NELL'OCEANO SOLIDO - COSA SIGNIFICA ORIENTARSI E NAVIGARE
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ORIENTAMENTO E NAVIGAZIONE
Nonostante i principi teorici siano gli stessi, i metodi e gli strumenti per l’orientamento e la navigazione variano a seconda dell’ambiente nel quale ci si muove e del mezzo di locomozione a disposizione. Un aviatore si serve di un insieme di strumenti e di metodi operativi complesso e assai diverso da quello di un boy-scout, eppure tutti e due devono perseguire lo stesso fine: conoscere in ogni istante la propria posizione geografica e tracciare una rotta.
Anche chi attraversa il
deserto in Land Rover ha i suoi metodi e i suoi strumenti che adopera per
raggiungere questo obiettivo.
Io ve li illustrerò in questo capitolo, ma non fatevi eccessive
illusioni: solo la pratica e l’esperienza potranno condurvi a risultati
accettabili ed affidabili.
Orientarsi vuol dire
stabilire sulla carta topografica, con la massima esattezza possibile, il
punto in cui ci si trova ed essere in grado di orientare la carta stessa
rispetto al Nord geografico.
Navigare vuol dire tracciare sulla carta una rotta dal punto di
stazionamento al punto d’arrivo desiderato e seguirla con la minima
deriva possibile. Quindi sapersi orientare senza essere in grado di
navigare è del pari inutile che avere a disposizione gli strumenti per
navigare e non sapere dove ci si trova.
Strumenti e tecniche adeguate ai viaggi automobilistici nel deserto permettono di spostarsi con cognizione di causa il più speditamente possibile (minimo consumo d’acqua), per la via più breve e scorrevole consentita (minimo consumo di carburante), col massimo comfort e con la massima sicurezza possibile.
ELEMENTI DI CARTOGRAFIA
Le carte geografiche sono prodotte con rilievi effettuati col metodo della triangolazione, con l’aerofotogrammetria o, più sovente, con tutti e due assieme. Col primo sistema le rilevazioni sono fatte direttamente sul terreno mediante la misurazione di angoli e distanze, col secondo mediante la fotografia stereoscopica aerea del territorio e sua successiva restituzione prospettica.
Tutti i punti rilevati appartengono ad una porzione di superficie terrestre e quindi ad una superficie curva, e devono essere riportati sulla superficie piana della carta mediante un sistema di proiezione ( UTM, Boaga etc.).
Un punto viene individuato
sulla carta geografica dai valori angolari di latitudine e longitudine.
Immaginando di tagliare la
sfera terrestre con 90 fette a Sud dell’equatore
ed altrettante a Nord, si ottengono 180 paralleli; sul parallelo passante
per il punto di stazionamento viene indicata in gradi, primi e secondi la
latitudine o "altezza" sull’equatore del punto stesso.
Riducendo invece il globo in 360 spicchi passanti per i poli si ottengono
altrettanti meridiani, 180 ad est e 180 ad ovest di quello passante per
Greenwich che è il meridiano zero o di riferimento; sull’equatore si
misura la longitudine o "distanza" dal meridiano zero del
meridiano passante per il punto di stazionamento, sempre in gradi, primi e
secondi. Così facendo ogni punto è individuato univocamente in base a
due valori, che possono essere rilevati sulla carta col semplice
tracciamento di due rette parallele ai bordi della medesima e passanti per
il punto stesso.
LE CARTE IN PRATICA
Attualmente la cartografia
sahariana può dirsi completa nella sua copertura. Altrettanto può dirsi
per la sua reperibilità, dal momento che, sembra, sia divenuta un ottimo
business, specie via Internet.
Da www.omnimap.com potete trovare
tutto, e quando dico tutto intendo proprio tutto.
Del Sahara sono quindi disponibili carte francesi, statunitensi, russe in
ogni scala e molte sono disponibili anche in forma digitale.
Valutare l’attendibilità e la qualità di tutto questo materiale è
umanamente impossibile, pertanto vi parlerò solo delle carte che conosco
e che uso.
CARTE STRADALI DEL NORD AFRICA
La "953"
è la bibbia del sahariano, che deve conoscerla a memoria.
Sufficientemente precisa, aggiornata annualmente e continuamente
migliorata è, a parte alcuni inspiegabili errori che con una caparbietà
degna di miglior causa non vengono corretti, indispensabile come quadro
generale di riferimento e per la progettazione a grandi linee degli
itinerari, mentre serve a ben poco per la navigazione stante la sua enorme
scala (1 cm. = 40 km. !!). Alcune piste indicate dalla 953 sono inesistenti
nella realtà, mentre altre esistenti ed importanti non sono indicate.
L’altra Michelin, la "972", è un ingrandimento di
parte della 953 cui aggiunge una migliore leggibilità e molti
particolari. Copre il nord dell’Algeria, che è quasi interamente
asfaltato, e tutta la Tunisia dove è molto utile.
