MEDICINA E SALUTE - QUANDO SI STA MALE

1a PARTE

PREVENZIONE E PREPARAZIONE

La note che seguono costituiscono un semplice elenco dei disturbi e dei malesseri più comuni che potrebbero affliggervi e ai quali è possibile far fronte con interventi minimi. 
Non voglio sostituirmi al medico ma solo darvi dei suggerimenti sul comportamento e sulle assunzioni di cibo e bevande in caso di necessità. Ricordate che la miglior cura è sempre la prevenzione, che nel vostro caso può esser riassunta in:

Ora non fatevi prendere dalla paranoia leggendo gli elenchi delle malattie e degli incidenti possibili. 
Sono, appunto, solo "possibili" e non è detto che dobbiate mai averci a che fare, specie se dedicherete la necessaria attenzione alla prevenzione. 
Naturalmente un certo grado di rischio esiste, fa parte delle regole del gioco. Ma non potete pensare di attraversare il più grande deserto del mondo da soli e di non correrne. O di potervi corazzare contro tutto con questo manuale e con una montagna di medicinali. 
Ma neanche potete far tirare le cuoia al vostro compagno in mezzo alle sabbie, a soli tre giorni di pista dall'oasi più vicina, solo perché non sapete fermare un'emorragia.
Allora, assimilate queste briciole di cultura medica, preparatevi ad intervenire in caso di bisogno, allestite il presidio medico e non pensateci più...

Sembra superfluo sottolineare come io abbia preso in considerazione come cause scatenanti i disturbi descritti solo quelle riferibili ad un viaggio nel Sahara e che i rimedi suggeriti sono indicativi e validi solo in questo contesto.

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MALATTIE

Queste malattie sono tutte gravi e l'insorgenza di sintomi che ne possono far sospettare l'esistenza comporta il ricorso al medico e il ricovero in ospedale, che deve essere raggiunto al più presto. Il "cosa fare" indica solo una linea di comportamento immediato, in attesa del ricovero e del pronto intervento medico.

NOTICINA SULL'AIDS
Ha reso le malattie veneree l'ultimo del problemi nei rapporti sessuali occasionali. E' purtroppo realtà attuale e non c'è nulla da dire in proposito se non che bisogna fare attenzione a veicoli d'infezione subdoli come sangue di feriti in incidenti, attrezzi di barbiere, siringhe mediche non a perdere, risse con ferite, etc...

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MORSI E PUNTURE

E' perfettamente inutile cha portiate con voi degli antidoti in quanto per ogni animale occorre un siero apposito, introvabile in Europa e comunque di impossibile conservazione senza frigorifero, mentre nei presidi medici e negli ospedali locali non manca di certo. Il ricorso al medico deve essere immediato e, se possibile, dovete uccidere (?!) l'animale e portare il cadavere con voi.
Quelli elencati sono gli unici animali pericolosi del Sahara, in particolare i tre scorpioni sono veri e propri killers. Tutte le altre decine di specie di serpentelli, scorpioni e ragni o sono innocui o provocano solo dolore più o meno acuto. Le regioni di El Oued e di In Ecker in Algeria sono infestate da scorpioni mortali.

COSA FARE IN CASO D'INCONTRO RAVVICINATO

Non tentate di uccidere l'animale: sono velocissimi e dotati di notevole allungo in fase d'attacco.
Gli scorpioni si muovono all'indietro (verso la coda) a velocità sorprendente e ad una distanza che voi ritenete sicura sono capaci di lanciare la coda e colpire.
I serpenti finchè scivolano ondeggiando obliquamente sulla sabbia non sono in fase di attacco, quando si fermano sono pronti a colpire entro il raggio di un metro e più. Se il morso va a vuoto il veleno viene "sputato" e se raggiunge gli occhi le conseguenze sono le stesse.
Se l'animale si è annidato negli indumenti abbandonati sulla sabbia o nelle scarpe è preferibile abbandonare indumenti e scarpe al loro destino. Nessuna bastonata, per quanto violenta e ripetuta, vi può garantire la loro uccisione.
Se l'animale è entrato nella tenda o nella vettura siete proprio nei guai. L'animale deve essere catturato facendolo entrare in un recipiente da chiudere immediatamente, con un'operazione in bilico tra il molto pericoloso e il molto ridicolo, utilizzando guanti da lavoro che probabilmente non avrete con voi o che non riuscite a trovare o che sono diventati essi stessi abitazione provvisoria dell'intruso.

