orientata a sinistra o a destra, a seconda della vostra conformazione
fisica. Ovviate all’inconveniente camminando distanziati l’uno dall’altro
di un centinaio di metri.
Il primo funge da “mirino” ed il secondo “collima” con la bussola.
Leggendo le indicazioni del pedometro, segnate ad ogni sosta (3
chilometri) la vostra posizione sulla carta e controllate la vostra deriva
con il Nord e con un punto di riferimento qualsiasi che vi sarete scelti.
Quando vi fermate per la sosta lunga della mattina o della sera, per prima
cosa sistemate definitivamente sulla carta la rotta seguita sino a quel
punto per non dimenticare nulla.
Se avete il GPS palmare con voi, siete praticamente a cavallo della tigre
e potete seguire la rotta più breve con assoluta precisione.
SEGUITE ESCLUSIVAMENTE
LA VOSTRA ROTTA
NON VI FATE ATTRARRE DA TRACCE IGNOTE
COME AGGIRARE UN OSTACOLO
E’ assai probabile che durante la vostra
marcia vi si pari dinnanzi un ostacolo il cui superamento richiederebbe il
dispendio di troppe energie, e quindi di acqua.
Pensare di prender di petto una duna alta è folle; fareste un passo
avanti e tre indietro.
Così come è folle decidere di scalare una falesia; se non vi uccidete
nella salita, una volta in cima potreste scoprire che l’altro versante
strapiomba.
Dovete quindi aggirare l’ostacolo in maniera perfetta, per trovarvi
dalla parte opposta sul prolungamento esatto della vostra direttrice di
marcia, con una tecnica in tutto analoga a quella suggerita per la marcia
con la vettura, con l’unica differenza che al posto del contachilometri
avete il pedometro.
Se questo strumento non c’è, dovrete contare i vostri passi molto
attentamente. Ogni centocinquanta passi raccogliete un sassolino e
mettetelo in tasca; rappresenterà all’incirca un chilometro.
Non c’è altro sistema per non perdere del tutto il conto dopo un paio d’ore.
NON ABBORRACCIATE LE
OPERAZIONI
SIATE PRECISI
NON VI SMARRITE
|
Le
basi per navigazione e l'orientamento sono uniche, sia che vi
muoviate a piedi sia che vi spostiate con la vettura. |
COME SEGNALARE
Non è affatto esclusa la possibilità di
vedere in lontananza una nuvoletta di polvere che indica la presenza di
una vettura.
In tal caso dovete cercare a tutti i costi di attrarre la sua attenzione.
In molti manuali si consiglia di portare con sè dei razzi di
segnalazione.
Io non sono d’accordo in quanto di giorno, in un posto luminoso come il
deserto e perchè siano visibili da grande distanza, dovrebbero essere di
rilevante potenza e quindi pesanti, ingombranti e pericolosi (oltre che di
difficile introduzione poichè proibiti in tutti i paesi del
Sahara).
Non è affatto assicurato poi che, magari dopo tre o quattro anni di
stivaggio, al momento opportuno funzionino a dovere.
Di notte sarebbero visibili, ma credete sul serio che il giorno dopo
qualcuno si muoverebbe in una direzione vaga, fuori pista non si sa per
quanti chilometri, senza aver previsto scorte di carburante adeguate e
senza sapere di che si tratta ?
Impugnate invece immediatamente l’eliografo, che avrete imparato ad
usare alla perfezione a casa, e centrate il veicolo. I risultati, con quel
sole così forte, potrebbero essere sorprendenti. Se il veicolo si ferma
insistete in continuazione con le segnalazioni, fin quando non vi avrà
sicuramente individuato; dovete indicargli la strada. Non vi deprimete
più di tanto invece se la vettura non si ferma. Pensate al conducente che
è concentrato nella guida e non suppone minimamente che lì intorno ci
possa essere qualcuno a piedi bisognoso d’aiuto.
Controllando col pedometro, lasciate ogni chilometro un foglietto rosso
ben visibile fermato con un sasso, e ad ogni sosta alzate a turno un
ometto di sassi, ma senza perdere tempo.
Sfruttate la lunga sosta del giorno stendendo accanto alla tenda la
coperta termica, debitamente zavorrata, con il lato argentato rivolto
verso l’alto. Insieme al sopratelo della tenda, pure argentato, che vi
protegge dal sole, disporrete di una bella superficie visibile dall’alto.
Inoltre, ad intervalli regolari, usate l’eliografo in più direzioni,
specie in quelle dove avete un motivo anche vago di ritenere possa passare
qualcuno.
NON VI AGITATE
NON URLATE
NESSUNO VI PUO' INDIVIDUARE COSI'
DURANTE LE SOSTE LUNGHE
Nelle ore più calde non camminerete e
dovrete proteggervi alzando il sopratelo della tenda, che non benedirete
mai abbastanza di aver portato con voi. Durante la sosta diurna infatti
come niente altro è in grado di limitare la vostra disidratazione
permettendovi di stare immobili all’ombra per sei o sette ore
consecutive. Al sole inoltre la sua superficie esterna argentata
costituisce un ottimo segnale visibile dall’alto.
Anche di notte non camminerete, e dovrete approfittarne per dormire e per
riposare sul serio. Il sopratelo della tenda lo userete come pavimento e
vi coprirete con il telo termico per non buscarvi malanni aggiuntivi.
Poichè legna ed arbusti secchi non mancano quasi mai anche se bisogna
andarseli a cercare, fate un fuoco ed alimentatelo il più possibile.
Non si sa mai....