Acquistando le carte stradali Michelin accertatevi che si tratti di
edizioni recenti, comunque non più anziane di un paio d’anni. L’anno
di edizione è stampato, a caratteri molto piccoli, nell’angolo destro
in basso, assieme al copyright e all’indirizzo dell’editore.
La Kummerly+Frey copre lo stesso territorio della 953 con la stessa
scala ma con una grafica diversa e, a mio avviso, più completa anche se
di lettura meno immediata. Le indicazioni riguardanti le piste non
collimano in queste due carte e la mappa tedesca ne riporta in gran numero
oggi non più tracciate. Anche questa carta omette alcune piste realmente
esistenti.
CARTE INC DELL’ALGERIA
Sono le carte dell’Institut
National de Cartographie Algerienne. Prodotte in base ad
aerofotogrammetrie dell’Institut Geographic National francese, erano
fino a non molti anni fa distribuite direttamente da questo Istituto, a
Parigi. Poi il governo francese ha passato l’intera proprietà dell’opera
a quello Algerino e, per qualche anno sono divenute introvabili.
Dal 1992 l’Institut National de Cartographie algerino è pienamente
operante e gestisce direttamente tutto il materiale cartografico che
consiste nelle tavolette in scale dal milione al venticinquemila, in molte
aerofotogrammetrie e molti originali di restituzione. Poichè questo
Istituto non produce nuovo materiale, le tavole che mancavano al momento
"dell’eredità" continuano a mancare. Sempre per questo motivo
il materiale non è soggetto ad alcun aggiornamento e si basa interamente
su aerofotogrammetrie effettuate prima della conquista dell’indipendenza:
anni quaranta e cinquanta. Molte regioni, non rilevate dalla Francia, sono
ancora in attesa di essere "disegnate".
Delle carte INC, quelle al milione servono a poco più della 953, mentre
quelle con scale dall’1:100.000 in sù sono di lettura troppo difficile
e dispersiva perchè eccessivamente particolareggiate. Quelle veramente
utili sono le 1:500.000 e le 1:200.000, che sono indispensabili per l’orientamento
e la navigazione. Una scala non sostituisce l’altra perchè ciascuna
delle due va adoperata in funzione del luogo in cui ci si trova. Usare la
scala al 200.000 sulla pista Silet- Timiaouine è inutile e deconcentrante
mentre è indispensabile sul tratto fuoripista Tam-Silet apparentemente
poco impegnativo. Per lo studio di porzioni molto ristrette del
territorio, ad esempio per individuare la possibilità di aprire nuove
piste, possono essere d’aiuto anche alcuni fogli al centomila, fermo
restando che la loro utilità termina al tavolino.
Per quanto riguarda l’attendibilità delle carte INC tenete presente che
errori di rilevamento, anche grossolani, sono tutt’altro che
improbabili. Che i tracciati delle piste devono essere intesi come
indicativi e nulla più, dato che si riferiscono a rilevamenti vecchi di
decenni. Che per lo stesso motivo molte dune non si trovano più dove
segnato e che la presenza di acqua nei punti indicati non è affatto
certa.
Le carte INC contengono molte informazioni la cui legenda è riportata in
calce a ciascuna di esse, sono orientate a Nord e sono scritte in
francese.
CARTE DMA DELLA LIBIA
Sono le "Tactical Pilotage Map" del DMA ovvero Defense Mapping Agency, Ministero della Difesa Statunitense, insomma, le carte da bombardamento dei Top Gun. Sono in scala 1:500.000, sono redatte con la grafica particolare delle carte tattiche aeree e sono molto aggiornate. Le tavole sono molto grandi e scarsamente maneggiabili, specie in presenza di vento. Ma del resto non sono nate per essere usate al suolo. Data la grande precisione ed affidabilità che le contraddistingue, queste carte possono essere considerate eccellenti anche se, proprio per essere delle carte tattiche, offrono alcune indicazioni inutili per l’automobilista e mancano di alcuni utili riferimenti al suolo. In ogni caso 5 stelle.
CARTE RUSSE
Col crollo del Muro di Berlino i sovietici hanno iniziato a vendersi l’argenteria di casa per tappare gli ammanchi di cassa del loro paradiso dei lavoratori. Pertanto sono finite sul mercato, oltre a colbacchi, decorazioni militari e testate atomiche, anche tutte le loro carte militari che coprono praticamente l’intero Globo. In scala 1:200.000 potrete trovare:
In totale fanno 1.130 tavolette per una
spesa di oltre 9.000 US$.
Le carte russe sono reperibili anche in scala 1:500.000, sono scritte in
cirillico (è indispensabile essere in grado di leggere questo alfabeto) e
sono disponibili anche su CDRom ad un prezzo molto inferiore al totale su
carta. Sono buone carte, sufficientemente dettagliate e apparentemente
precise. Non le ho mai usate sul campo.