COSA FARE IN CASO DI MORSO O DI PUNTURA

  1. Con un bisturi sterile - in mancanza di questo con lo spigolo di una lametta sterilizzato sulla fiamma - incidete la puntura con un taglietto a croce, o il morso con un tratto che unisca i due buchi. Fate sanguinare il più possibile tenendo l'arto colpito più in basso rispetto al cuore. Non succhiate !
  2. Un'altra persona cerchi di uccidere l'animale senza farsi uccidere da lui.
  3. Fate stendere lo sfortunato il più comodamente possibile in auto e partite a tutta birra per la guardia medica più vicina col cadavere del killer.
  4. Rallentate il percorso del veleno con un laccio emostatico stretto moderatamente tra la parte colpita e il cuore allentandolo ogni 15 minuti per un paio di minuti.
  5. Non somministrate all'infortunato alcuna bevanda fredda anche se lo chiede insistentemente. Solo caffè o the caldi.
  6. Coprite il corpo con una coperta termica appena insorgono i primi tremori.
  7. Evitate che il soggetto vada in affanno aumentando il ritmo respiratorio parlandogli in continuazione e cercando di tranquillizzarlo; provate a contare assieme a lui ad alta voce gli atti respiratori (circa 16 al minuto).
  8. Se il soggetto è una persona anziana, o in cattive condizioni di salute, o malata di cuore, o è un bambino, i rischi di morte sono molto alti.
  9. Se state attraversando il Sahara da soli e siete stati morsi da uno scorpione giallo e nero, non fate nulla. Scrivete rapidamente (prima della paralisi...) una lettera d'addio per i vostri cari, recitate le preghiere se siete credenti e sedetevi ad aspettare.

PRONTO SOCCORSO

Se non siete un medico e neanche il vostro compagno lo è, dovete farvi una piccola cultura anche sul pronto soccorso. 
In alcuni casi particolarmente gravi, di estrema urgenza, se siete a più di un giorno dall'oasi più vicina l'infortunato rischia di morire. In tali casi siete ridotti alla disperazione e dovete tentare qualcosa a tutti i costi piuttosto che assistere impotenti all'evento finale. Nei casi che non comportano pericolo di vita ma che sono pur sempre di una certa gravità, dovete garantire una ragionevole assistenza allo sfortunato mentre correte a tutta birra verso la guardia medica più vicina.
Se siete da soli potrete riflettere, in attesa del trapasso, sul perchè vi siete cacciati nella situazione che vi ha ridotto in quelle condizioni.
Per prepararvi a queste evenienze procedete così:

Ecco la tabella con alcuni casi di fronte ai quali potreste trovarvi e gli interventi che dovreste essere in grado di eseguire prima di correre in ospedale. 
Il limite di tempo indicato per l'intervento si riferisce all'intervallo di tempo intercorrente tra l'incidente e il raggiungimento di un medico in possesso dei suoi strumenti.
Le operazioni di pronto soccorso vanno eseguite immediatamente.

RICHIAMA LA TABELLA DEL PRONTO SOCCORSO

CONCLUSIONI

Non accusatemi di terrorismo.
So bene di aver riempito queste pagine con tutte le jatture possibili ed immaginabili.
Ma ricordate qual'è il sottotitolo di questo dominio ?
L'accesso "alternativo" al deserto di cui vado parlando comporta problemi in aggiunta a quelli normalmente presenti in un viaggio organizzato o comunque in gruppo. 
Se nel Sahara cercate la misura di voi stessi e non la patente dell'"esserci stati" sarete soli di fronte al Grande Vuoto, con la ferma determinazione di tenergli testa.
Per riuscire in ciò dovrete lavorare in quattro direzioni:

  1. Conoscenza ed accettazione della regole del gioco
  2. Adattamento psicofisico alle condizioni ambientali
  3. Arricchimento del patrimonio culturale specifico
  4. Allestimento delle attrezzature necessarie

IL TEST

Nel primo caso vi chiedo scusa. Vuol dire che non sono riuscito ad esporre in termini equilibrati problemi che esistono anche al di fuori del Sahara.

Nel secondo caso, se vi siete auto-assicurati con idee geniali del tipo "con un cellulare e un vaccino antivipera sono a posto" la situazione è molto più grave: non avete capito un accidenti sin dall'inizio e non avete alcuna possibilità di capire in un futuro, prossimo o remoto che sia.

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Chèchè
E' il copricapo dei Touaregh. Consiste in una striscia di tela a trama abbastanza ampia, larga circa settanta centimetri e lunga sino a dodici, quindici metri. La si avvolge intorno alla testa con un metodo non facile da apprendere in modo efficace e protegge ad un tempo dal sole, dalla sabbia e dall'arsura. Oltre infatti all'ovvia funzione di proteggere testa, occhi e bocca, esso preserva la gola e la cavità orale dall'eccessiva secchezza poiché la respirazione avviene dentro il tessuto che concorre a creare un piccolo ambiente umido. Chéche è un termine arabo che ha il suo corrispondente Tamaq in Tagelmust. Lo chéche, che è portato solo dagli uomini e più è lungo più indica nobiltà e importanza del proprietario, non viene mai tolto in presenza di estranei, neanche durante un tè o un pranzo. I touaregh sono anche detti "uomini blu" perché lo chèche tradizionale, che proviene dalla Nigeria, è tinto con un colorante vegetale indaco molto scuro e non fissato che si trasferisce con facilità, anche dopo molti lavaggi, sulla pelle. Non tutti i Kel adoperano comunque lo stesso colore; in pratica si adotta quello che si reperisce con maggior facilità. Lo chéche è infatti un prodotto esterno all'economia targui ed oggi viene sovente importato da paesi molto lontani come la Cina o la Thailandia.

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