Il muretto delle buone letture

Su questo muretto metterò man mano a vostra disposizione dei libri che io ho letto, alcuni più volte, 
e dai quali ho tratto molti benefici.
Non si tratta necessariamente di libri che hanno per argomento il deserto o il Sahara.
Sono comunque libri scritti da grandi uomini e donne, gli ultimi corsari del nostro secolo che hanno fatto
dell'impresa solitaria, del viaggiare una ragione di vita.
Questo muretto quindi non sarà uno zibaldone, una di quelle bibliografie che compilavamo all'università
inzeppandola di titoli per lo più non letti, strani, inutili, esotici, solo per allungare la tesi e fare un favore all'assistente.
Sarà al contrario un piccolo contenitore di proposte mirate, ciascuna delle quali vi proietterà in una dimensione ai più ignota.
 Sarete costretti così a prendere atto che le categorie entro le quali viene costretto il viaggiare non sono assolute ma relative.
Di più, che esse sono surrettizie ed articolate in modo da obbligarvi entro schemi mentali
precostituiti da altri a loro esclusivo vantaggio.
E che io non sono l'unico a pensarla in questo modo.

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La valutazione con gli asterischi, da 1 a 5, non fa riferimento al valore letterario dell'opera ma ai suoi contenuti nel contesto di questo dominio.
Alcuni di questi libri, contrassegnati da una "#" sono stati stampati molti anni fa ed è probabile non siano più reperibili in libreria. Bisognerà cercare nell'usato.


UN VAGABONDO DEI MARI DEL SUD   * * * * *
di Bernard Moitessier, editore Mursia

Chi è Bernard Moitessier ?
Tutti coloro che vanno per mare lo conoscono e lo venerano.
Tutti gli altri lo ignorano, primi i diportisti con le scarpe fighette e la barca miliardaria.
Eppure lui, fra i primi cinque uomini al mondo che hanno doppiato in solitario Capo Horn più volte, senza radar, senza Gps, senza ecoscandaglio, senza log, con le effemeridi ricopiate e le carte nautiche ricalcate, da solo dentro barche che farebbero inorridire Soldini, può insegnarvi con questo libro ruspante come l'importante non siano i mezzi bensì il fine. Può dimostrarvi come il denaro conti poco e come sia possibile ridurne la necessità a limiti inimmaginabili quando l'importante è "andare" e non "possedere". Eccovi alcune sue parole, tanto per capire il tipo.

"Eh, sì, il denaro...Si ha un bel raccattare le cicche e vivere quasi in modo intelligente; ce n'è bisogno, dopo tutto. Ce n'è più o meno bisogno, secondo i temperamenti. In tutti i casi una cosa è certa: si può andare molto lontano e condurre una vita interessante con pochissimo denaro, perchè lungo la strada ci si sbroglia sempre, a condizione di essere in cammino...
Se in fin dei conti si rastrella più denaro di quanto occorra per i nostri bisogni ragionevoli, si può sempre utilizzarne una parte per cose che non fanno male a nessuno: piantare un albero, per esempio."
(da "La lunga rotta")

Moitessier, che purtroppo è morto da non molto, è autore di altri libri che andrebbero letti tutti, ma secondo il mio modesto avviso non nell'ordine nel quale li ha scritti. Ecco l'elenco e l'ordine suggerito:

  1. Un vagabondo dei mari del sud (imperdibile)

  2. Tamata e l'alleanza (imperdibile)

  3. Capo Horn alla vela

  4. La lunga rotta

La "Lunga rotta" è stato scritto in due versioni che si differenziano notevolmente nella parte finale, forse la più importante. La seconda versione è quella giusta ed è quella che si trova il libreria, ma è interessante confrontarla con la prima, reperibile solo nell'usato. Tutti i libri di Moitessier sono editi da Mursia e tranquillamente reperibili.