ATTENDIBILITA’ E PRECISIONE DELLE CARTE
Qualsiasi sistema cartografico viene
costruito partendo dalle aerofotogrammetrie, eseguendo la loro
restituzione prospettica e quindi verificando al suolo con la
triangolazione e con l’osservazione diretta. Senza lavoro al suolo,
carte a scala superiore a 1:500.000 non possono essere considerate del
tutto attendibili.
Cosa vuol dire ciò ? Vuol dire, ad esempio, che le carte INC algerine (ex
IGN francese) 1:200.000 sono attendibili perché i francesi le hanno
verificate al suolo lasciando molti punti trigonometrici in cemento,
mentre le relative russe non sono altro che un’interpolazione di quella
scala 1:500.000.
Fin qui le carte "di carta".
Di quelle digitali possiamo aggiungere che non possono, per postulato, essere più precise delle corrispondenti cartacee in quanto sono di queste ultime una scansione. Tutt’al più possono essere uguali. Ma nutro molte riserve sulla catena di digitalizzazione e compressione dei dati che, partendo dalla mappa su carta e finendo nella memoria del Garmin vorrebbe abolire l’uso di mappa, bussola e coordinatometro.
COME USARE LE CARTE
In special modo se userete il GPS, è di capitale importanza che organizziate l’archivio cartografico in modo che sia trasportabile e facimente consultabile, oltrechè opportunamente protetto dalle ingiurie delle piste. Parlerò del mio archivio per l’Algeria.
IL QUADRO D’UNIONE
Per prima cosa dovrete realizzare un quadro d’unione valido che
renda immediatamente individuabile ciascun foglio INC, sia al 500.000
che al 200.000.
A questo scopo dovrete sacrificare una copia della 953 dalla quale
ritagliare con un largo margine tutta la parte riguardante l’Algeria
e la Tunisia. All’incirca la zona compresa tra il 12° meridiano Est
e il 12° meridiano Ovest e tra i paralleli Nord 12° e 38°. Così
facendo otterrete un foglio di circa 60x70 cm., piccolo e molto
maneggevole sul quale marcherete con un evidenziatore verde scuro
tutta la linea di frontiera algerina. Poi, con un pennarello verde a
punta fine (0,5), disegnerete il reticolo 1:500.000 di tutta l’Algeria
(43 settori). Per costruire tale reticolo sfrutterete la maglia larga
già presente sulla 953, tenendo presente che i suoi paralleli di
riferimento coincidono alternativamente con quelli di confine delle
carte INC, che si estendono in longidutine per due gradi, mentre i
suoi meridiani di riferimento sono sfalsati rispetto a quelli di
confine delle carte INC, che si estendono in latitudine per tre gradi.
Eseguito il reticolo al 500.000, dividetene ciascun settore nelle sei
sezioni al 200.000 che lo compongono usando un pennarello verde a
punta extra sottile (0,2).
Nel tracciare meridiani e paralleli tenete conto del fatto che i
meridiani convergono verso il Polo Nord e non sono nè
"paralleli" tra di loro nè linee rette come sembra a prima
vista osservando la 953. E tenete conto del fatto che anche i
paralleli non sono linee rette ma curve con centro il Polo Nord. Anche
se poi ogni lato delle maglie del reticolo può singolarmente essere
assimilato ad una retta. Per ultimo, con un pennarello nero a punta
grossa, ripassate la linea del meridiano 0° (Greenwich), per evitare
di commettere colossali errori di carteggio. Infatti, mentre avrete a
che fare sempre con latitudini Nord perchè l’Equatore è molto
lontano - il Sahara termina tra il 16° e il 15° parallelo -, per il
calcolo della longitudine non godrete sempre della stessa sicurezza.
Infatti le regioni ad Ovest del Grand Erg Occidentale e dell’altopiano
del Tademait, nonchè le regioni ad Est del Tanezrouft sono tagliate
dal meridiano 0°. Molte piste non segnalate corrono a ridosso di
questo meridiano, ora ad Est ed ora ad Ovest, e lungo di esse il
famoso "momento dello stupido" è sempre in agguato.
Un consiglio. Eseguite i disegni prima a matita e poi ripassateli con
i pennarelli. Eviterete di acquistare cinque o sei 953 !
CLASSIFICAZIONE
DELLE CARTE
Avete ora a disposizione i due reticoli cartografici disegnati con
tratti di pennarello ben distinti, reticoli dei quali dovrete nominare
ciascun settore col nome del foglio INC corrispondente. I nomi dei
fogli al 500.000 sono nomi di località tutte riportate sulla 953 per
cui sarà sufficiente marcarli su questa con un evidenziatore verde.
In più dovrete dare a ciascuno di questi settori un numero d’ordine
partendo dal Nord e procedendo verso Est, numero che riporterete anche
sulle carte corrispondenti. I nomi dei fogli al 200.000 invece non
compaiono sulla 953, ma non ha importanza. Infatti, poichè ogni
foglio al 500.000 ne contiene sei (talvolta otto) basta istituire, per
identificarli, la convenzione di numerarli da 1 a 6 da sinistra a
desta e dall’alto verso il basso senza che sia necessario riportare
anche questa numerazione sul quadro d’unione già sufficientemente
impasticciato.