STATE COMPLETAMENTE
ALL'OMBRA, IMMOBILI
DOVETE ASSOLUTAMENTE RIPOSARE E RISPARMIARE I LIQUIDI DEL CORPO
LA FINE DELLA MARCIA
Anche se siete certi di esser prossimi a
raggiungere una pista, un pozzo, un insediamento, non disfatevi del
carico, non modificate il vostro ruolino di marcia, non modificate il
razionamento dell’acqua.
Se si tratta di pista, a parte che vi potreste esser sbagliati, nessuno vi
garantisce che, una volta raggiuntala, subito passi un veicolo. Potreste
dover aspettare due o tre giorni, e magari anche più. Lo stesso se siete
prossimi ad un pozzo; non è detto che sia attivo, che l’acqua sia
buona, che riusciate a raggiungerla. Per quanto riguarda gli insediamenti
poi, oasi a parte, stiamo parlando di nomadi....
Se vi fermate ad aspettare, e quindi avete deciso di interrompere
definitivamente la marcia, alzate il sopratelo della tenda in mezzo alla
pista principale, dimezzate la razione giornaliera d’acqua, state all’ombra
e non vi muovete per nessun motivo.
CONSIDERATEVI IN SALVO SOLO QUANDO SARETE A BORDO
LA FINE DELL’EMERGENZA
Siete ormai in un centro abitato, vi siete
rifocillati, avete ringraziato, pagandolo, chi vi ha salvato la vita,
dovete provvedere alle formalità con le autorità e rimpatriare.
Se la vostra vettura è irrecuperabile, dato che è in importazione
temporanea non potrete uscire dal paese senza aver denunciato il vostro
incidente alla Polizia e alle Dogane, espletando le formalità richieste e
magari dovendo dimostrare la verità di quanto dite accompagnando i
militari sul posto.
Se invece intendete recuperare la vettura, non perdete di vista chi vi ha
salvato e chiedetegli di organizzarvi un recupero fino alla oasi in cui vi
trovate.
Stabilite con chiarezza il prezzo TOTALE di TUTTA l’operazione e
trattate solo con quella persona, anche se vi farà solo da intermediario.
Il prezzo sarà assai alto e c’è la concreta possibilità che, una
volta raggiunta la vettura, la troviate cannibalizzata dai cacciatori di
ricambi. Fate bene i vostri conti, calcolando i costi della riparazione,
se possibile, oppure i costi del rimpatrio, sommandoli a quello del
recupero.
Se dovessero superare il valore di mercato della vettura, dovrete
venderla, trovando un acquirente e pagando le tasse, assai salate, di
importazione definitiva. Anche in questo caso, state attenti a che il
ricavo non sia inferiore alle tasse da pagare ! Purtroppo non siete in una
situazione di vantaggio, e l’eventuale acquirente lo sa, per cui non
ricaverete un gran che dalla vostra vettura, anche se la cifra varia molto
da paese a paese.
Ancora una cosa. L’esportazione di valuta locale è in genere proibita,
e poichè con quella sarete pagati, considerate che tutto ciò che vi
rimarrà della vostra avventura sarà un conto in banca...in Africa.
NON AFFEZIONATEVI AGLI
OGGETTI
NON AFFEZIONATEVI ALLA VETTURA
Come vi ho già spiegato, ho dedicato del
tempo allo studio della sopravvivenza, approfondendo l’argomento oltre
che per il deserto anche per la montagna. Ho eseguito diversi esperimenti,
anche prolungati nel tempo, a prescindere da qualsiasi addestramento
specifico (corsi di sopravvivenza) e contando solo sulla mia preparazione
psicofisica.
I risultati che ho ottenuto sono stati molto lusinghieri e vanno ben oltre
i limiti che ho esposto in questa scheda, anche se legati a situazioni di
emergenza simulata. Un conto è marciare a piedi nel deserto per sei
giorni sapendo che la nostra vettura è pronta ad attenderci in ordine di
marcia in un luogo noto. Altra storia è lasciarla per andare incontro ad
una probabile salvezza.
Questi esperimenti, alcuni dei quali condotti assieme a persone meno
preparate di me, mi hanno permesso di giungere a conclusioni ovvie se
volete, ma che alla fine fanno sempre riferimento a cinque parametri
fondamentali:
A supporto di queste conclusioni posso dirvi come i touaregh, che sono
capaci di imprese incredibili a piedi, rispondano perfettamente a questi
requisiti:
I VOSTRI RISCONTRI
Il vostro stile di vita include fattivamente la cura e le attenzioni per il vostro corpo necessarie a mantenerlo in perfetta efficienza ? In buona sostanza, mangiate poco e bene ? Non fumate ? Non bevete ? Fate del moto ?
Il vostro stile di pensiero è orientato a rendervi quanto più possibile indipendente dalla tecnologia, dai servomeccanismi, dall'elettronica di consumo ?
Partecipate alle manifestazioni della natura dedicando parte del vostro tempo alla vita all'aria aperta col minimo indispensabile di supporti e di facilities ?
Considerate il deserto, il mare, la montagna non ambienti ostili da combattere con tutte le armi ma parti dell'universo di cui fate parte anche voi e nelle quali entrare con umiltà e con rispetto ?
Le tre prove che vi ho consigliato all'inizio di questo manuale vi hanno stimolato a spostare più in alto i vostri limiti ?
Siete convinti che l'aria condizionata in vettura è un'idiozia e che un paio di tavole di legno non possono sostituire le piastre da sabbia ?
Siete convinti che la vostra vettura è solo un insieme di metallo e plastica che può essere sostituito da un altro insieme ?
Non ho dubbi sulle vostre risposte.