LO ZEN E L'ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA.   * * * *
Di Robert M. Pirsig, editore Adelphi

Libro noto alla maggior parte dei cinquantenni e non solo. Gli USA "on the road" dal Minnesota al Pacifico a cavallo di una moto e della propria coscienza. L'autore salta in moto col figlio undicenne e parte...con "più voglia di viaggiare che non di arrivare in un posto prestabilito", per liberare i canali della coscienza "ormai ostruiti dalle macerie di pensieri divenuti stantii".
Ho letto questo libro molti anni fa tra Roma e Aleppo, a cavallo di una Yamaha XT600, ma non di una coscienza che ancora non aveva emesso il suo primo vagito; con lui ho imparato a discutere con me stesso a voce alta di morale, di cosa sia la qualità e di tante altre cose. Il programma era di arrivare al massimo ad Antalya, ma leggi che ti rileggi sono arrivato fino ad Aleppo e lì, non sentendomela di rifare la stessa strada a ritroso, mi sono imbarcato per Cipro e poi per Rodi.
Pirsig, che ha poi perso il figlio in circostanze drammatiche, ha proseguito coraggiosamente nel suo viaggio dentro la morale e verso la qualità con l'ambigua "Lila" (ed. Adelphi), stavolta non con la moto ma con una barca a vela nelle acque dell'Hudson.
Ho letto anche questo libro, ma non ci sono state ulteriori rivelazioni rispetto allo "Zen"; il pensiero di Pirsig e la sua espressione si sono come ripiegati su se stessi e l'autore è entrato (secondo il mio modesto parere) nel crepuscolare. Evidentemente qualcosa si era spezzato dentro di lui.


IN PATAGONIA   * * * * *
di Bruce Chatwin, editore Adelphi

Il mito !
Di fronte a BC non provo neanche ad esprimere un'abbozzo di recensione.
Però una cosa mi disturba. E molto.
E' il fatto che questo libro, stampato nel 1977, benchè giudicato subito ottimo dalla critica, sia diventato famoso solo dieci anni dopo, come una specie di messale che distingue a bordo dell'aereo diretto a Buenos Aires il turista "intelligente" da quello "trinariciuto" che legge Ken Follet o che non legge affatto. Per dare un'impronta culturale alla loro mercanzia, le agenzie di viaggio lo consigliano o lo regalano assieme ai pacchetti milionari diretti in Patagonia.
Bruce Chatwin non ci pensava neanche lontanamente a queste ricadute e oggi probabilmente sussulterà nella tomba alla vista dell'uso che si fa del suo nome.
Saprete certamente che BC prendeva i suoi appunti di viaggio su un quadernino dalla copertina nera. Ma forse non sapete che una nota casa editrice "politically correct" si è messa a vendere a 15.000 lire l'uno la replica di quei quadernini (le pagine sono bianche...) nelle sue librerie ! E ci sono gonzi che li acquistano !
Se riuscite a metter da parte il lato snob di tutta la faccenda, "In Patagonia" vi insegnerà a viaggiare e a vedere una volta per tutte, e quando lo leggerete tenete bene a mente l'epoca nella quale BC fece questo viaggio.
Era il 1974 e "Avventure nel Mondo" non esisteva.
Altre opere dello stesso autore ? Ce ne sono molte e tutte da leggere:

tutti di Adelphi.


GLI STRAORDINARI VIAGGI DI IBN BATTUTA * * * *
di Ross E. Dunn, editore Garzanti

Facciamo un salto indietro nel tempo di circa 700 anni per arrivare ad abu Abdallah ibn Battuta.
Personaggio storico conosciuto almeno quanto Marco Polo, si distingue da quest'ultimo per il fine dei suoi viaggi.
Viaggi di esplorazione a scopo di commercio in regioni poco conosciute o del tutto sconosciute per l'italiano di Venezia; un unico grande viaggio tematico e solitario attraverso la "dar al Islam", attraverso la "casa dell'Islam", ovvero tutte le terre convertite all'islamismo per il marocchino di Tangeri.
Dopo trent'anni di viaggi ibn Battuta scrisse la "Rihla" ovvero il diario delle sue avventure vissute senza interruzioni dal 1325 al 1355 per un totale di 117.000 chilometri (a piedi, in barca, sul carretto...) visitando l'equivalente odierno di 44 paesi.
La Rihla venne scritta in realtà, per ordine del sultano del Marocco, da ibn Juzzayy, non perchè ibn Battuta non sapesse scrivere, ma perchè non era un letterato e solo un letterato poteva comporre un'opera nello stile formale richiesto dai tempi.
Tredici anni dopo ibn Battuta moriva a 64 anni e si consacrava come il più grande viaggiatore solitario di tutti i tempi dall'inizio della storia ad oggi e molto probabilmente di tutto il resto della storia dell'umanità.
Che dire di questo libro se non che è, al solito, imperdibile ?
Sicuramente esistono altri libri su ibn Battuta (in arabo "ibn" significa "figlio di" e quindi è corretto scriverlo minuscolo).
Io ho letto questo e ve lo consiglio caldamente.