Per esempio, su quali fogli si troverà l’oasi di Ain Balbel, al
centro dell’altopiano del Tademait ?
Semplice: 26 e 26.2 - cioè sul foglio 1:500.000 nr.26 e sul foglio
1:200.000 nr. 2 della serie 26.
Il passo successivo è quello di rendere maneggevole la grande
quantità di fogli INC che avete a disposizione. Solo per coprire l’Algeria
a Sud di El Golea occorrono, tra le due scale, circa 150 tavole! Per
contenerne l’ingombro, ottimizzarne la maneggevolezza e limitarne l’usura
(pieghe con angoli) le tavole vanno piegate in modo opportuno. Quelle
al 200.000 le piegherete esattamente in due in senso orizzontale,
mentre quelle a 500.000 le piegherete in tre in senso verticale ed in
modo da dividere in due il quadro piegando a parte la legenda (alcuni
fogli sono più grandi e vanno piegati in quattro...).
Sempre con la stampa all’esterno.
Questo sistema di piegatura senza angoli, abbinato ad una tavoletta di
navigazione adatta, vi permetterà di carteggiare senza dover
dispiegare i fogli, che si conserveranno ottimamente nel massacro
generale cui saranno sottoposte tutte le attrezzature. Infine, non
dovrete far altro che ordinare numericamente i fogli al 500.000
facendo seguire a ciascuno di essi i corrispondenti sei al 200.000, e
stivare il tutto in una cartella di plastica adatta (60x40 cm. circa).
ATTREZZI PER IL CARTEGGIO
TAVOLETTA DI
NAVIGAZIONE
Si autocostruisce utilizzando un rettangolo di compensato o di
masonite e cinque buste di acetato trasparente per carte geografiche
rilegate assieme con una spirale in plastica. Tutte delle dimensioni
di circa 60x40 cm. tenute sulla tavoletta da una larga pinza
stringidocumenti in acciaio.
Nelle buste di acetato si infileranno, piegati, la tavola d’unione
953, un foglio al 500.000 e tre tavole al 200.000, cartografia
sufficiente a coprire una giornata di viaggio. Questo piccolo atlante
plastificato sarà il vostro tavolo da carteggio, che vi permetterà
di consultare le tavole e di disegnarvi sopra con pennarelli delebili
a mano senza estrarre e dispiegare i fogli che saranno perfettamente
protetti. Quando non vi occorre potrete riporlo nel classificatore
insieme alle carte.
Un’ottima alternativa è costituita dal rilegare base e buste in
plastica con una robusta rilegatura a spirale sempre in plastica sul
lato più lungo. La tavoletta risulterà più maneggevole e le carte
potranno essere girate verso l’alto come pagine. Per la base non
potrete utilizzare compensato o masonite; dovrete ripiegare su un
cartone ad alta densità da circa 3 mm.
CURVIMETRO,
RAPPORTATORE, RIGHELLO
Il curvimetro, di plastica o di metallo, è indispensabile che sia uno
strumento preciso specie per le scale in uso; potete collaudarlo
semplicemente facendolo correre su una riga millimetrata in legno
lunga almeno un metro. Il rapportatore è bene che sia trasparente, a
360° e di diametro adatto, circa 10 cm.. La graduazione deve essere
fine, diretta ed inversa, con tacche ogni mezzo grado. Idem per il
righello, un doppio decimetro con tacche ogni mezzo millimetro.
COMPUTER PALMARE
Non è indispensabile ma molto utile, purchè sia programmabile (Casio
o simile). Infatti per poter usare il GPS è necessario essere in
grado, dato un punto sulla carta, di calcolarne latitudine e
longitudine, oppure, date la latitudine e la longitudine di un punto,
di individuarlo sulla carta. Cosa sicuramente fattibile anche con soli
righello, matita e coordinatometro, ma in modo più scomodo. Un
"palmare" dotato di Basic risolve il problema mediante un
semplice programmino di emulazione del coordinatometro, sia per il
calcolo diretto che per quello inverso ed assolve anche a tanti altri
compiti: calcolo altezze e distanze, calcolatrice per conversione
valute, calcolo consumi carburante, indirizzario etc..
Nota: I palmari col basic non si trovano più in commercio; chi ne ha
uno se lo tenga stretto come un oracolo ! Ora si parla di palmari con
Windows CE e il programma di emulazione va scritto in "C++".
LIBRO DI BORDO
Un banale quaderno scolastico sul quale annoterete tutto ciò che
attiene al viaggio: tempi e distanze, percorsi seguiti, manutenzione
della vettura, conti di cassa etc.. L’utilità del quaderno è fuori
discussione ed il suo uso è tassativo nei fuori pista dove la rotta
bisogna crearsela e dove gli smarrimenti sono una probabilità non
remota. In un caso del genere tempi, chilometraggi e appunti
topografici possono essere decisivi per aiutarvi a ritrovare un punto
noto precedente.
STRUMENTI DI NAVIGAZIONE
BUSSOLA DI
RILEVAMENTO
Senza ombra di dubbio la migliore per le vostre esigenze è la Recta
DP10 con prisma di allineamento, che condensa molti vantaggi per la
navigazione nel deserto; è compatta ed autoprotetta, rileva angoli
con il prisma e lo specchio, è stabile perché a piatto girevole,
possiede un inclinometro.
BUSSOLA DI ROTTA
Deve essere del tipo a lettura inversa e per alta velocità, cioè
progettata e costruita per essere installata su barche a motore e non
su barche a vela. Deve avere la possibilità di essere compensata,
avere un’illuminazione interna ed una sospensione cardanica
completa. Essa non deve trovarsi a meno di un metro da qualsiasi massa
metallica rilevante (motore, cambio) o in prossimità di campi
magnetici (alternatore, altoparlanti).
La sua installazione a bordo di una vettura è opera da certosini, non
esistendo nessun sistema universale al riguardo e dipendendo i
risultati dall’accoppiata vettura-bussola. Ottima è la francese
Plastimo modello Offshore con capsula da 90 mm. che si può montare
con la sua staffa al posto dello specchietto retrovisore interno.
Cercatene una con la cassa bianca, in quanto quelle nere si scaldano
eccessivamente provocando la dilatazione della capsula e la comparsa
di grosse bolle d’aria. La bussola meccanica va sostituita circa
ogni 30.000 chilometri di pista, in quanto gli scossoni e le
vibrazioni della tole onduleé danneggiano la sospensione cardanica.
Meno problematica è l’installazione di una bussola elettronica la
cui gabbia di flusso viene montata all’esterno lontana da ogni
elemento di disturbo. I valori saranno letti su un display digitale
montato sul cruscotto e collegato alla gabbia con un cavo speciale.
Rispetto alla bussola meccanica è più robusta, ma offre un lettura
meno naturale e fornisce indicazioni in linea di massima meno precise
poichè rileva le variazioni del campo magnetico con discontinuità.
Certamente non mancano strumenti affidabili di questo tipo, ma hanno
un costo dieci volte superiore alla bussola meccanica di cui sopra.
TRIP COMPUTER
E’ un contachilometri digitale doppio da rally, con inversore ed
azzeratore rapidi. Di montaggio non difficile è utile, ma non
indispensabile, per tenere sotto controllo la pista indipendentemente
dagli strumenti di serie della vettura, ai quali sono affidati i
conteggi chilometrici totale del viaggio e parziale giornaliero.
ALTIMETRO
Poichè le carte INC riportano con abbondanza quote sul terreno e la
pressione barometrica nel deserto è solitamente stabile, un altimetro
digitale con precisione minima di cinque metri può essere
discretamente utile come supporto alle rilevazioni topografiche.
Purtroppo non è possibile utilizzare un più economico altimetro
analogico con precisione inferiore in quanto le sue indicazioni
sarebbero fuorvianti. Non considerate superfluo questo strumento solo
perché disponete del GPS; le quote indicate dai GPS sono una barzelletta !
BINOCOLO
E’ indispensabile per qualsiasi tipo di identificazione visiva
(caposaldo, balise, tracce etc.). Vi consiglio un binocolo 7x50 il cui
rapporto tra ingrandimenti e luminosità è assai favorevole, l’immagine
molto stabile ed è utilizzabile anche al crepuscolo. Scartate i
binocoli più potenti perchè fanno venire il mal di mare durante l’osservazione,
coprono un campo d’osservazione ridotto, sono pesanti, scarsamente
luminosi e non adoperabili con poca luce. Alcune ditte, ad esempio la
Steiner, producono binocoli con bussola di rilevamento incorporata e
dotata anche di illuminazione notturna. Si tratta di ottimi strumenti
molto costosi che non eliminano comunque la necessità di disporre di
una buona bussola maneggiabile separatamente.
CONTAPASSI
Non è uno strumento per la navigazione in vettura ma per quella a
piedi. Fa parte della lista di sopravvivenza e serve, previa opportuna
taratura, a contare i vostri passi e a trasformarli in distanza
percorsa misurata in chilometri e metri. Ne esistono di meccanici,
grossolani e poco precisi, e di elettronici che sono una meraviglia.
Questi ultimi sono strumenti discretamente costosi, precisi e
multifunzione (in genere hanno anche l’orologio e il cronometro). Il
contapassi, o pedometro, va tarato in funzione della lunghezza media
del vostro passo che estrapolerete contando il numero di passi su una
lunghezza misurata di almeno un paio di chilometri e dividendo per
questo numero. I contapassi elettronici vanno collaudati con calma e
con altrettanta calma bisogna imparare ad usarli.
GPS
Quando ci si muove in regioni ove nessun elemento morfologico è in
grado di permettere la localizzazione del punto auto sulla carta con
un’approssimazione sufficiente ed il tracciamento di una rotta
attendibile non è possibile, è necessario possedere, oltre alle
carte geografiche e alla bussola, anche un sistema che permetta il
rilevamento della latitudine e della longitudine, valori che, come
detto, individuano in modo univoco il punto di stazionamento.