IL VIAGGIATORE DELLE DUNE * * * * *
di Theodore Monod, editore Tasco #

Monod è stato un biologo-botanico-zoologo-storico-geologo-archeologo-scrittore nato all'inizio del '900 che è capitato nel deserto per il classico colpo di fulmine rimanendoci poi per sessant'anni. Niente Land Rover, niente Gps. Solo il cammello.
Non resisto alla tentazione di ricopiare la recensione di questo libro, stampata a cura dell'editore nella quarta di copertina, per quanto essa esprime pienamente il suo contenuto e per il valore dell'ultimo paragrafo.
"
NelI’agosto del 1923 un giovane ricercatore oceanografico scopre, dal ponte di un battello da pesca, la costa sahariana della Mauritania. Affascinato, osserva quella "terra spoglia scarnificata fino all’osso", segue con lo sguardo pieno di emozione le carovane che svaniscono nella polvere dorata del deserto. La febbre del Sahara si impossessa di lui. Da ora in poi navigherà esclusivamente su questo oceano pietrificato. Da allora (1989, n.d.r.) sono passati più di sessant’anni nei quali Monod ha percorso innumerevoli volte il Sahara a piedi o a dorso di cammello divenendone uno straordinario specialista. Questo libro, risultato dei suoi lunghi anni di esplorazione, è un inno al deserto, alla sua grandezza opprimente, alla sua selvaggia e pericolosa bellezza, ma anche un resoconto affascinante della fauna, della flora, della storia e della preistoria di questa regione, nonché una descrizione della vita quotidiana dell’uomo del deserto, con una tale dovizia di dettagli che questo libro potrebbe essere utilizzato come un vero e proprio manuale di sopravvivenza.
Una storia affascinante, con una sua sottesa filosofia: il sospetto che l’uomo civilizzato abbia finito per confondere l’accessorio con l’essenziale.
"
C'è altro da aggiungere ? Correte a comprarlo !


DESERTI * * *
di Carla Perrotti, editore Corbaccio

Sono stato molto indeciso se appoggiare questo libro assieme agli altri sul muretto.
Da un lato c'è il personaggio, Carla Perrotti, donna tutta da scoprire.
Dall'altro c'è il suo modo di andare per deserti, minimale, in solitario ma con spirito competitivo e con ricco sponsor alle spalle.
Alla fine ha prevalso l'amore per il Grande Vuoto e l'ammirazione per il personaggio; così ho deciso di presentare, a quelli di voi che non la conoscono, questa donna eccezionale e le sue imprese davvero singolari.
A piedi, trainando un carretto o a dorso di cammello, Carla Perrotti vi racconta le sue avventure nel Tenéré, nel Salar de Uyuni, nel Kalahari e della sfida con se stessa che ha ingaggiato cercando di percorrere i deserti senza motori e senza tecnologia.
Una sfida fantastica guastata, a mio avviso, dall'alito dello sponsor che gli soffia sul collo e dal risultato sportivo cercato e ottenuto.
"Quando raggiungi il perfetto equilibrio fra corpo e mente, spingiti in avanti alla ricerca del limite estremo. E allora capirai che non esiste, se non dentro di te."
Queste le parole di Carla Perrotti, che riflettono nel concetto la sua splendida filosofia dell'andar per deserti e nelle parole il marchio del suo sponsor.

Dopo questo libro la Perrotti non si è fermata e, sempre da sola e sempre a piedi, ha attraversato in 24 giorni il deserto cinese di Takliman. Nel '98, anno della traversata, Carla Perrotti aveva più di 50 anni.
Riflettano i trentenni comodini che senza compagnia non partono nemmeno per Nefta.