I sistemi di localizzazione del punto di stazionamento disponibili
sono tre: il Sestante, il Radiogoniometro ed il GPS, per i quali vi
rimandiamo all’appendice di questo capitolo qualora foste
interessati ad apprendere i loro principi di funzionamento.
Il sestante, messo a punto nella metà del ‘700, è
sicuramente lo strumento più antico, è il più difficile da usare e
necessita di strumenti ausiliari quali un cronometro e speciali
tabelle chiamate Effemeridi e Tavole HO. E’ ormai del tutto in
disuso anche se all’Istituto Nautico continuano ad insegnarne l’uso.
Il radiogoniometro, genericamente ed impropriamente chiamato
"Loran", è uno strumento elettronico che consente di
misurare l’angolazione dei segnali emessi da radiofari terrestri.
Facile da usare, funziona ovviamente solo nelle zone coperte dai
radiofari stessi come le coste marine e gli aeroporti, ma non nel
deserto.
Il GPS, o Global Point System infine, è uno strumento
elettronico che effettua triangolazioni utilizzando i segnali emessi
da appositi satelliti militari, che coprono praticamente senza
soluzione di continuità tutta la superficie terrestre, con un
principio di funzionamento diverso dal radiogoniometro. Considerando i
grandi progressi compiuti dall’elettronica in questi ultimi anni e l’abbattimento
radicale dei prezzi delle strumentazioni, oggi sono disponibili
apparecchiature GPS delle dimensioni e del costo di un telefono
cellulare in grado di calcolare in pochi secondi il punto di
stazionamento con un errore minimo (alcuni metri !!!) e di fornire in
tempo reale una quantità incredibile di informazioni utili alla
navigazione quali l’altitudine geometrica (non barometrica !) anche
se approssimativa, la deriva, le velocità reale e virtuale, le
distanze, i tempi, le medie etc.. Il GPS è senza dubbio uno strumento
fondamentale per gli spostamenti fuoripista dove non è pensabile
poterne fare a meno; se non altro per la propria sicurezza.
OPERAZIONI DI ORIENTAMENTO
RILEVAMENTO TRIGONOMETRICO
E’ un metodo terrestre per la determinazione dei punti geografici che sfrutta le proprietà geometriche del triangolo e che utilizza come strumenti il teodolite e il telemetro. Dati due punti noti è possibile costruire su di essi un triangolo che determina la posizione di un terzo punto; su questo triangolo è possibile costruirne altri tre che determinano le posizioni di altri tre punti, poi altri sei triangoli per altri sei punti e così via sino a coprire tutta la superficie di territorio che interessa.
Per la determinazione del punto di stazionamento della vostra vettura nel deserto è sufficiente la costruzione di uno o due triangoli, costruzione per la quale non potrete utilizzare pesanti ed ingombranti strumenti topografici ma solo righello, goniometro e bussola. La differenza consisterà nella determinazione degli angoli, magnetica e non geometrica, che sarà affetta da errori dovuti alla non coincidenza del Nord geografico col Nord magnetico, e nell’impossibilità di misurare distanze precise che obbligherà ad una costruzione grafica e non geometrica del triangolo di posizione.
Per "fare il punto" con questo tipo di rilevazioni ottiche dovete essere in grado di individuare sul terreno almeno due punti noti le cui rette d’unione con l’osservatore formino un angolo il più possibile vicino ai 90° e la cui altezza sia trascurabile rispetto alla distanza dall’osservatore. Con un solo punto noto non è possibile alcuna triangolazione; con angoli prossimi ai 180° o inferiori ai 20° il rilevamento non può essere considerato affidabile, così come non può esserlo se l’altezza del punto rilevato è maggiore di un decimo della distanza che lo separa dall’osservatore. L’angolo e la distanza ottimali di rilevamento in genere sono facilmente ottenibili nel deserto semplicemente raggiungendo un punto d’osservazione adatto. Se di punti noti se ne hanno più di due il rilevamento non darà più come risultato un punto ma un’insieme di punti, apparentemente meno preciso ma più affidabile.
In pratica si tratta di rilevare con la bussola a traguardo l’angolo formato col Nord da ciascuna delle rette che uniscono l’osservatore con i punti noti (montagna, borne, duna etc.). In teoria tali rette si incontrano tutte in un punto che è quello di stazionamento. Nella pratica ciò avviene solo quando si rilevano solo due punti, cosa che, come è ovvio, non elimina gli errori nè li evidenzia. In tutti gli altri casi tali inevitabili errori di rilevamento daranno come risultato più punti d’intersezione giacenti in un circoletto d’approssimazione entro il quale si trova sicuramente anche il punto di stazionamento. Le dimensioni del circoletto dipendono da molti fattori quali la distanza e la forma dei punti rilevati, gli angoli formati con l’osservatore, l’abilità di quest’ultimo, la precisione della bussola, la declinazione magnetica del luogo etc.. Per avere un’idea dei numeri in gioco basta pensare che un circoletto d’approssimazione di un centimetro di diametro darà un errore massimo di 2 km. sulle carte 1:200.000, di 5 km. su quelle al cinquecentomila e di ben 40 km. sulla Michelin 953. Errore accettabile nel primo caso, discutibile nel secondo, inaccettabile nel terzo.
DETERMINAZIONE DEL NORD
Poichè il Nord geografico non corrisponde col Nord magnetico (distano attualmente di circa 1200 km.), le indicazioni della bussola non sono del tutto attendibili e devono essere corrette. In linea di massima, dato il grado di precisione occorrente con carte fino all’1:100.000, l’errore della bussola (deviazione magnetica) può essere trascurato. Quando la precisione richiesta è assoluta è invece necessario che correggiate l’angolo fornito dallo strumento secondo le indicazioni della carta topografica per quel luogo.
Tale grado di correzione si ottiene togliendo i gradi, i minuti e i secondi di deviazione magnetica indicati dalla carta e calcolando la declinazione magnetica (processione verso il Nord geografico del Nord magnetico; attualmente circa 11 km. all’anno) per tutti gli anni intercorrenti dalla data del rilevamento ad oggi. Ad esempio, se la vostra carta indica per quel luogo 2°.1' di deviazione rilevati nel 1964 con declinazione negativa di 1'.30" ogni anno, per il 1992 dovrete correggere le indicazioni della bussola sottraendo 2°.1'+ (1'.30"x28) cioè 2°.1'+42'= 2°.43'.
A titolo di curiosità, dato che la cosa non è di alcuna utilità nella navigazione, vi descriviamo cinque semplici metodi per identificare il Nord nel nostro emisfero, con gli astri e senza l’ausilio di strumenti.
Con il sole:
piantate in terra (non necessariamente in verticale) un paletto e
segnate con un sasso l’estremità della sua ombra. Attendete 15-20
minuti e segnate con un altro sasso l’estremità della nuova ombra.
La linea che va dal primo al secondo sasso è la linea Ovest-Est; il
Nord è di conseguenza. Questo metodo non fornisce risultati validi
col sole in prossimità dello Zenith.
Con il sole:
puntate la lancetta delle ore del vostro orologio (regolato sul fuso
orario del luogo) verso l’astro; la bisettrice dell’angolo formato
dalla lancetta delle ore e dalle ore 12 fornisce la linea Nord-Sud.
Questo metodo non fornisce risultati esatti a Sud del Tropico del
Cancro.
Con il sole:
in prossimità dello Zenith piantate in terra verticalmente un paletto
in modo che getti un’ombra di almeno 30 cm. e segnatene l’estremità.
Quindi usando un cordino tracciate in terra un cerchio con centro la
base del bastoncino e raggio la lunghezza dell’ombra. Non appena l’ombra
raggiunge di nuovo l’arco segnate questo punto; la linea dal primo
al secondo punto sarà la linea Ovest-Est. Questo metodo è il più
preciso dei tre che utilizzano il Sole, a qualsiasi latitudine al di
sotto del 66° parallelo, purchè utilizzato nei 10 o 20 minuti a
cavallo del mezzoggiorno solare.
Con le stelle:
osservate tutte le stelle sulla linea dell’orizzonte ed
individuatene una qualsiasi che si elevi perpendicolarmente all’orizzonte
stesso; quella è la direzione Est.
Con le stelle:
cercate l’Orsa Maggiore e prolungatene la coda di quattro volte la
sua lunghezza sino alla stella più grande; quella è la Stella Polare
e la direzione Nord. La Stella Polare costituisce anche l’ultima
stella della coda dell’Orsa Minore (sei stelle + la Polare) situata
sopra l’Orsa Maggiore (sette stelle).
DETERMINAZIONE DI UN PUNTO IGNOTO
Nel caso in cui vi occorra individuare sulla carta un elemento senza nome - djebel, erg, gara, etc. - e disponiate solo del punto di stazionamento (GPS), potrete effettuare un rilevamento approssimato compiendo un’operazione inversa a quella precedentemente descritta.
Traguardate l’elemento in questione e rilevate la deriva col Nord della retta che vi unisce ad esso; quindi correggetela calcolando la deviazione e la declinazione magnetica. Poichè non siete in grado di effettuare una triangolazione (disponete di un solo punto noto), dovrete determinare questo angolo con la massima precisione possibile. Tracciate quindi sulla carta una retta con tale angolazione che passi per il punto di stazionamento e cercate di individuare lungo di essa il vostro elemento in base alla sua altezza e alla sua conformazione. Se l’operazione non ha successo dovrete creare una base per la triangolazione, cosa che potrete fare con facilità solo se il punto ignoto è in avvicinamento (altrimenti dovreste tornare indietro...). Tracciata la retta precedentemente descritta che, se il punto ignoto è in avvicinamento, formerà un angolo minore di 90° con la retta sulla quale giace la vostra rotta, proseguite la marcia sino ad un successivo punto di stazionamento la cui distanza in linea d’aria dal precedente sia dello stesso ordine della distanza presunta dal punto ignoto. Rilevate la nuova posizione col GPS, traguardate di nuovo il punto ignoto misurando la deriva col Nord della retta che vi unisce ad esso, corregetela e tracciate sulla carta una retta con tale angolazione che passi per il nuovo punto di stazionamento. Avete ora a disposizione un triangolo di posizione (base AB tra i due punti di stazionamento e relativi angoli adiacenti) sul cui vertice opposto ad AB traccerete un circoletto d’approssimazione con diametro 1/10 di AB entro il quale dovrebbe trovarsi il punto che cercate.
La difficoltà maggiore insita in questo metodo è costituita dal cambio di prospettiva che l’elemento ignoto subisce passando da un punto di stazionamento all’altro, cosa che può impedirvi di traguardarlo effettivamente sullo stesso punto per due volte consecutive.
DETERMINAZIONE DELL'ALTEZZA DI UN PUNTO
E’ possibile stabilire l’altezza di un punto noto (cima di una montagna, di un duna), qualora questa misura non sia riportata sulla carta, servendosi del clinometro, del pocket computer e delle proprietà del triangolo rettangolo.
Portatevi ad una distanza dalla vetta che sia paragonabile alla sua elevazione (non altezza slm.), armate la bussola Recta DP10 e azzerate il quadrante. Traguardando col lato lungo dello strumento aperto la vostra cima, il clinometro vi darà l’angolo formato dalla retta di traguardo con quella che unisce il punto di osservazione alla proiezione a terra della vetta. Misurate sulla carta questa distanza e col computer calcolate la tangente del valore angolare indicato dal clinometro. Il prodotto di questi due valori sarà l’altezza cercata.
L’operazione fornisce risultati tanto più precisi quanto più l’angolo di osservazione si avvicina a 45°. Poichè TG45°=1 con questo angolo di osservazione l’altezza del punto sarà uguale alla distanza della sua proiezione a terra dall’osservatore.
AGGIRAMENTO DELL’OSTACOLO
Se avete un minimo di capacità nell’interpretazione delle carte topografiche, non dovreste trovarvi nella condizione di aver progettato un itinerario che tira diritto attraverso l’Erg Chech da Est ad Ovest. Scherzi a parte, se per un accidente qualsiasi vi trovaste nella necessità di aggirare un ostacolo di notevoli dimensioni come una falesia, un cordone di dune, una depressione con sabbia molle, dovrete operare nel modo seguente.
Poichè per un tale detour non avrete progettato alcun itinerario e non possedete caposaldi e posizioni geografiche, e poiché non è pensabile farlo al momento - potreste non aver con voi neanche le carte se siete al limite esterno del foglio -, dovrete metter mano a bussola e trip computer.
Rilevate dal GPS la vostra ultima posizione e riportatela come "A" sulla carta, quindi spengete l’apparecchio che, per il momento, non vi occorre più. Individuate dalla parte opposta dell’ostacolo un punto "B" sulla rotta da voi progettata ed unitelo con una linea retta ad "A" segnando sulla carta il valore della deviazione col Nord di "AB" come angolo "b". Ancora da "A" tracciate una linea retta che conduca ad un punto "C" ad una delle due estremità dell’ostacolo per la quale pensate di passare, ad esempio un varco su un cordone di dune, e segnate sulla carta la sua deviazione rispetto al Nord come angolo "a" . La linea "AC" deve avere con la linea "AB" un’angolazione di circa 45°. Se tale angolazione si distacca molto da questo valore muovetevi lungo la linea "AB" sino a trovare un punto di stazionamento ideale di cui calcolerete la posizione e che sarà il nuovo punto "A" da cui traccerete una nuova linea "AC"con nuova deviazione "a". Col trip computer a zero e con la tacca della bussola su "a" iniziate la marcia lungo "AC" cercando di allontanarvene il meno possibile sino a raggiungere "C". Da questo punto riallineate la tacca della bussola su "b" e muovetevi in questa direzione sino ad un punto D con l’ostacolo alle vostre spalle. Ora impostate la bussola su una rotta supplementare ad "a", cioè 360°- a, e muovetevi in questa direzione per una lunghezza uguale ad "AC". Se le vostre deviazioni lungo "AC" sono state minime, percorsa una pari distanza lungo "DB" vi ritroverete dall’altra parte dell’ostacolo su "AB", altrimenti dovrete accontentarvi di un’approssimazione proporzionale all’entità delle deviazioni effettuate lungo "AC".
Quando sarete di nuovo sulla vostra rotta riaccendete il GPS e rilevate la vostra posizione; dopo di chè ripartite impostando il successivo waypoint.
NOTA
Le operazioni che vi ho descritto sono tutte eseguibili anche senza
GPS. Sono invece impossibili senza bussola di rilevamento (quella di rotta
non basta).